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PIL e lockdown: eccoti spiegato il rimbalzo dell’Italia

In estate il PIL del nostro Paese ha registrato un rimbalzo record. A trainare l’economia la forte domanda interna di beni e la buona tenuta delle esportazioni.

Ti diamo una piccola buona notizia: tra agosto e settembre l’economia italiana è cresciuta di ben il 16%. Il dato ha sorpreso tutti, il rimbalzo è stato del tutto inaspettato e di gran lunga superiore alle attese. Abbiamo praticamente recuperato tre quarti della caduta del I semestre, non male. Dal comparto dell’agricoltura, silvicoltura e pesca a quello dell’industria e dei servizi: la nostra bilancia commerciale è stata finalmente positiva. Smentite, per fortuna, le stime più pessimistiche, come quelle di Banca d’Italia, di un PIL intorno al 12%. L’effetto? Ora avremo quasi certamente una caduta del PIL a fine anno a una sola cifra, che non è poco, considerando ciò che si paventava solo qualche settimana fa.

Perché il PIL ha avuto questo rimbalzo?

Sembra proprio che chi ha imposto lockdown più duri e pesanti abbia registrato riprese maggiori. L’effetto delle riaperture pare, infatti, proporzionale a quello delle chiusure, ed è per questo che Paesi come Stati Uniti – che addirittura hanno registrato un clamoroso +33% – Spagna e Francia, oltre all’Italia, rimbalzano molto. Alla crescita italiana ha contribuito comunque il netto recupero dell’industria, dove la produzione si è riportata, ad agosto, sui volumi precedenti l’inizio dell’epidemia. Perfino i servizi, da marzo sempre deboli, hanno registrato una dinamica positiva durante l’estate, grazie alla spesa per le vacanze, prevalentemente di origine interna.

PIL migliore della Germania.

Cosa accade invece in Europa? Il paese teutonico ha visto nel terzo trimestre un rimbalzo pari alla metà del nostro e di circa l’8,2% rispetto ai tre mesi precedenti, secondo la stima di Destatis (l’equivalente Istat tedesco). La spiegazione? Molte industrie tedesche sono rimaste aperte durante i mesi primaverili di lockdown e per questo la differenza tra trimestri è minore. Un recupero che è in ogni caso stato il più grande da quando l’ufficio statistico ha iniziato a raccogliere i dati trimestrali sulla crescita nel 1970 e che ha battuto le previsioni degli economisti di un aumento del 7,3%. Secondo Destatis, ad alimentare la crescita in Germania sono stati i consumi delle famiglie, gli investimenti industriali, i beni strumentali e le esportazioni.

Anche la Francia supera le attese.

Anche la Francia ha registrato un prodotto interno lordo nel terzo trimestre in aumento del 18,2% su base congiunturale. Il consenso degli economisti si attendeva un rimbalzo meno consistente a +15% trimestre su trimestre. Rispetto all’anno precedente, il saldo resta anche qui negativo (-4,3%). Nel dettaglio, la seconda economia dell’Eurozona dovrebbe contrarsi dell’11% quest’anno, ha affermato il ministro dell’Economia, Bruno Le Maire.

Cosa può succedere da qui a fine anno.

Dato il forte rimbalzo del terzo trimestre, la contrazione invernale influenzata dai contagi potrebbe portare a una revisione in peggio della stima del PIL 2020, che avrà effetti di trascinamento anche sul prossimo anno e sicuramente finché non si avrà un vaccino. Tanto che Confesercenti avverte come la seconda ondata e le restrizioni varate per le imprese bruceranno quasialtri dieci miliardi di consumi. L’andamento del PIL fino al termine dell’emergenza sanitaria avrà un andamento discontinuo, per questo motivo si avranno altri rimbalzi forti intervallati da momenti di stagnazione. La contrazione invernale, quindi, potrebbe portare una revisione al ribasso della stima da parte del governo del PIL 2020 che al momento si aggira -9% e che avrà effetti anche durante il prossimo anno. Per il risultato del 2021 sarà cruciale quindi il rimbalzo post-vaccino che, si spera, avverrà nel terzo trimestre 2021.

Come hanno reagito i mercati.

Come ha reagito la Borsa italiana all’inaspettato risultato del PIL del terzo trimestre? Il dato ha sicuramente comportato una reazione emotiva anche a Piazza Affari, che dopo un avvio di giornata in sordina è passata in territorio positivo grazie alla “sorpresa PIL”, riuscendo a mitigare le perdite con l’indice Ftse Mib a -0,2% circa 17.838 punti, trainato comunque al ribasso dalle notizie sui contagi. Sicuramente, la buona tenuta del nostro settore economico rassicura gli investitori e mantiene stabile lo spread con i Bund tedeschi, facendoci risparmiare così anche qualcosina sul debito. Nel frattempo, il mercato in generale torna a riposizionarsi sui settori che riescono a performare nello stato attuale, ossia tecnologia, consumi discrezionali e di base (ormai quasi esclusivamente online), e a vendere i settori solitamente più colpiti come quelli ciclici (industriali, finanziari, petroliferi), proprio coloro i quali avevano faticosamente ripreso a salire durante l’estate.

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