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Investire in ETF: costi, caratteristiche e aspetti da conoscere prima di comprarli

Negli ultimi anni gli ETF sono diventati uno degli strumenti più utilizzati da chi vuole investire in modo semplice e diversificato. Ma come si sceglie un ETF? E come si acquista concretamente? Lo vediamo in questo articolo. Ma prima, rinfreschiamoci la memoria!

Cosa sono gli ETF

Gli ETF (Exchange Traded Funds) sono fondi che replicano l’andamento di un indice o un paniere, ma possono essere comprati e venduti in borsa (come le azioni). Sono particolarmente apprezzati perché permettono di diversificare facilmente e a costi ridotti. Se vuoi saperne di più leggi il nostro articolo: ETF, cosa sono, come funzionano, come si usano.

In breve: cosa guardare prima di investire in un ETF

Prima di acquistare un ETF, verifica:

  • l'indice che replica;
  • i costi (TER);
  • la valuta di riferimento;
  • se distribuisce o reinveste i dividendi.
  • la dimensione del fondo e la sua liquidità;
  • il tuo obiettivo di investimento.

Come scegliere un ETF

Per scegliere il miglior ETF per l’investimento che hai in mente, parti sempre da due domande semplici:

  • Per quale obiettivo sto investendo?
  • Fra quanto tempo voglio raccogliere i frutti di questo investimento?

Qual è il miglior ETF?

Non esiste l'ETF migliore in assoluto. Esiste quello più adatto alle tue esigenze.

L'indice replicato dall’ETF, cos’è:

Ogni ETF cerca di replicare l'andamento di un indice.

Ad esempio:

  • MSCI World > azioni dei principali Paesi sviluppati;
  • S&P 500 > grandi aziende statunitensi;
  • Euro Government Bond > titoli di Stato europei.

Capire quale indice segue l'ETF è il primo passo per sapere in cosa stai investendo. Se vuoi maggiori informazioni sull’indice, puoi consultare la scheda informativa dell’ETF o le informazioni ufficiali della società che stila l’indice.

Differenza MSCI World vs FTSE All World

Ad esempio, l’indice MSCI World e l’indice FTSE All World sono entrambi indici azionari globali, ma le quote dei vari Paesi sono diverse tra i due. In particolare, nel FTSE All World sono inclusi anche i mercati emergenti, nel MSCI World invece no. Ogni indice è diverso e per questo è bene verificare come è composto e quali titoli contiene.

Quanto costano gli ETF e come capirlo

Quando scegli un ETF, è importante considerare anche il costo. Per capire quanto costa un ETF, devi guardare il TER (Total Expense Ratio). Il TER rappresenta il costo annuo di gestione del fondo espresso come percentuale dei soldi che hai investiti in quell’ETF.

Facciamo un esempio:

  • investimento: 10.000 euro;
  • TER: 0,20%.

In un anno, il costo corrisponde a 20 euro.

Il TER non è l'unico elemento da considerare: possono esserci anche costi legati all'acquisto e alla vendita applicati dalla tua banca che possono essere fissi o variabili. Per questo, è importante leggere sempre la documentazione disponibile.

Dove comprare ETF in app e come farlo

Puoi comprare ETF sull’app della tua banca o dall’home banking. Dall’app di ING hai a disposizione migliaia di ETF tra cui scegliere. 

Cos’è l’ISIN

Per avere la certezza di quale ETF stai acquistando devi controllare il codice ISIN (International Securities Identification Number): una sequenza alfanumerica univoca che identifica il fondo anche quando ce ne sono altri molto simili. Puoi anche usarlo per cercare l’ETF che vuoi comprare sulla piattaforma della banca.

Come leggere il nome di un ETF

A prima vista il nome di un ETF può sembrare una sequenza di sigle incomprensibili. In realtà contiene molte informazioni utili.

Facciamo un esempio. Usiamo questo ETF solo per mostrare la struttura del nome, che è la stessa per tutti gli ETF.


Amundi Core MSCI World UCITS ETF Acc

Ogni elemento ha un significato preciso.

Emittente

In questo esempio Amundi

È la società che gestisce l'ETF.

Altri esempi sono:

  • Vanguard;
  • iShares;
  • Xtrackers;
  • SPDR.

Indice replicato

In questo caso l’MSCI World

UCITS

La sigla UCITS identifica fondi che rispettano le normative europee in materia di tutela e trasparenza per gli investitori.

Valuta

In questo caso EUR

EUR significa che l'ETF ha come valuta di riferimento l'euro.

Ma attenzione: non sempre la valuta dell'ETF coincide con quella degli investimenti che contiene. Ad esempio, puoi acquistare in euro un ETF che investe in azioni statunitensi quotate in dollari. In questi casi l'andamento del cambio euro-dollaro può influenzare il valore dell'investimento. Ma tu effettui comunque l’acquisto e la vendita del tuo ETF in euro. Su Borsa Italiana, tutti gli ETF sono negoziati esclusivamente in euro. Le borse a cui hai accesso dipendono dalla banca o dall’intermediario finanziario che utilizzi.

In caso di valute estere, potresti trovare anche:

  • USD (dollaro statunitense);
  • GBP (sterlina britannica).
  • CHF (franco svizzero)
  • JPY (yen giapponese)

ETF: accumulazione o distribuzione? Differenza e cosa significano Acc e Dist

Quando si sceglie un ETF, una delle sigle più importanti da riconoscere è quella che indica come vengono gestiti i dividendi generati dai titoli presenti nel fondo. Molti ETF, infatti, investono in azioni o obbligazioni che distribuiscono periodicamente dividendi o cedole. Queste possono essere trattati in due modi diversi.

Gli ETF ad accumulazione (Acc) reinvestono automaticamente i dividendi all'interno del fondo.

Gli ETF a distribuzione (Dist), invece, trasferiscono periodicamente questi proventi agli investitori, spesso come liquidità.

Nessuna delle due soluzioni è migliore in assoluto: se punti a far crescere il capitale nel lungo periodo potresti preferire un ETF ad accumulazione, mentre se vuoi ricevere un flusso periodico di entrate, un ETF a distribuzione potrebbe essere più adatto. La scelta dipende sempre dai tuoi obiettivi e dalla strategia di investimento.

Differenza tra ETF fisici e sintetici

Un’informazione che non compare nel nome ma è importante conoscere è la differenza tra ETF a replica fisica ed ETF a replica sintetica. Gli ETF fisici acquistano direttamente i titoli che compongono l'indice di riferimento, come azioni o obbligazioni. Gli ETF sintetici, invece, non acquistano direttamente tutti i titoli dell'indice che vogliono replicare. Per seguirne l'andamento, utilizzano accordi con un intermediario finanziario che si impegna a fornire lo stesso rendimento dell'indice di riferimento. In cambio, chi emette l’ETF paga l’intermediario una cifra stabilita per contratto. Questa operazione si chiama “swap”.

ETF armonizzati e non armonizzati: cosa significa?

Tra le informazioni che puoi trovare nella scheda di un ETF c'è anche la distinzione tra armonizzato e non armonizzato. Gli ETF armonizzati rispettano la normativa europea UCITS, che impone regole precise in materia di diversificazione degli investimenti, trasparenza e tutela degli investitori. Si tratta della categoria più diffusa tra i risparmiatori italiani e spesso è riconoscibile dalla presenza della dicitura "UCITS" nel nome del fondo. Gli ETF non armonizzati, invece, sono fondi domiciliati in Paesi che non adottano la normativa UCITS, come ad esempio alcuni ETF quotati negli Stati Uniti. Possono offrire accesso a mercati o strategie non sempre disponibili negli ETF europei, ma presentano regole differenti sotto il profilo normativo e fiscale. Prima di investire, è quindi importante verificarne attentamente le caratteristiche.

ETF, la dimensione del fondo e la sua liquidità

Quando scegli un ETF può essere utile considerare anche la dimensione del fondo e la sua liquidità. La dimensione indica il patrimonio complessivamente gestito dall'ETF: in genere, i fondi più grandi tendono ad avere una maggiore stabilità operativa e un rischio inferiore di essere chiusi dall'emittente. La liquidità, invece, misura quanto facilmente l'ETF può essere acquistato o venduto sul mercato. Un ETF molto liquido è generalmente caratterizzato da volumi di scambio elevati e da una minore differenza tra prezzo di acquisto e prezzo di vendita (spread), rendendo più semplice entrare o uscire dall'investimento.

Quanto si guadagna con gli ETF?

Quanto effettivamente potresti guadagnare dipende da molti fattori, tra cui:

  • andamento dei mercati;
  • durata dell'investimento;
  • tipologia di ETF;
  • momento in cui investi;
  • livello di rischio che ti assumi.

Quanto rende un ETF in un anno?

Un ETF non ha un rendimento fisso o garantito in un anno e il rendimento cambia in base all’ETF scelto e alle condizioni di mercato.

La media non indica un rendimento costante: nei singoli anni la cifra possa variare drasticamente (con guadagni o perdite importanti). Inoltre, è importante ricordare che i rendimenti passati non costituiscono un indicatore affidabile dei risultati futuri.

Quanti soldi servono per investire in ETF?

Una delle ragioni del successo degli ETF è che puoi investire in questi strumenti anche piccole cifre. L'importo minimo dipende principalmente dal prezzo dell'ETF scelto e dalle condizioni previste dalla banca o dall’intermediario. Se vuoi approfondire puoi leggere il nostro articolo Quanti soldi servono per iniziare a investire?

Come investire in ETF, in sintesi

Prima di investire in ETF, puoi:

 

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VoceArancio è un periodico registrato al Tribunale di Milano, n.315 del 20/05/2008. Proprietario ed editore: ING Bank N.V. Milan Branch - V.le F. Testi, 250. Direttore responsabile: Elisa Pavan.