Mattone investimento sicuro… o forse no?
“Il mattone è un investimento sicuro”. Alzi la mano chi non ha mai sentito questa frase: da un genitore, un amico, un conoscente che “con la casa non si sbaglia mai”. È una convinzione radicata, soprattutto in Italia, tanto che circa il 75% delle famiglie possiede la casa in cui vive, al contrario di quanto avviene in Paesi limitrofi come Francia (63%) e Germania (48%), dove sono molti di più coloro che scelgono l’affitto. Circa metà della ricchezza degli italiani è costituita dal patrimonio immobiliare, il cui valore equivale approssimativamente al triplo del PIL del Paese.
Ma la solidità del mattone è anche una convinzione a cui bisogna fare molta attenzione. Infatti, comprare casa può essere un investimento. Ma non è automaticamente un buon investimento. Vediamo perché.
Gli investimenti sicuri non esistono
Partiamo da un punto fermo: l’investimento sicuro, per definizione, non esiste. In parole semplici, investire significa dare usare dei soldi per comprare qualcosa con l’obiettivo che il suo valore cresca. Azioni, obbligazioni, ETF, immobili… il principio rimane sempre lo stesso. A cambiare è il rischio, che però c’è sempre, anche quando compri casa.
Casa, i costi mangiano il rendimento
Quando si parla di investimenti immobiliari, si tende a guardare solo al prezzo di acquisto e a quello di vendita (o al canone di affitto). In mezzo, però, c’è un mare. Imposte, notaio, agenzia, eventuali ristrutturazioni, spese condominiali, manutenzione ordinaria e straordinaria. Se c’è un mutuo, anche gli interessi. Tutti costi reali che incidono sul rendimento effettivo.
Vendere casa richiede tempo, pazienza e compromessi
Un altro fattore che l’assioma “casa investimento sicuro” sembra non prendere in considerazione è la scarsa liquidità degli immobili. Se hai bisogno di vendere, non puoi farlo con pochi tap come invece puoi fare con un ETF. Per vendere una casa possono volerci giorni, ma spesso settimane o mesi, a volte anni. In più, il prezzo finale spesso è il risultato di una trattativa al ribasso. Questo rende l’investimento immobiliare poco flessibile: i soldi sono lì, ma non sempre disponibili quando servono.
Gli immobili italiani valgono meno di 20 anni fa
Dal 2007 al 2026 il valore del parco immobiliare italiano si è complessivamente svalutato (più dettagli su Bloomberg). Questo non significa che tutte le case abbiano perso valore - infatti ci sono città dove i prezzi medi sono cresciuti di molto, come Milano o Roma -, ma che, come investimento medio, il mattone in Italia non ha offerto quella crescita costante che spesso gli viene attribuita.
Il mattone non è facile da diversificare
Un'altra cosa a cui fare attenzione del mattone è la concentrazione di gran parte del capitale su un unico asset. Per molte persone, comprare casa significa investire gran parte dei propri risparmi tutti insieme, in un immobile che è legato a un mercato locale e a dinamiche di una specifica zona da cui può essere difficile slegarsi. In finanza, questo si chiama scarsa diversificazione. Ed è un fattore di rischio.
Più manutenzione rispetto ad altri strumenti
Rispetto ad altri strumenti di investimento, come ad esempio gli ETF, gli immobili hanno bisogno di più costi ricorrenti, più gestione e più tempo per essere tenuti in buono stato. Non solo economico, ma anche mentale: inquilini, lavori, burocrazia, imprevisti. Questo non rende il mattone “sbagliato”, ma sicuramente più complesso.
In sintesi: il mattone non è il male, ma nemmeno la certezza
Occhio! Tutto questo non significa che comprare casa non ha senso, o che il mattone non possa essere un buon investimento. Come ogni scelta finanziaria, anche il mattone va valutato per quello che è: un investimento che comporta rischi, costi, tempi lunghi e rendimenti non garantiti. Se il tuo obiettivo è far crescere il tuo capitale nel tempo, non dare per scontato che il mattone sia la soluzione migliore. Insomma, come sempre negli investimenti, valuta obiettivi e orizzonte temporale.
Disclaimer
VoceArancio è un periodico registrato al Tribunale di Milano, n.315 del 20/05/2008. Proprietario ed editore: ING Bank N.V. Milan Branch - V.le F. Testi, 250. Direttore responsabile: Elisa Pavan.
