Fondo di emergenza: la sicurezza che ogni Partita IVA dovrebbe avere
Per un dipendente, un periodo di difficoltà economica è gestibile: lo stipendio arriva comunque, e se le cose si mettono davvero male esistono strumenti di tutela. Per chi lavora in proprio, la situazione è diversa. Le entrate dipendono dal lavoro fatto, dai clienti che pagano e dai mesi che capitano. Quando uno di questi fattori viene meno, non c'è nessun meccanismo automatico che copre il vuoto. Il fondo di emergenza è la risposta più concreta a questa esposizione, e costruirlo è una delle prime cose utili da fare quando si gestisce una Partita IVA.
Il fondo di emergenza per l'attività
Anche nei periodi in cui il lavoro si ferma o rallenta, alcune spese continuano: software, abbonamenti, contributi minimi, eventuali collaboratori. Il primo esercizio utile è calcolare a quanto ammontano queste voci fisse ogni mese, perché quel numero è la base su cui dimensionare la riserva. Tre mesi di spese fisse operative è una soglia minima ragionevole per molti profili; chi ha clienti concentrati su pochi contratti annuali o una stagionalità marcata dovrebbe puntare a sei.
La riserva serve anche ad assorbire i ritardi nei pagamenti, che sono tra i problemi più diffusi tra i lavoratori autonomi. Una fattura attesa a fine mese che arriva con sei settimane di ritardo può creare tensioni reali se nel frattempo ci sono scadenze da rispettare. Avere liquidità disponibile permette di gestire questi intervalli senza che il ritardo di un cliente blocchi il funzionamento dell'attività. Per capire come monitorare meglio i flussi in entrata e in uscita, puoi leggere l'articolo su come funziona il flusso di cassa per la Partita IVA.
C'è poi la questione delle scadenze fiscali, che per la Partita IVA si concentrano in momenti precisi dell'anno. Avere una quota di riserva che non viene toccata nelle settimane che precedono i versamenti di giugno e novembre è uno degli usi più concreti del fondo, e uno dei modi più efficaci per arrivare a quelle date senza affanno.
Quanta liquidità tenere da parte per l'attività
La soglia da tenere a mente è tra tre e sei mesi di spese fisse operative. Tre mesi per chi ha entrate abbastanza regolari e un portafoglio clienti diversificato; sei mesi per chi lavora su commesse grandi e poco frequenti, o per chi ha stagionalità marcata.
Il punto di partenza è un calcolo preciso: sommare tutte le voci di costo che si sostengono ogni mese anche a lavoro fermo. Se quel numero è, per esempio, 1.500 euro al mese, l'obiettivo minimo del fondo operativo è 4.500 euro, quello più solido è 9.000 euro. Avere quel numero in mente, anche quando sembra lontano, aiuta a costruire un piano di accantonamento concreto.
Il fondo personale: un capitolo separato
Oltre alla riserva per l'attività, chi ha la Partita IVA deve ragionare anche su un fondo di emergenza personale, che copra le spese di vita nei mesi in cui il lavoro non basta. Affitto, utenze, spese alimentari, rate: tutto quello che continua anche quando non si lavora.
Questo secondo livello segue una logica simile ma riguarda la sfera personale, non quella professionale, ed è utile tenerli separati sia mentalmente che fisicamente. Se vuoi approfondire come costruire un fondo di emergenza personale, quanto dovrebbe essere e dove conviene tenerlo, puoi leggere l'articolo dedicato: Fondo di emergenza: cos'è e dove tenerlo.
Come costruire i due fondi senza paralizzarsi
Se la liquidità disponibile è poca, ha senso dare priorità al fondo dell'attività. Tenere in piedi l'attività è il presupposto per generare reddito e costruire poi anche la riserva personale. Una volta raggiunta la soglia minima del fondo operativo, si può cominciare ad alimentare quello personale con la stessa logica.
Il metodo più efficace è stabilire una percentuale fissa degli incassi da spostare sul fondo ogni volta che entra un pagamento, prima di fare qualsiasi altra cosa. Una quota tra il 10% e il 15% è un punto di partenza ragionevole per molti profili. Se si aspetta di vedere cosa avanza a fine mese, raramente il fondo cresce. Trattare l'accantonamento come una voce di uscita fissa, al pari di un abbonamento, cambia il risultato nel tempo.
Dove tenere il fondo aziendale
Il fondo dell'attività deve essere liquido, cioè accessibile rapidamente, e tenuto separato dal conto operativo su cui transitano le spese quotidiane. Se i soldi sono sullo stesso conto, è facile attingervi per piccole necessità senza nemmeno accorgersene.
Un conto dedicato esclusivamente al fondo è la soluzione più semplice. In alternativa, un conto deposito svincolato permette di tenere la riserva separata e ottenere una piccola remunerazione, senza bloccare i soldi. Arancio Business di ING è il conto dedicato a professionisti e piccole imprese che include già Extra Money, il conto deposito non vincolato integrato nel pacchetto: una soluzione pratica per tenere separati i fondi operativi dalla riserva di emergenza, tutto in un unico posto.
FAQ
È davvero necessario un fondo di emergenza con Partita IVA?
Chi non ce l'ha si trova spesso a prendere decisioni finanziarie sotto pressione nei momenti difficili, e raramente sono le migliori. Avere una riserva non elimina i problemi, ma dà il tempo e lo spazio per affrontarli senza dover accettare qualsiasi incarico o svuotare i risparmi.
Quanto devo accantonare ogni mese?
Dipende da quanto sei lontano dall'obiettivo e dalla tua situazione. Una quota tra il 10% e il 15% degli incassi è un punto di partenza per molti profili. Nei mesi più generosi si può fare di più, nei mesi più difficili si può ridurre, ma l'importante è non saltare del tutto.
Posso usare il fondo per pagare le tasse?
Meglio di no. Le tasse sono una scadenza prevedibile e andrebbero accantonare mese per mese in modo separato. Usare il fondo di emergenza per coprirle significa svuotare la riserva per qualcosa che si poteva pianificare, lasciandosi senza protezione per gli imprevisti veri.
Meglio tenerlo sul conto corrente o su un conto deposito?
Entrambe le opzioni funzionano, a patto che il fondo sia separato dalla liquidità operativa. Un conto deposito svincolato aggiunge una piccola remunerazione senza bloccare i soldi, il che lo rende preferibile se si vuole anche un minimo di rendimento. L'importante è che sia accessibile rapidamente quando serve.
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