6 min

Regime forfettario o ordinario: come scegliere quello giusto per te

Quando si apre una Partita IVA, una delle prime decisioni da prendere riguarda il regime fiscale. Forfettario o ordinario: non esiste una risposta valida per tutti, perché la scelta dipende da variabili specifiche di ciascuna situazione. Questa guida offre una panoramica chiara delle differenze principali e dei criteri da considerare per orientarsi, prima di approfondire con il proprio commercialista.

Regime forfettario e regime ordinario: le differenze principali

I due regimi si differenziano nel modo in cui si calcola il reddito imponibile, nell'aliquota applicata e negli adempimenti richiesti.

Come funziona il regime forfettario

Il regime forfettario è il regime agevolato pensato per le piccole attività. Il reddito imponibile non si calcola sulle spese reali, ma applicando al fatturato un coefficiente di redditività prestabilito per categoria. Sul reddito così calcolato si applica un'imposta sostitutiva del 15%, ridotta al 5% per i primi cinque anni di attività per chi avvia una nuova impresa e rispetta i requisiti previsti.

Il forfettario semplifica molto la gestione fiscale: non si applica l'IVA sulle fatture, non si è soggetti a ritenuta d'acconto e gli adempimenti contabili sono ridotti al minimo.

Come funziona il regime ordinario semplificato

In regime ordinario nella versione semplificata, che è quella più diffusa tra le piccole Partite IVA, il reddito imponibile si calcola sottraendo dal fatturato le spese effettivamente sostenute e documentate. Su questo reddito si applica l'IRPEF progressiva per scaglioni, con aliquote che nel 2026 vanno dal 23% al 43%, a cui si aggiungono addizionali regionali e comunali.

Si applica l'IVA sulle fatture, che va liquidata e versata periodicamente. Gli adempimenti contabili sono più articolati e richiedono quasi sempre il supporto di un commercialista.

Chi può accedere al regime forfettario

L'accesso al regime forfettario è vincolato al rispetto di alcuni requisiti. Il principale è il limite di fatturato: per accedere e mantenersi nel regime, i ricavi annui non devono superare gli 85.000 euro. Esistono poi alcune cause di esclusione, tra cui la partecipazione in società di persone, associazioni professionali o imprese familiari, e la percezione di redditi da lavoro dipendente superiori a 35.000 euro annui.

Cosa cambia se si supera la soglia durante l'anno

Se nel corso dell'anno il fatturato supera gli 85.000 euro ma rimane sotto i 100.000 euro, si esce dal regime forfettario a partire dall'anno successivo. Se invece si superano i 100.000 euro nel corso dell'anno stesso, l'uscita dal regime è immediata e si deve applicare l'IVA sulle fatture emesse dal momento del superamento.

Come calcolare la convenienza tra forfettario e ordinario

Il confronto tra i due regimi non si riduce a un confronto di aliquote. I fattori principali da considerare sono tre:

  • Il livello di spese deducibili. In forfettario le spese reali non si deducono: il reddito imponibile è sempre calcolato con il coefficiente forfettario, indipendentemente da quanto si spende per l'attività. Chi ha costi elevati può trovare più conveniente il regime ordinario, che permette di abbattere l'imponibile con le spese effettive.
  • Il livello di fatturato. A parità di costi bassi, il forfettario tende a essere più conveniente per fatturati contenuti, grazie all'aliquota sostitutiva ridotta. Al crescere del fatturato, il vantaggio si riduce progressivamente, soprattutto se si entra negli scaglioni IRPEF più elevati con il regime ordinario ma si hanno anche molte spese da dedurre.
  • La situazione personale. Il forfettario non permette di applicare detrazioni IRPEF perché non si paga IRPEF. Chi ha detrazioni significative potrebbe trovarsi meglio in regime ordinario, dove queste agevolazioni abbattono concretamente l'imposta dovuta.

Forfettario o ordinario: cosa cambia nella gestione quotidiana

Al di là del carico fiscale, i due regimi hanno un impatto concreto sulla gestione quotidiana dell'attività.

In forfettario non si applica l'IVA sulle fatture, il che semplifica la fatturazione e rende i prezzi più competitivi verso i clienti privati, e gli adempimenti contabili sono ridotti. Non è necessario tenere una contabilità ordinaria né registrare le fatture di acquisto.

In regime ordinario si gestisce l'IVA su ogni fattura emessa e ricevuta, con liquidazioni periodiche e versamenti trimestrali o mensili. La contabilità è più strutturata e richiede quasi sempre il supporto di un commercialista, con costi aggiuntivi da considerare nel confronto complessivo.

Per chi ha un volume di operazioni contenuto e pochi clienti, il forfettario riduce sensibilmente il carico amministrativo. Per chi ha una struttura più complessa, con fornitori, collaboratori e molte transazioni, il regime ordinario offre più strumenti di controllo e pianificazione fiscale.

Un conto corrente dedicato alla tua attività

Una volta scelto il regime fiscale più adatto, il passo successivo è organizzare la gestione delle finanze della propria attività. Tenere separati i flussi professionali da quelli personali è una delle abitudini più utili fin dall'inizio, indipendentemente dal regime scelto. Conto Corrente Arancio Business di ING è il conto dedicato a professionisti e partite IVA, che si apre online e si gestisce interamente da app. Un ottimo punto di partenza per dare un boost alla tua attività!

 

Domande frequenti su regime forfettario e ordinario (FAQ)

Posso passare dal forfettario all'ordinario durante l'anno?

In linea generale no, salvo il caso di superamento della soglia dei 100.000 euro, che comporta l'uscita immediata dal forfettario. Il passaggio volontario da un regime all'altro avviene di norma a inizio anno, al momento della presentazione della dichiarazione IVA o dell'apertura della Partita IVA.

Il regime forfettario conviene sempre a chi è sotto la soglia?

Non sempre. Come visto, chi ha spese elevate o detrazioni IRPEF significative potrebbe trovare più conveniente il regime ordinario anche con fatturati contenuti. La soglia degli 85.000 euro è un requisito di accesso, non una garanzia di convenienza automatica.

Quali spese posso dedurre nel regime ordinario che nel forfettario non posso?

In regime ordinario sono deducibili tutte le spese inerenti all'attività, documentate ed effettivamente sostenute: affitto dell'ufficio o quota dello studio in casa, attrezzature, software, spese di formazione, compensi a collaboratori, spese di telefonia e connessione, costi di marketing. In forfettario nessuna di queste spese riduce l'imponibile: il reddito si calcola sempre con il coefficiente forfettario, indipendentemente da quanto si spende per l'attività.

 

Messaggio con finalità esclusivamente divulgativa

Il presente articolo è stato redatto per conto di ING Bank N.V. – Milan Branch dal content team di Pro Web Digital Consulting (Cerved Group). L’articolo ha una finalità esclusivamente informativa e non va quindi inteso in alcun modo come consiglio finanziario, economico o di altra natura. Le informazioni contenute sono fornite unicamente a scopo divulgativo e non rappresentano un invito o una raccomandazione a promuovere acquisti, sollecitare operazioni di investimento, o intraprendere decisioni economiche di qualsiasi tipo. Nessuna decisione, di investimento o di altro tipo, deve essere presa unicamente sulla base dei contenuti qui riportati


Disclaimer
VoceArancio è un periodico registrato al Tribunale di Milano, n.315 del 20/05/2008. Proprietario ed editore: ING Bank N.V. Milan Branch - V.le F. Testi, 250. Direttore responsabile: Elisa Pavan.