Come proteggere i risparmi dall'inflazione
Un risparmio fermo sul conto corrente sembra al sicuro. Il saldo non cambia, i soldi ci sono. Eppure, anno dopo anno, con quegli stessi soldi si riesce a comprare un po' meno. È l'effetto dell'inflazione: silenzioso, costante, e spesso sottovalutato.
Proteggere i propri risparmi dall'inflazione non significa necessariamente investire in strumenti complessi o accettare rischi elevati. Esistono soluzioni semplici e a basso rischio che permettono di limitare l'erosione del potere d'acquisto: proviamo a fare chiarezza in questo articolo.
Cos'è l'inflazione e perché incide sui risparmi
L'inflazione è l'aumento generalizzato dei prezzi nel tempo. Quando l'inflazione è al 3%, significa che un paniere di beni che oggi costa 100 euro costerà mediamente 103 euro tra un anno. Apparentemente poco. Ma su un arco di dieci anni, e su un capitale significativo, l'effetto è tutt'altro che trascurabile.
Il punto chiave è il concetto di potere d'acquisto: ciò che conta non è il numero scritto sul conto corrente, ma quanti beni e servizi quel numero permette di acquistare. Se i prezzi crescono più velocemente dei rendimenti ottenuti sui propri risparmi, il potere d'acquisto si riduce, anche se il saldo nominale resta invariato o cresce leggermente.
Un esempio concreto: 10.000 euro tenuti fermi su un conto senza interessi per cinque anni, con un'inflazione media del 2% annuo, varranno in termini reali circa 9.050 euro. Il numero sul conto è lo stesso, ma la capacità di spesa si è ridotta di quasi il 10%.
Tenere i soldi fermi sul conto corrente: cosa comporta?
Il conto corrente è lo strumento giusto per gestire la liquidità quotidiana: pagamenti, spese ricorrenti, piccole riserve per l'imprevisto. Non è pensato, però, per conservare somme significative nel medio-lungo periodo.
Il motivo è semplice: i conti correnti tradizionali offrono rendimenti nulli o molto vicini allo zero. In un contesto in cui l'inflazione è anche solo al 2%, tenere 20.000 euro fermi sul conto significa perdere ogni anno circa 400 euro in termini di potere d'acquisto reale. Una perdita che non si vede, ma che si accumula nel tempo.
Questo non significa che occorra investire tutto. Una quota di liquidità immediatamente disponibile è sempre consigliabile, per far fronte a spese impreviste senza dover smobilizzare altri asset. La domanda è: quanto tenere sul conto corrente e cosa fare con il resto?
Come proteggere la liquidità dall'inflazione
Per chi vuole proteggere i risparmi dall'inflazione senza esporsi a rischi elevati, esistono strumenti che offrono un rendimento superiore a quello del conto corrente mantenendo un profilo di rischio contenuto.
Il conto deposito è tra le soluzioni più semplici e accessibili. Permette di vincolare una somma per un periodo definito in cambio di un tasso di interesse prefissato. Il capitale è protetto fino a 100.000 euro dal Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi, e il rendimento, pur non garantendo una copertura totale dall'inflazione in tutti i contesti, è significativamente superiore a quello di un conto corrente infruttifero.
Conto Arancio di ING è il conto deposito che permette di mettere da parte la liquidità in eccesso e farla fruttare, scegliendo tra diverse durate di vincolo in base alle proprie esigenze. Una soluzione semplice, gestibile interamente da app, per non lasciare i risparmi fermi senza motivo.
I titoli di Stato a breve termine, come i BOT, sono un'altra opzione a basso rischio per parcheggiare liquidità con un orizzonte di qualche mese, ottenendo un rendimento legato ai tassi di mercato.
Inflazione e rischio: cosa evitare
Quando i prezzi salgono, è normale sentire l'urgenza di fare qualcosa per proteggere i propri risparmi. È però in questi momenti che è più facile commettere errori.
Cercare rendimenti troppo elevati per compensare l'inflazione
Quando l'inflazione è alta, la tentazione di cercare strumenti ad alto rendimento per compensarla è comprensibile. Ma rendimenti elevati si accompagnano quasi sempre a rischi elevati. Prodotti finanziari complessi, criptovalute o investimenti speculativi non sono la risposta giusta per chi vuole semplicemente proteggere i propri risparmi: il rischio di perdere una parte significativa del capitale è reale, e può vanificare anni di accumulo.
La regola generale è: non accettare un rischio maggiore di quello che si è davvero disposti a sopportare, solo per inseguire un rendimento che compensi l'inflazione.
Non diversificare
Concentrare tutti i risparmi in un unico strumento espone a rischi evitabili. La diversificazione, anche semplice, permette di distribuire il rischio e di adattare il portafoglio a scenari diversi. Una parte in liquidità disponibile, una parte in conto deposito, eventualmente una parte in strumenti di mercato: questa struttura di base è già un primo passo verso una gestione più equilibrata dei risparmi.
Domande frequenti su come proteggere i risparmi dall'inflazione (FAQ)
Come proteggere i soldi dall'inflazione senza rischiare troppo?
La soluzione più accessibile è spostare la liquidità in eccesso dal conto corrente a strumenti a basso rischio come il conto deposito o i titoli di Stato a breve termine, che offrono un rendimento superiore pur mantenendo il capitale protetto.
Esiste uno strumento che protegge totalmente dall'inflazione?
No. Nessuno strumento garantisce una copertura completa in tutti i contesti. Le obbligazioni indicizzate all'inflazione ci si avvicinano di più, ma comportano comunque rischi di mercato. L'obiettivo realistico è ridurre l'erosione del potere d'acquisto, non eliminarla del tutto.
Meglio investire o tenere liquidità?
Non è una scelta binaria. Una quota di liquidità disponibile è sempre necessaria per far fronte agli imprevisti. Il resto può essere allocato in strumenti che offrano un rendimento reale positivo, in base al proprio orizzonte temporale e alla propria tolleranza al rischio.
Quanto incide davvero l'inflazione nel tempo?
Con un'inflazione media del 2% annuo, 10.000 euro perdono circa il 18% del loro potere d'acquisto in dieci anni. Con un'inflazione al 3%, la perdita sale a circa il 26%. Sono numeri che rendono evidente perché lasciare i risparmi fermi sul conto corrente per anni non sia una scelta neutrale.
Messaggio con finalità esclusivamente divulgativa
Il presente articolo è stato redatto per conto di ING Bank N.V. – Milan Branch dal content team di Pro Web Digital Consulting (Cerved Group). L’articolo ha una finalità esclusivamente informativa e non va quindi inteso in alcun modo come consiglio finanziario, economico o di altra natura. Le informazioni contenute sono fornite unicamente a scopo divulgativo e non rappresentano un invito o una raccomandazione a promuovere acquisti, sollecitare operazioni di investimento, o intraprendere decisioni economiche di qualsiasi tipo. Nessuna decisione, di investimento o di altro tipo, deve essere presa unicamente sulla base dei contenuti qui riportati
Disclaimer
VoceArancio è un periodico registrato al Tribunale di Milano, n.315 del 20/05/2008. Proprietario ed editore: ING Bank N.V. Milan Branch - V.le F. Testi, 250. Direttore responsabile: Elisa Pavan.
