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Prospettive cinesi tra Covid, crescita e tassi

I nuovi lockdown hanno imposto una battuta d’arresto ai consumi, alla crescita e all’azionario. Ma nel lungo termine il Dragone offre ancora opportunità interessanti.

I mercati finanziari globali navigano nell’incertezza, tra l’inflazione che non accenna a rallentare e il conflitto in corso in Ucraina che ha già innescato una guerra parallela sulle forniture di gas. In un simile contesto, le banche centrali dei Paesi Occidentali sono ormai avviate sul sentiero del rialzo dei tassi per contrastare la corsa dell’inflazione. Ma la Cina si muove in controtendenza, con la PBoC che continua a varare politiche di stimolo per spingere la crescita del Dragone.

Cosa sta succedendo in Cina?

Tanto per cominciare va detto che, seppur Pechino non sfugga al clima di incertezza generale, i problemi che la affliggono sono di natura un po’ diversa rispetto a quelli dell’Occidente. L’inflazione, per esempio, è salita a maggio del 2,1% su anno, ben al di sotto del +8,6% registrato negli Stati Uniti. Inoltre, nel complicato scacchiere geopolitico, la Cina è vicina alla Russia di Putin, che si contrappone al blocco dei Paesi occidentali (USA e UE in testa).

Proprio qualche giorno fa, in occasione del vertice dei BRICS, il leader cinese Xi Jinping si è espresso contro le sanzioni imposte “all’amico” russo, definendole “un boomerang che alla fine danneggerà il mondo intero”.

Ad affliggere la Cina negli ultimi mesi è stata invece l’ennesima ondata di contagi da Covid, cui ha fatto seguito una serie di lockdown in diverse città, che hanno ancora una volta congelato attività economica e consumi, facendo schizzare in alto il tasso di disoccupazione. Tanto da spingere agenzie di rating e grandi banche d’affari a rivedere al ribasso le previsioni di crescita del PIL per l’anno in corso.

“La disoccupazione è il problema economico principale, poiché ci aspettiamo che il settore dei servizi continuerà a risentire di flussi turistici limitati durante le vacanze estive. I viaggiatori sono ancora preoccupati di rimanere bloccati – ammalandosi di Covid o anche solo entrando in contatto stretto con casi positivi. Anche se il settore manifatturiero sembra essersi ripreso, la sua crescita è stata dettata principalmente dall’estrazione e dalla lavorazione del carbone per garantire un’adeguata fornitura di energia elettrica in vista dei mesi estivi. Le altre attività manifatturiere però sono rimaste deboli a maggio”.

Così la vedono gli esperti di ING Think, il think tank economico di ING. Insomma, la ripresa probabilmente ci sarà, ma il percorso sarà piuttosto lento, concludono gli esperti.

Obiettivi di crescita per l’anno in corso

Eppure, Pechino non perde l’ottimismo e continua a sperare di chiudere l’anno con una crescita del Prodotto Interno Lordo intorno al 5,5% e con un tasso di disoccupazione nelle città non oltre il 5,5%. Anche perché gran parte delle misure restrittive volte a contenere la diffusione dei contagi sono state rimosse, tanto che l’indice MSCI China ha ripreso quota nell’ultimo mese.

“Intensificheremo l’aggiustamento della politica macroeconomica e adotteremo misure più efficaci per raggiungere gli obiettivi di sviluppo economico e sociale per l’intero anno e ridurre al minimo l’impatto del Covid-19”.

Con queste parole si è espresso di recente Xi Jinping, secondo quanto riportato dai media statali in lingua inglese. Il presidente Xi non ha precisato quali misure intenda adottare ma, stando agli analisti di ING, potrebbe varare nuovi stimoli fiscali a sostegno dell’economia. La Cina, ha aggiunto Xi, continuerà inoltre ad aprire la propria economia e ad accogliere gli investimenti esteri.

Cosa significa tutto questo per chi investe?

Per fartela brevissima: turbolenza possibile nel breve termine, ma buone opportunità sul lungo periodo. Guardando le cose in prospettiva, infatti, la Cina mostra vari punti di forza: tanto per cominciare, si tratta pur sempre della seconda economia al mondo, da cui già nel 2022 arriverà il 19,2% del PIL mondiale (contro il 24,4% degli Stati Uniti). Inoltre, la significativa correzione registrata dal mercato azionario cinese nei mesi scorsi (dovuta anche alla stretta regolatoria del governo) ha generato le condizioni per poter acquistare società ad alto tasso tecnologico a prezzo di sconto.

Un altro aspetto da non sottovalutare quando si pensa alla possibilità di investire nel Paese del Dragone è la scarsa correlazione del suo mercato azionario con quello dei mercati occidentali.

Insomma, il mercato cinese è complesso e ha caratteristiche uniche, ma sul lungo periodo è sicuramente destinato ad avere un peso crescente nel panorama internazionale. Merita dunque come minimo una riflessione. Evitando però – come sempre ti diciamo – il “fai-da-te”. Per risparmiarsi brutte sorprese, è sempre meglio affidarti a un consulente finanziario esperto, che sia in grado di guidarti alla scoperta di questo mercato peculiare, senza perdere di vista i tuoi obiettivi di lungo termine e il tuo profilo di rischio.

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