Differenza tra incasso e fatturato: cosa deve sapere una Partita IVA
Apri la Partita IVA, cominci a emettere fatture, e a fine anno ti ritrovi a chiederti: "ma quanto ho guadagnato davvero?" La risposta non è mai il numero che leggi sul totale delle fatture emesse. Fatturato, incasso e reddito imponibile sembrano parole intercambiabili, ma indicano cose molto diverse: capirne la differenza può avere un impatto diretto su come gestisci i tuoi soldi, pianifichi le spese e ti prepari alle scadenze fiscali.
Cos'è il fatturato
Il fatturato è il totale degli importi delle fatture che hai emesso in un dato periodo, al netto dell'IVA. L'IVA, infatti, non è un guadagno tuo: la incassi per conto dello Stato e la riversi all'Agenzia delle Entrate. Vanno esclusi anche eventuali sconti o abbuoni applicati in fattura.
In sintesi: il fatturato è quanto hai chiesto di essere pagato. Non quanto ti è stato effettivamente pagato.
Perché il fatturato non è il guadagno
Immagina di avere emesso 10 fatture da 3.000 euro ciascuna nel corso dell'anno. Il tuo fatturato è 30.000 euro. Ma se tre clienti non ti hanno ancora pagato, hai effettivamente incassato solo 21.000 euro. E da quell'importo, nel regime ordinario, dovrai ancora togliere le spese che hai sostenuto per lavorare (es. software, affitti, attrezzature, contributi previdenziali).
Il guadagno reale, quello che ti rimane in tasca, è qualcosa di molto diverso dal fatturato. Chi apre la Partita IVA e fa i conti solo sul fatturato rischia di trovarsi impreparato davanti alle tasse, ai contributi e alle spese impreviste.
Cos'è l'incasso e perché è diverso dal fatturato
L'incasso è il totale degli importi fatturati che hai effettivamente ricevuto dai tuoi clienti nel periodo di riferimento. Non conta quando hai emesso la fattura, conta quando il denaro è arrivato sul tuo conto.
Questa distinzione si chiama principio di cassa ed è particolarmente rilevante per chi è in regime forfettario: se emetti una fattura a dicembre ma ti pagano a gennaio, quel compenso va conteggiato tra i ricavi dell'anno successivo, quello in cui è stato effettivamente incassato. È sul totale degli incassi, non del fatturato, che si calcolano le tasse e i contributi. Ed è sempre sugli incassi che si verifica il rispetto della soglia degli 85.000 euro prevista per il regime forfettario nel 2026.
Cos'è il reddito imponibile
Il reddito imponibile è la base su cui vengono calcolate concretamente le tasse e i contributi che devi versare. Si ricava dall'incasso, ma con un passaggio ulteriore, che cambia a seconda del regime fiscale in cui operi.
Nel regime ordinario, si sottraggono all'incasso tutte le spese documentate e deducibili sostenute per l'attività: compensi a collaboratori, affitti, software, forniture, quote di ammortamento e così via. Se hai incassato 90.000 euro e hai sostenuto 20.000 euro di costi deducibili, il tuo reddito imponibile sarà 70.000 euro.
Nel regime forfettario, invece, non si tiene traccia delle spese reali. Si applica all'incasso un coefficiente di redditività stabilito per legge, che varia in base al codice ATECO della tua attività e va dal 40% all'86%. Un consulente con coefficiente al 78% e 40.000 euro di incassi avrà un reddito imponibile lordo di 31.200 euro. Da questo si sottraggono i contributi previdenziali versati, e sull'importo netto si applica l'imposta sostitutiva: il 15% (o il 5% per i primi cinque anni di attività, se si rispettano i requisiti).
Le tasse si pagano sul fatturato o sull'incassato?
Né sull'uno né sull'altro, in senso stretto. Le tasse si pagano sul reddito imponibile, che, come abbiamo visto, si calcola a partire dall'incassato, non dal fatturato.
Se sei in regime forfettario, il punto di partenza è il totale degli incassi dell'anno, su cui si applica il coefficiente di redditività per ottenere la base imponibile. Se sei in regime ordinario, sottrai agli incassi le spese deducibili e ottieni il reddito netto su cui si calcolano le aliquote IRPEF: 23% fino a 28.000 euro, 33% da 28.001 a 50.000 euro, 43% oltre i 50.000 euro.
Una fattura emessa ma non ancora pagata non genera tasse nel regime forfettario. Nel regime ordinario, invece, la logica può essere diversa in base al principio contabile adottato, motivo in più per confrontarti sempre con un commercialista di fiducia.
Perché confondere questi concetti crea problemi di liquidità
Conoscere la differenza tra fatturato, incasso e reddito imponibile serve a evitare uno degli errori più comuni tra i lavoratori autonomi: spendere soldi che non si sono ancora ricevuti, o peggio, che non si riceveranno mai.
Se gestisci i tuoi conti come se il fatturato fosse già in tasca, rischi di arrivare alle scadenze fiscali di giugno e novembre con una liquidità insufficiente. Le tasse arrivano, i clienti ritardano, e il conto corrente non mente.
Una buona abitudine è tenere separati i soldi destinati alle tasse da quelli disponibili per le spese correnti. Un conto dedicato all'attività, usato esclusivamente per i flussi professionali, aiuta molto a mantenere questa chiarezza.
Se invece vuoi capire come strutturare meglio le tue entrate e pianificare i momenti in cui "pagarti", può essere utile leggere come pagarsi uno stipendio con la Partita IVA e come usare strumenti digitali per semplificare la gestione da freelance.
FAQ
Il fatturato è il guadagno?
No. Il fatturato è la somma delle fatture emesse, al lordo di IVA esclusa. Non tiene conto di quante di quelle fatture siano state effettivamente pagate, né delle spese sostenute per svolgere l'attività. Il guadagno reale è sempre inferiore al fatturato.
Si pagano le tasse sulle fatture non incassate?
In regime forfettario no: le tasse si calcolano solo sugli importi effettivamente incassati nell'anno, per effetto del principio di cassa. In regime ordinario la risposta dipende dal metodo contabile adottato: è sempre consigliabile verificare con il proprio commercialista come vengono trattate le fatture aperte.
Come calcolo il mio guadagno reale?
Parti dall'incassato dell'anno, sottrai le spese deducibili (se sei in regime ordinario) oppure applica il coefficiente di redditività (se sei in regime forfettario), poi deduci i contributi previdenziali e le imposte dovute. Quello che rimane è il tuo guadagno netto. Non è un calcolo immediato, ed è per questo che affidarsi a un buon commercialista fa la differenza.
Fatturato e utile sono la stessa cosa?
No. L'utile (o reddito netto) si ottiene sottraendo al fatturato tutte le spese e le imposte. Il fatturato è il punto di partenza, l'utile è il punto di arrivo. Per una Partita IVA in regime ordinario, tra i due numeri possono esserci differenze molto significative.
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