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IRS mutui: cos'è, come funziona e perché influenza il tasso fisso

Quando si confrontano le offerte di mutuo a tasso fisso, si incontrano spesso sigle come IRS o Eurirs seguite da un numero di anni.  È l'indice che le banche usano come punto di partenza per calcolare il tasso che ti propongono, varia in base alla durata del mutuo e, in parte, spiega perché due offerte simili possono avere tassi diversi.

Cos'è l'IRS nei mutui

IRS è l'acronimo di Interest Rate Swap. Nel contesto dei mutui, indica l'indice di riferimento su cui le banche europee calcolano il tasso di interesse da applicare ai mutui a tasso fisso. È diffuso giornalmente dalla Federazione Bancaria Europea ed è pari alla media ponderata delle quotazioni alle quali le principali banche operanti nell'Unione Europea realizzano gli scambi a tasso fisso su diverse scadenze temporali. Per questo motivo viene spesso chiamato anche Eurirs.

L'IRS non è un tasso inventato dalle banche: riflette il costo reale che una banca sostiene per "bloccare" un tasso fisso nel lungo periodo, proteggendosi dal rischio che i tassi di mercato salgano nel corso della vita del mutuo. Quando una banca offre un mutuo a tasso fisso, si impegna a ricevere sempre la stessa rata dal mutuatario, indipendentemente da come si muovono i tassi nel tempo. Per coprirsi da questo rischio, stipula un contratto swap con una controparte di mercato: il costo di questo contratto è appunto l'IRS.

La differenza tra IRS ed Euribor

IRS ed Euribor sono i due principali indici di riferimento per i mutui in Italia, ma si riferiscono a tipologie di mutuo diverse.

L'Euribor è il tasso interbancario a breve termine al quale le banche europee si prestano denaro tra loro. Ha scadenze brevi, solitamente 1, 3 o 6 mesi, ed è il parametro di riferimento per i mutui a tasso variabile. Quando l'Euribor sale, la rata del mutuo variabile sale; quando scende, la rata scende.

L'IRS ha invece scadenze a lungo termine, da 1 a 50 anni, ed è il parametro di riferimento per i mutui a tasso fisso. A differenza dell'Euribor, non cambia la rata del mutuo dopo la firma: il suo valore al momento della stipula determina il tasso fisso che resterà invariato per tutta la durata del finanziamento.

Come si calcola il tasso di un mutuo a partire dall'IRS

Il tasso fisso finale di un mutuo si ottiene sommando due componenti: l'IRS e lo spread applicato dalla banca.

IRS + spread = TAN

L'IRS utilizzato corrisponde alla scadenza del mutuo: per un mutuo ventennale si usa l'IRS a 20 anni, per uno trentennale l'IRS a 30 anni e così via. Ogni scadenza ha un valore diverso: in linea generale, più è lunga la durata, più alto è l'IRS, perché la banca si espone a un rischio maggiore nel bloccare i tassi per un periodo più lungo.

Lo spread è la componente aggiuntiva che la banca applica sull'IRS per coprire i propri costi e margini. Varia da istituto a istituto e dipende anche dal profilo del richiedente, dal rapporto Loan-to-Value e dalle condizioni di mercato competitive. Può essere positivo, ma in alcuni periodi di forte concorrenza tra banche può anche avvicinarsi a zero o essere negativo.

Come varia l'IRS nel tempo

L'IRS viene aggiornato ogni giorno lavorativo dalla Federazione Bancaria Europea e riflette le aspettative dei mercati finanziari sull'andamento dei tassi di interesse nel lungo periodo. Non è controllato da nessuna banca centrale: è il risultato degli scambi che avvengono ogni giorno sui mercati finanziari europei.

I fattori che influenzano l'andamento dell'IRS sono diversi. Le decisioni di politica monetaria della BCE hanno un peso significativo: quando la BCE alza i tassi di riferimento per combattere l'inflazione, tende a spingere verso l'alto anche l'IRS, perché i mercati si aspettano che il costo del denaro resti elevato nel lungo periodo. Quando la BCE inizia a tagliare i tassi, l'IRS tende a scendere. Le aspettative sull'inflazione futura e la crescita economica influenzano anch'esse le quotazioni.

A metà 2026 l'IRS ha ripreso a salire dopo una fase di stabilizzazione nel 2025, invertendo lo scenario che sembrava essersi consolidato: il vantaggio di costo per i mutui a tasso variabile si era temporaneamente ridotto, mentre ora si è di nuovo ampliato. Per chi sta valutando un mutuo a tasso fisso, monitorare l'IRS nelle settimane che precedono la firma è importante: il tasso offerto dalla banca viene fissato in base all'IRS del giorno della stipula, non di quello della domanda.

IRS e scelta del mutuo: cosa sapere prima di firmare

L'IRS non è solo un numero tecnico: è uno dei parametri più utili per capire il contesto di mercato in cui si sta scegliendo un mutuo.

Quando l'IRS è basso, i tassi fissi tendono ad essere convenienti: bloccare un tasso fisso in un periodo di IRS ridotto permette di godere di rate contenute per tutta la durata del mutuo, indipendentemente da cosa accade ai tassi in futuro. Quando l'IRS è alto, il tasso fisso risulta più caro e il variabile può sembrare più appetibile nel breve periodo, ma espone al rischio di rialzi futuri.

Un elemento spesso sottovalutato è che il tasso fisso viene determinato al momento della stipula del contratto (più precisamente al giorno del rogito) e non al momento della domanda. Questo significa che se tra la richiesta di mutuo e il rogito l'IRS sale in modo significativo, il tasso finale potrebbe essere diverso da quello inizialmente indicativo ricevuto dalla banca. Vale sempre la pena chiedere alla banca in quale misura il tasso offerto possa variare tra l'offerta e la firma definitiva.

Per approfondire il confronto tra tasso fisso, variabile e misto, e capire quale si adatta meglio alla propria situazione, puoi leggere la nostra guida ai tassi di interesse per il mutuo casa. Se invece vuoi capire da dove partire con una simulazione, con Mutuo Arancio di ING puoi calcolare la rata online in pochi minuti, senza impegno.

Domande frequenti sull'IRS nei mutui (FAQ)

L'IRS cambia dopo la firma del mutuo a tasso fisso?

No. Con un mutuo a tasso fisso, il tasso viene determinato al momento della stipula sulla base dell'IRS di quel giorno, e resta invariato per tutta la durata del finanziamento. Le successive variazioni dell'IRS non hanno alcun effetto sulla rata del mutuatario. È questa la principale differenza rispetto al mutuo a tasso variabile, la cui rata cambia periodicamente al variare dell'Euribor.

Dove si trovano le quotazioni IRS aggiornate?

Le quotazioni giornaliere dell'IRS sono pubblicate dalla Federazione Bancaria Europea e riprese da numerosi siti specializzati in finanza e mutui. Cercando online "IRS oggi" o "Eurirs aggiornato" si trovano facilmente i valori aggiornati per le diverse scadenze.

IRS alto o basso: cosa conviene di più per chi vuole un mutuo?

Non esiste una risposta universale: dipende dalla propria situazione e dalla propensione al rischio. Un IRS basso rende i mutui a tasso fisso particolarmente convenienti, perché si blocca un tasso ridotto per tutta la durata del finanziamento. Un IRS alto rende il variabile più competitivo nel breve periodo, ma espone a eventuali rialzi futuri. La domanda fondamentale da porsi è: se la rata salisse in modo significativo, riuscirei comunque a sostenerla? Se la risposta è no, il tasso fisso offre una certezza che vale il suo costo, indipendentemente dal livello dell'IRS.

 

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