Chi guadagna di più, dipendente o P.IVA?
Diversi ritmi, diversa stabilità, diverso modo di lavorare. Diversa paga? c’è una convinzione che torna spesso quando si parla di lavoro: con la partita IVA si guadagna di più. In questo articolo capiamo da dove nasce, e cosa c’è di vero.
Fatturato e guadagno: differenza
Il primo nodo da sciogliere riguarda una distinzione fondamentale. Quando si parla di partita IVA, ci si riferisce quasi sempre al fatturato, cioè a quanto si incassa dai clienti. Ma il fatturato non è il reddito disponibile.
Da quella cifra vanno sottratti contributi, tasse e spese legate all’attività. A seconda del regime fiscale e della tipologia di lavoro, il netto può ridursi in modo significativo.
Questo significa che se un dipendente e una P.IVA hanno le stesse entrate, alla fine guadagnano cifre diverse se si guarda al netto.
Il rischio ha un costo
Se lavori in partita IVA, ti assumi alcuni rischi e responsabilità che i dipendenti non hanno.
Ad esempio, può capitare di avere clienti che pagano in ritardo, incarichi che sfumano o periodi in cui il lavoro diminuisce. Nel lavoro dipendente, invece, gran parte di questo rischio è assorbito dall’azienda. È un aspetto che ha un valore economico preciso, anche se non è immediatamente visibile.
Inoltre, lavorando in partita IVA, devi coprire personalmente le spese per malattia, ferie, maternità, e non ricevi TFR, disoccupazione.
La continuità del reddito fa la differenza
Un altro elemento chiave è la stabilità. Nella maggior parte dei casi, se lavori da dipendente hai una certezza: uno stipendio regolare, che arriva ogni mese con un importo prevedibile. Così, puoi pianificare, risparmiare e affrontare le spese con maggiore tranquillità.
Se lavori in partita IVA, invece, spesso sei soggetto a più variazioni. Ci possono essere periodi molto positivi, ma anche fasi più lente. Anche per questo, hai meno certezze, ma, potenzialmente, anche più libertà e soddisfazioni!
Il tempo che lavori ma non fatturi: come tenerne conto
Nel lavoro autonomo esiste una parte importante di attività che non si traduce direttamente in fatture. Cercare nuovi clienti, preparare preventivi, gestire la contabilità, aggiornarsi. Tutte cose essenziali, ma spesso non direttamente retribuite. Anche per questo, le tariffe di chi lavora in proprio tendono a essere più alte, perché devono compensare il tempo invisibile che comunque occupa una parte significativa della giornata.
Chi paga più tasse: dipendente o Partita IVA?
Se lavori da dipendente, tasse e contributi previdenziali vengono trattenuti direttamente in busta paga. Mentre se lavori in P.IVA devi occuparti tu di versare questa parte del fatturato.
A parità di reddito netto, il confronto tra dipendente e Partita IVA dipende da molte variabili: regime fiscale, costi deducibili, cassa previdenziale, livello di reddito. In alcuni casi il forfettario paga meno del dipendente in termini di aliquota effettiva; in altri, specialmente con redditi più alti in ordinario, il carico può essere superiore. Non esiste una risposta valida per tutti.
Se vuoi sapere come calcolare il tuo netto reale in partita IVA, puoi leggere il nostro articolo quante tasse paga una Partita IVA? Guida semplice | ING
Quanto devo fatturare per guadagnare 2.000 euro al mese
Arrivati a questo punto, la domanda è inevitabile: se da dipendente si guadagnano 2.000 euro netti al mese, quanto bisogna fatturare per ottenere lo stesso risultato con una partita IVA?
La risposta non è univoca, perché entrano in gioco diversi fattori: regime fiscale scelto, contributi previdenziali, spese professionali e continuità del lavoro. Qui possiamo fare solo degli esempi indicativi.
Nel regime forfettario, grazie alla tassazione agevolata, il gap è più contenuto. In molti casi, per ottenere 2.000 euro netti mensili può essere sufficiente fatturare indicativamente tra i 2.600 e i 3.200 euro al mese, a seconda del coefficiente di redditività e dei contributi.
Nel regime ordinario, invece, il peso di Irpef, addizionali e costi deducibili rende il divario più ampio: per raggiungere lo stesso netto si può arrivare a dover fatturare anche 3.500–4.000 euro al mese o più.
Ma quindi chi guadagna di più? Dipendente o P.IVA?
Dire che con la partita IVA si guadagna di più è, quindi, una semplificazione. In alcuni casi è vero, soprattutto quando si riescono a mantenere tariffe elevate e una buona continuità di lavoro. In altri, però, il vantaggio si riduce o scompare.
La differenza la fanno la capacità di gestire il proprio lavoro, di pianificare e di considerare tutti gli elementi in gioco, non solo quanto si fattura. Per questo, più che chiedersi quale sia la scelta migliore in assoluto, ha senso capire quale sia la più adatta al proprio modo di lavorare e ai propri obiettivi.
In definitiva, la partita IVA non è automaticamente sinonimo di guadagni più alti. È una scelta che può offrire opportunità importanti, ma richiede consapevolezza e organizzazione.
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