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Si può bloccare un addebito sul conto corrente?

Hai notato un addebito sul conto che non ricordavi, o vuoi interrompere un pagamento automatico prima che venga eseguito? La risposta alla domanda "si può bloccare un addebito sul conto corrente?" è sì, ma con alcune distinzioni importanti che riguardano il tipo di addebito, i tempi e le procedure da seguire.

Quando si può bloccare un addebito sul conto corrente?

La possibilità di bloccare un addebito dipende principalmente da due fattori: il tipo di addebito e il momento in cui si interviene.

Gli addebiti diretti, comunemente chiamati RID o, nella versione europea, SEPA Direct Debit, sono pagamenti automatici autorizzati in precedenza dal titolare del conto, spesso per bollette, abbonamenti o rate. Questi possono essere bloccati o revocati, ma con modalità diverse a seconda che l'addebito non sia ancora avvenuto o sia già stato eseguito.

Gli addebiti non autorizzati, ovvero movimenti mai autorizzati dal titolare, seguono invece una procedura di contestazione, che può portare al rimborso da parte della banca.

Un addebito in corso di esecuzione è in genere impossibile da bloccare in tempo reale: i sistemi bancari elaborano i pagamenti con una certa velocità e l'intervento manuale prima dell'addebito richiede tempestività. Agire con anticipo è sempre la strada più efficace.

Come bloccare un addebito diretto sul conto corrente

Per bloccare un addebito diretto futuro, come una domiciliazione bancaria per una bolletta o un abbonamento, esistono due strade principali.

  • Revocare il mandato presso il creditore. Il modo più corretto è contattare direttamente il soggetto che riceve il pagamento (il fornitore di energia, la palestra, il servizio in abbonamento) e richiedere la cancellazione della domiciliazione. In questo modo il mandato viene revocato alla fonte e non vengono generati ulteriori addebiti.
  • Revocare il mandato tramite la banca. In alternativa, è possibile richiedere alla propria banca di bloccare uno specifico addebito diretto SEPA. La banca è tenuta a farlo su richiesta del cliente. Questa opzione è utile quando non si riesce a contattare il creditore o si vuole interrompere il pagamento in modo immediato, indipendentemente dall'esito della comunicazione con l'altro soggetto.

In entrambi i casi, è consigliabile agire con almeno qualche giorno di anticipo rispetto alla data prevista dell'addebito, per dare tempo al sistema di recepire la revoca. La maggior parte delle banche permette di gestire le domiciliazioni direttamente dall'app o dall'area clienti online: cerca la sezione dedicata agli addebiti diretti o alle domiciliazioni bancarie.

Come contestare un addebito già avvenuto

Se l'addebito è già stato eseguito e lo si ritiene errato o non più dovuto, la procedura cambia: non si tratta più di un blocco preventivo, ma di una contestazione.

Per gli addebiti diretti SEPA, la normativa europea prevede il diritto al rimborso entro otto settimane dall'addebito, senza dover fornire giustificazioni. È sufficiente contattare la propria banca e richiedere formalmente il rimborso: la banca è tenuta a restituire l'importo entro dieci giorni lavorativi.

Trascorse le otto settimane, il rimborso non è più automatico e richiede una contestazione motivata, con documentazione a supporto. In questo caso i tempi e l'esito dipendono dall'istruttoria della banca.

Per contestare un addebito è in genere sufficiente contattare il servizio clienti della propria banca (tramite app, telefono o sportello) e comunicare i dati dell'addebito da contestare: data, importo e creditore.

Addebiti non autorizzati: come tutelarsi

Se sul conto compare un addebito che non si è mai autorizzato si tratta di un caso diverso e più serio, che richiede di agire con tempestività.

Il primo passo è bloccare la carta collegata al conto, se l'addebito sembra riconducibile a un utilizzo fraudolento della carta stessa. La maggior parte delle app bancarie permette di farlo in pochi secondi.

Il secondo passo è contattare la banca per segnalare la transazione non autorizzata e avviare la procedura di contestazione. In caso di frode, la normativa europea prevede che la banca rimborsi l'importo sottratto, salvo che non dimostri che il cliente ha agito con negligenza grave o in modo fraudolento.

È utile anche presentare una denuncia alle autorità competenti, soprattutto in caso di importi significativi o di furto di dati. La denuncia non è obbligatoria per ottenere il rimborso dalla banca, ma rafforza la posizione del cliente in caso di contestazioni.

Come evitare addebiti indesiderati in futuro

Tenere sotto controllo gli addebiti ricorrenti è una buona abitudine che aiuta a evitare sorprese sul conto. Alcune pratiche utili:

  • Controllare periodicamente le domiciliazioni attive. La maggior parte delle app bancarie mostra l'elenco degli addebiti diretti autorizzati. Verificarlo ogni qualche mese permette di identificare mandati obsoleti e revocarli prima che generino addebiti indesiderati.
  • Monitorare i movimenti del conto con regolarità. Controllare l'estratto conto almeno una volta alla settimana permette di intercettare tempestivamente addebiti anomali, prima che scada il termine utile per la contestazione automatica.
  • Usare carte virtuali o prepagate per gli abbonamenti online. Per i servizi digitali che richiedono i dati della carta, usare una carta virtuale o prepagata separata dal conto principale limita l'esposizione in caso di utilizzo non autorizzato dei dati.

Domande frequenti sugli addebiti sul conto corrente (FAQ)

Posso bloccare un addebito RID senza contattare il creditore?

Sì. È possibile richiedere direttamente alla propria banca la revoca di un mandato di addebito diretto SEPA, senza dover necessariamente passare dal creditore. È comunque consigliabile comunicarlo anche al creditore per evitare contestazioni contrattuali legate al mancato pagamento.

La banca è obbligata a rimborsarmi un addebito non autorizzato?

In caso di frode o addebito mai autorizzato, la normativa europea prevede il rimborso da parte della banca, salvo prova di negligenza grave da parte del cliente. Per gli addebiti diretti SEPA, il rimborso è garantito entro otto settimane dall'addebito anche senza fornire motivazioni.

Cosa succede se blocco un addebito legato a un contratto attivo?

Il blocco dell'addebito non estingue l'obbligazione contrattuale: se si deve ancora del denaro al creditore, il debito rimane. Il creditore potrebbe contestare il mancato pagamento e procedere con solleciti o, nei casi più gravi, con azioni legali. Prima di bloccare un addebito legato a un contratto in corso, è sempre meglio verificare le condizioni contrattuali o contattare il creditore per trovare un accordo.

 

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