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L'inflazione che corre fa riscoprire i conti deposito

La BCE sta cercando di domare l'inflazione a suon di rialzi dei tassi di interesse. E questo sta facendo salire i rendimenti dei conti deposito

Il 2022 doveva essere, almeno nelle previsioni, un anno di ripresa e ottimismo sul fronte economico. Invece, ormai lo sappiamo, le cose sono andate diversamente. Il 24 febbraio di quest’anno ha avuto inizio il conflitto russo in Ucraina, ancora ben lungi dall’essere risolto, che ha aggravato una crisi energetica già incipiente, andando ad alimentare ulteriormente il rialzo dell’inflazione.

 

Così siamo arrivati agli ultimi mesi dell’anno con un indice dei prezzi al consumo su livelli record: nella zona euro a ottobre l’inflazione ha toccato il 10,6%, la lettura mensile più alta mai registrata dalla formazione dell’UE. E le banche centrali non sono rimaste alla finestra, anzi: Fed e BCE hanno intrapreso una lotta senza quartiere all’inflazione con l’obiettivo di farla tornare vicino al 2%, anche a costo di provocare una recessione economica.

 

In un quadro simile, investire i propri risparmi sui mercati finanziari può far paura. E la tentazione di uscire del tutto, tenendo i soldi sotto forma di liquidità, può essere forte – del resto gli italiani hanno sempre avuto una certa predilezione per i cari vecchi contanti. Ma attenzione, perché sarebbe un errore.

 

I risparmi lasciati sul conto corrente, infatti, sono esposti al potere erosivo dell’inflazione, che di questi tempi è particolarmente aggressiva. C’è però un’alternativa che potrebbe piacere agli investitori più cauti e che sta beneficiando proprio dell’opera di rialzo dei tassi portata avanti dalla BCE: i conti deposito.

 

Non tutti i rialzi dei tassi vengono per nuocere

 

I tassi di interesse più alti – la BCE ha annunciato un aumento di 0,75 punti percentuali lo scorso 27 ottobre, portando il tasso principale al 2% – si stanno traducendo in rendimenti maggiori sui risparmi destinati ai conti deposito, specialmente quelli vincolati.

 

Cosa sono, esattamente, i conti deposito?

 

Si tratta di conti che garantiscono un’operatività limitata rispetto ai normali conti correnti – tipicamente versamenti e prelievi – ma offrono un rendimento, seppur contenuto.

 

Ne esistono di due tipi:

 

  • conto deposito vincolato: garantisce tassi più elevati in cambio dell’impegno a non toccare le somme depositate per un certo periodo di tempo variabile (il riscatto è possibile, pagando una penale);
  • conto deposito libero: consente il riscatto in qualunque momento, a fronte di rendimenti inferiori.

Entrambi sono soggetti al prelievo del 26% sulle plusvalenze e consentono di accedere al Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi, che garantisce fino a 100mila euro in caso di fallimento della banca.

 

In aumento i tassi sui conti deposito

 

Ebbene, secondo una recente indagine di Facile.it, nel caso dei conti deposito vincolati, i tassi con scadenza del vincolo a 60 mesi hanno segnato a ottobre un aumento fino al 129% rispetto a soli 12 mesi prima, passando da una redditività dell’1,75% al 4%. Ancora maggiore l’aumento dei tassi sui depositi ai vincolati a 36 mesi: +137%, con rendimento salito dall’1,25% al 2,96%. Appena sotto al 100%, infine, la crescita per quelli con scadenza a 12 mesi (+91,5%).

 

Per quanto riguarda i conti deposito non vincolati, invece, a fronte della maggior libertà di accesso ai propri risparmi, i tassi d’interesse offerti sono inferiori, anche se hanno comunque registrato un incremento negli ultimi 12 mesi: nell’ottobre del 2021 il tasso di rendimento per questi prodotti era pari allo 0,91%, mentre lo scorso mese ha raggiunto l’1,25%, con un aumento del 36%.

 

E gli italiani se ne stanno già rendendo conto: sempre dall’analisi effettuata da Facile.it è emerso che negli ultimi 12 mesi le ricerche online relative a questi prodotti sono aumentate del 6,4%.

 

Ma perché rendimenti dei conti deposito aumentano?

 

Fino al 21 luglio scorso – data del primo ritocco al rialzo da parte della BCE – la zona euro era ormai abituata da anni a un regime di tassi di interesse negativi. Significa che le banche che depositavano la liquidità in eccesso a Francoforte non solo non ricevevano alcun interesse, ma addirittura erano loro a dover pagare un interesse alla BCE sulle somme depositate.

 

Ciò ha avuto ripercussioni sui tassi dei conti deposito, che si sono sostanzialmente azzerati dal momento che le banche non avevano alcuna convenienza a detenere liquidità eccedente i fabbisogni. Tanto più che la stessa BCE prestava denaro alle banche a costo zero.

Ora che la Banca Centrale Europea ha intrapreso un percorso di aumento dei tassi, per le banche inizia a diventare costoso prendere in prestito denaro da Francoforte, mentre depositarvi denaro non comporta più alcuna penalità. Per chi possiede un conto in banca è una buona notizia: significa tassi più alti sui conti deposito. A questo proposito, se non sei ancora cliente ING, ti segnaliamo che, aprendo Conto Corrente Arancio entro il 31 dicembre 2022 e attivandolo entro il 17 gennaio 2023, puoi godere di untasso speciale pari al 2,50% lordo per un anno sui tuoi depositi vincolati. Scopri di più su ing.it.

Investire sui mercati resta un’opzione interessante

 

Certo, il rendimento offerto da un conto deposito non sarà mai interessante come quelli offerti da prodotti più rischiosi. Questo per dire che un investimento sui mercati finanziari non è un’opzione da scartare a priori nelle fasi di incertezza. Specialmente se l’orizzonte temporale è lungo, infatti, i mercati possono offrire opportunità interessanti, anche nei periodi più difficili.

 

Ma qui entriamo nel terreno delle scelte di investimento, per cui è sempre bene affidarsi a un consulente finanziario, in grado di guidarti verso decisioni consapevoli e in linea con i tuoi obiettivi di breve, medio e lungo periodo.

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Il presente articolo è stato redatto dal team del blog AdviseOnly.com e ha una finalità esclusivamente informativa. Non va quindi inteso in alcun modo come consiglio finanziario, economico o di altra natura e nessuna decisione, di investimento o di altro tipo, deve essere presa unicamente sulla base dei contenuti qui riportati. L’articolo non costituisce da parte di AdviseOnly.com un’offerta al pubblico d’acquisto o vendita di titoli e più in generale di strumenti finanziari e/o attività di sollecitazione all’investimento, ai sensi del decreto legislativo 24/02/1998, n. 58.