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I 7 bias cognitivi che incidono sui tuoi investimenti

Per investire è fondamentale darsi degli obiettivi, un orizzonte temporale e pianificare le proprie finanze in modo da raggiungerli, senza lasciarsi trasportare dalle emozioni del momento. Ma restare lucidi non è sempre facile. Il nostro cervello non funziona così: è progettato per rispondere a stimoli emotivi cercando scorciatoie che riducono il suo carico di lavoro. Emozioni, abitudini e automatismi agiscono sottotraccia e ti portano prendere decisioni che non sempre sono nel tuo interesse.

Le risposte emotive del nostro cervello

Questi meccanismi si chiamano bias cognitivi. Sono utili nella vita quotidiana perché ci permettono di decidere in fretta. Ma quando ci sono di mezzo i soldi, possono condizionare il modo in cui risparmiamo, investiamo e reagiamo ai movimenti dei mercati.

In questo articolo vediamo i 7 bias più comuni negli investimenti, e come puoi riconoscerli nella pratica.

1. Effetto gregge

“Lo stanno facendo tutti, quindi lo faccio anch’io”.

Questo è l’effetto gregge: seguire la maggioranza anche quando non abbiamo informazioni sufficienti. Succede spesso nelle fasi di euforia dei mercati. È un comportamento che può alimentare le bolle speculative. Durante le bolle, i prezzi di un bene (azioni, immobili, criptovalute) salgono rapidamente, spinti dall’euforia e dalle aspettative, ma senza che esista necessariamente un vero legame con il valore percepito dell’asset.

2. Avversione alle perdite

“Se perdo me lo ricordo benissimo. Se guadagno, me lo ricordo ma un po’ meno”.

Il dispiacere che si prova perdendo 100 euro è di gran lunga superiore al piacere che si prova a guadagnarli. Non è una citazione filosofica, ma una delle caratteristiche della mente umana. A parità di valore, le perdite pesano psicologicamente più dei guadagni. Sono più facili da ricordare, ed esercitano i loro effetti sulla memoria più a lungo.

Questo ti potrebbe portare a non investire, o a preferire strumenti poco rischiosi anche per orizzonti temporali molto lunghi. Oppure, in un momento di panico e difficoltà dei mercati, potresti trovarti a vendere frettolosamente rinunciando a potenziali futuri guadagni.

3. Eccesso di fiducia

“Ormai ho capito come si fa”.

Un altro bias psicologico che può incidere sui tuoi investimenti è l’eccesso di fiducia. Magari hai visto l’inizio di un trend con più anticipo di tanti altri investitori, e i grafici che puntano verso l’alto ti convincono di aver avuto fiuto, che tu abbia imparato a entrare e uscire dal mercato nei momenti “giusti”. Questo bias può incidere particolarmente nei periodi di forte volatilità, quando la tentazione di “fare qualcosa” supera la capacità di restare disciplinati.

Innanzitutto, ricorda che vendere e comprare spesso è una strategia che difficilmente si rivela più remunerativa di un investimento che rispetta l’orizzonte temporale con cui l’hai battezzato. E poi, sappi l’eccesso di fiducia ti spinge a sottovalutare il ruolo del caso e della fortuna, e ignorare segnali contrari o consigli professionali.

4. Bias di conferma

“Vedi? È proprio come pensavo!”

Il nostro cervello tende a cercare informazioni che confermano ciò che già crediamo. Per questo potresti convincerti di aver fatto un ottimo investimento anche quando non è vero, o – viceversa – vedere ovunque segnali secondo cui “devi vendere” anche se non necessariamente è così.

5. Bias di disponibilità

“Ah sì! Questo l’ho sentito ieri in un podcast!”

Noto anche come euristica della disponibilità, il bias della disponibilità è una scorciatoia mentale che ci porta a sovrastimare l’importanza di un’informazione se questa ci viene in mente facilmente. La conseguenza è che spesso decidiamo sulla base di emozioni fresche, non su probabilità reali.

5. Bias dello status quo

“Chi lascia la via vecchia per la nuova, sa quel che lascia, e non sa quel che trova”.

Il bias dello status quo ci porta a sopravvalutare i vantaggi della situazione attuale rispetto a quelli di un potenziale cambiamento. Nel portafoglio può tradursi in: non ribilanciare gli investimenti, mantenere prodotti con costi alti, ignorare alternative più adatte ai propri obiettivi.

6. Disposition effect

“Questo è in rosso. Aspetto che salga. Questo in verde lo vendo così faccio profitto”

Il disposition effect (noto in italiano anche come effetto di disposizione) è un bias che porta gli investitori a tenere a lungo nel portafoglio i titoli in perdita, nella speranza che torni in positivo, e – al contempo – a vendere velocemente quelli in guadagno. Un elemento chiave è il prezzo di acquisto, che viene usato come punto di riferimento emotivo: se un titolo è sotto il prezzo a cui lo abbiamo comprato, venderlo ci “fa male”, come se la perdita non fosse reale finché non la realizziamo. Per smascherarlo puoi chiederti: “Se non lo avessi già, lo comprerei oggi al prezzo attuale?” Se la risposta è no, forse è il momento di rivedere la posizione.

7. Framing effect

“Quando la stessa informazione me la presentano in un modo diverso, finisco per cambiarle significato senza neanche accorgermene”.

Il modo in cui un’informazione viene presentata influisce sulle decisioni.
Non conta solo cosa leggi, ma come è scritto: colori, grafici, ordine degli elementi, parole usate. Uno yogurt magro all’80% e uno yogurt con il 20% di grassi sono la stessa cosa, ma le parole usate fanno sì che il nostro cervello dia alle due formulazioni connotazioni diverse.

Ora facciamo un esempio legato agli investimenti: immagina che il tuo portafoglio sia in perdita di 350 euro. Una bella cifra eh? Dipende, se hai investito 10.000 euro si tratta di una perdita di appena lo 0,35%. Se ne hai investiti 1.000 sei in perdita del 35%. Insomma, due modi di descrivere la stessa cosa possono darti percezioni estremamente diverse.

Il peso dei bias negli investimenti

Tutto questo non significa che una decisione influenzata da un bias cognitivo sia necessariamente dannosa per i tuoi investimenti. Per questo, tieni sempre a mente le fondamenta: obiettivi e orizzonte temporale. E usali come bussola per scegliere cosa fare. Se hai bisogno di un consiglio, puoi rivolgerti a uno degli oltre 300 consulenti finanziari di ING.

Ricorda sempre

Investire nel lungo periodo è un modo di far fruttare i tuoi risparmi, ma quando si parla di investimenti, è fondamentale riconoscere che il rischio è una componente inevitabile e va sempre considerato con attenzione.

 

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