Falchi, colombe, tori, orsi, unicorni. Gli animali della finanza e cosa significano
Falchi, colombe, tori e orsi sono senza dubbio i più famosi e chiacchierati. Divisi in schieramenti contrapposti appaiono negli articoli di economia della stampa, al telegiornale, nei podcast e persino nelle rappresentazioni grafiche dei mercati e delle decisioni delle banche centrali. Ma non sono gli unici animali che popolano la grande arca dell’economia e della finanza. Ci sono anche gatti, elefanti, squali, rinoceronti e cigni. Tutti con una personalità ben precisa. Leggi l’articolo per scoprirla!
Toro
Il toro è senza dubbio l’animale finanziario più famoso di tutti. Tanto che proprio la scultura di un toro dell’italiano Arturo Di Modica, è diventata nel corso dei decenni il monumento più noto di Wall Street - sede della borsa di New York - dove si trova dal 1989. Nel gergo finanziario, il toro indica un investitore che acquista dei titoli in attesa di una loro crescita. Quando un mercato o un indicatore sembrano puntare verso l’alto, in inglese vengono definiti “bullish”, un po’ come se in italiano dicessimo “toristi” (in realtà diciamo rialzisti). Ma perché? Il toro attacca dal basso verso l’alto, incornando l’avversario, portando in alto la testa e assumendo una posa che ricorda un grafico in crescita.
Orso
Se il toro spinge i mercati verso l’alto, l’orso fa l’opposto: colpisce dall’alto verso il basso, proprio come un grafico che scende. Un investitore “orso” è pessimista: prevede cali; vende o aspetta tempi migliori prima di comprare. Quando si dice che un mercato è “bearish” significa che le aspettative sono più basse del solito. In italiano diciamo “ribassista”. In poche parole, l’orso, in finanza è l’animale che dice “meglio aspettare”.
Falchi
I falchi non popolano i mercati, ma i palazzi delle banche centrali. Sono il simbolo dei banchieri più severi, quelli che tengono d’occhio l’inflazione con la vista acuta e, quando serve, non esitano ad attaccare. Cioè ad aumentare i tassi di interesse per rallentare la circolazione del denaro.
Sembra complicato ma non lo è: se gli interessi per chiedere un prestito alla banca sono alti, è più difficile che tu ne chieda uno, e quindi che poi usi quei soldi per i tuoi progetti, stimolando l’economia. In genere, meno velocemente i soldi passano di mano in mano, e meno l’economia cresce, tenendo così a bada l’inflazione. Per un falco, la priorità è una: domare i prezzi. Anche al costo di raffreddare l’economia.
Colombe
Le colombe sono gli altri inquilini dei palazzi delle banche centrali: sono pacate e accomodanti. Sono i banchieri che preferiscono non mettere troppa pressione su imprese e famiglie. Per questo, vogliono mantenere bassi i tassi di interesse per stimolare l’economia. Ripensa all’esempio di prima: interessi bassi favoriscono la circolazione del denaro, e quindi la crescita dell’economia, che però spesso è legata a una crescita dell’inflazione. Insomma, guardare un comitato di politica monetaria, è quasi come assistere a un documentario di National Geographic.
Gatto
Il gatto non è tra gli animali più noti di questo mondo, ma merita un posto d’onore. Anche perché sull’arca della finanza non ha particolare fortuna. Infatti, il “rimbalzo del gatto morto” è un modo di dire un po’ macabro, che indica un movimento di risalita temporaneo dei mercati dopo un crollo. Perché si dice? La spiegazione è ancora meno allegra del detto: “Persino un gatto morto rimbalza se cade da molto in alto”.
Elefanti
Gli elefanti sono i pachidermi del mercato: gli investitori istituzionali, i fondi pensione. Sono lenti, ponderati, e si muovono verso un obiettivo lontano. Gli elefanti hanno memoria lunga e prendono decisioni pensate. Dopo, difficilmente cambiano idea, o strategia di investimento.
Squali
Gli squali sono famosi per la loro ferocia e la violenza dei loro attacchi. Come in natura, anche in finanza queste caratteristiche li distinguono dagli altri. Infatti, sono detti squali i trader e i gestori più spregiudicati.
Rinoceronte grigio
In finanza, il rinoceronte grigio rappresenta un pericolo enorme, ben visibile, che avanza lentamente e che tutti riconoscono… salvo poi ignorarlo finché non è troppo tardi. I rinoceronti grigi sono rischi molto probabili, con impatti potenzialmente devastanti, ma sistematicamente sottovalutati. Ne abbiamo davanti diversi: i cambiamenti climatici, ad esempio, o le difficoltà del sistema delle pensioni da affrontare con i fondi pensione. Spesso viene fatto l’esempio della crisi finanziaria del 2008: tanti sapevano che il sistema dei mutui si reggeva su basi instabili, ma quasi tutti decisero di ignorarlo. Il rinoceronte grigio non è inevitabile — ma richiede la capacità, e la volontà, di guardarlo dritto negli occhi.
Cigno nero
Fino al 1697, nel mondo occidentale i cigni neri erano praticamente sconosciuti. Nessuno si aspettava che questo elegante uccello acquatico potesse avere colori diversi dal bianco. Finché il cigno nero non venne scoperto in Oceania dall’esploratore olandese Willem de Vlamingh, cambiando per sempre le convinzioni degli europei e degli americani sui cigni. Una cosa così non succede spesso. E infatti, in finanza viene chiamato cigno nero un evento rarissimo e imprevedibile che cambia il corso della storia.
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