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Regret aversion: l’avversione al rammarico che influenza le tue scelte

Se la paura dell’eventuale rammarico domani guida le tue scelte oggi, sei vittima di regret aversion. Cosa rischia in questo caso chi investe?

Il rammarico è una sensazione che sicuramente, come tutti, avrai sperimentato qualche volta anche tu: un’emozione negativa, che deriva da un tuo atto o da una tua decisione sbagliata. Qualcosa che ti costringe a riconoscere di aver commesso un errore di giudizio. Il rammarico è fastidioso, ti fa sentire triste e a disagio. Ecco perché la tua mente (o meglio, la mente umana in generale) tende a evitare di trovarsi nella situazione di dover provare questa emozione. In che modo?

Come eviti l’avversione al rammarico?

Con una delle numerose “scorciatoie” mentali che, nel tempo, hai imparato a conoscere su questo sito. E che vediamo spesso in azione anche nelle decisioni prese dagli individui in qualità di investitori. Stiamo parlando in questo caso della “regret aversion” o avversione al rammarico, per dirla in italiano: si verifica quando compi una decisione allo scopo di evitare – in futuro – di pentirti di aver preso una decisione diversa. In pratica, quando agisci per compiacere il te stesso del futuro.

Qualche esempio? Hai agito sotto la guida della regret aversion quando sei partito per un interrail in Europa non tanto perché ne avessi voglia, ma perché eri convinto che, se non lo avessi fatto, un giorno te ne saresti pentito. O quella volta che hai acquistato un capo di abbigliamento in saldo non perché ne avessi bisogno, ma per non perdere l’occasione (e poi rimpiangerlo).

Non sempre ti conduce verso scelte sbagliate…

La regret aversion è sempre un male? Non è detto. A volte questo senso di rammarico può aiutarti a vedere le cose in modo più razionale. Può portarti a compiere scelte lungimiranti, per esempio quando trovi la motivazione a fare esercizio fisico per non pentirti in futuro di non averlo fatto. O quando eviti di spendere tutti i tuoi risparmi per non lasciare al verde – e in preda al rammarico – il te stesso del futuro.

… ma a volte sì

Non si può però neanche dire che affidarsi alla paura del rammarico sia una garanzia di decisioni migliori, anzi. Focalizzandoci sul mondo degli investimenti – che in definitiva è quello che ci interessa in questa sede – la regret aversion potrebbe renderti riluttante a vendere un titolo in costante perdita solo per evitare il senso di colpa che proveresti, dal momento che la vendita equivarrebbe ad ammettere di aver fatto una scelta sbagliata. Allo stesso modo, potresti tendere a tenere in portafoglio molto a lungo un titolo in crescita per paura di venderlo troppo presto e perdere margini di guadagno.

Insomma, in generale la paura di provare rammarico ti spinge a non fare nulla e a farti trasportare dagli eventi – o dagli altri – anche quando questo è molto pericoloso, piuttosto che rischiare di prendere una decisione sbagliata.

E se è vero che l’avversione al rammarico è tipicamente un bias individuale – perché non ci si può rammaricare di una decisione su cui non si ha il controllo – quando si parla di investimenti può trasformarsi anche in un comportamento collettivo: questo per effetto dei meccanismi gregari che scattano spesso sui mercati finanziari.

Regret aversion applicata ai portafogli

Per esempio, potresti trovarti a comprare un’azione – o a venderla – sull’onda del comportamento altrui, solo per non rimpiangere un’opportunità persa (ti abbiamo già parlato di effetto gregge e Fear of Missing Out, vero?). Queste decisioni collettive, naturalmente, possono avere effetti molto forti sul prezzo di quel titolo.

Insomma, il problema con la regret aversion – come con tutti i bias comportamentali del resto – è che le tue decisioni sono guidate da come ti senti, in questo caso in relazione a una prospettiva futura, e non da quello che pensi a riguardo.

Naturalmente la regret aversion diventa più forte quando le possibili conseguenze di una decisione sono più significative. Tradotto: se puoi decisamente farcela a sopravvivere con il rammarico di aver scelto una carbonara e non una bistecca dal menù del ristorante, la sensazione spiacevole potrebbe essere molto più acuta se sentissi di aver fatto la scelta sbagliata quando hai firmato per l’acquisto della tua nuova casa. Negli investimenti si parla di cifre più o meno alte in gioco, ma il discorso è lo stesso.

Come evitare la regret aversion?

Quando investi, in generale, puoi sfuggire ai bias comportamentali:

  • rimanendo focalizzato sui tuoi obiettivi di lungo periodo, senza prestare attenzione al “rumore” di sottofondo;
  • fissando magari una “stop loss”, ossia una soglia massima di perdita legata a un titolo oltre il quale decidi di venderlo;
  • ma più di tutto, facendoti aiutare da un consulente finanziario in grado di guidarti verso scelte più consapevoli, anche alla luce della tua propensione al rischio.

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Il presente articolo è stato redatto dal team del blog AdviseOnly.com e ha una finalità esclusivamente informativa. Non va quindi inteso in alcun modo come consiglio finanziario, economico o di altra natura e nessuna decisione, di investimento o di altro tipo, deve essere presa unicamente sulla base dei contenuti qui riportati. L’articolo non costituisce da parte di AdviseOnly.com un’offerta al pubblico d’acquisto o vendita di titoli e più in generale di strumenti finanziari e/o attività di sollecitazione all’investimento, ai sensi del decreto legislativo 24/02/1998, n. 58.