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Più trasparenza e chiarezza per orientarsi tra i rating ESG

L’appello dell’Associazione europea dei fondi e del risparmio gestito (EFAMA) arriva alla luce di una ricerca condotta su alcuni provider di rating ESG sui fondi.

Il mercato dei rating ESG dovrebbe crescere in modo trasparente, garantendo la competitività tra operatori. A maggior ragione in un momento in cui la domanda di fondi ESG è in forte aumento, in particolare per quanto riguarda i prodotti classificati come Articolo 8 (cioè che promuovono caratteristiche ESG) e Articolo 9 (che integrano i rischi ESG nelle decisioni di investimento) in base al regolamento SFDR.

È questo l’appello lanciato da EFAMA, la European Fund and Asset Management Association, che ha pubblicato di recente uno studio intitolato “I rating ESG dei fondi ex Articolo 8 e 9: valutazione del mercato attuale e raccomandazioni politiche per il futuro”. La ricerca, che analizza le valutazioni ESG assegnate da due noti provider di rating – Refinitiv e Morningstar Direct – a un ampio campione di fondi Articolo 8 e 9, rileva tra le altre cose l’esistenza di una correlazione positiva piuttosto ridotta tra i rating forniti dai due operatori.

“Molti fondi con un basso punteggio Refinitiv ottengono buoni risultati nelle valutazioni Morningstar e viceversa”, si legge nel documento. “Ciò non sorprende più di tanto, perché le agenzie di rating basano il rating ESG di un fondo sulla loro valutazione proprietaria e questi rating hanno una scarsa relazione con la classificazione SFDR”.

Come ci si può orientare nel panorama dei fondi ESG?

È proprio su questo tema che interviene EFAMA. Così si esprime Tanguy van de Werve, direttore generale dell’associazione.

“L’uso dei rating ESG per i fondi è destinato a crescere rapidamente, al passo con l’aumento della domanda di fondi ESG da parte degli investitori. Pertanto, è importante che il mercato dei rating ESG funzioni bene, con un’adeguata divulgazione delle informazioni utili per le decisioni. Poiché la Commissione Europea sta attualmente valutando un quadro normativo per i rating ESG, è il momento giusto per assicurarsi di avere un mercato trasparente e competitivo, che contribuirà a incanalare gli investimenti dove sono più necessari per la transizione dell’Europa verso un’economia neutrale dal punto di vista climatico”.

L’associazione formula anche una serie di auspici e raccomandazioni per il settore. Tanto per cominciare, secondo EFAMA, i consulenti finanziari e i distributori di fondi non dovrebbero offrire esclusivamente fondi Articolo 9 ai clienti che esprimono forti preferenze ESG, né la normativa dovrebbe imporre un requisito simile.

L’importante, per i professionisti della consulenza, è assicurarsi che l’approccio ESG di un fondo – comunque esso sia classificato – rispecchi effettivamente le convinzioni del cliente, oltre che il suo profilo di rischio.

Sviluppare una cornice normativa a livello UE

Non solo. “La classificazione in base agli Articoli 8 o 9 del regolamento ESG, così come gli stessi rating ESG, non dovrebbero essere considerati come unici fattori di valutazione per i fondi sostenibili”, prosegue l’associazione. Per comprendere a fondo le caratteristiche ESG di un prodotto, consulenti e distributori dovrebbero avvalersi anche di altri strumenti, come per esempio il modello europeo ESG (EET), le linee guida nazionali e internazionali.

A proposito di linee guida, l’associazione si sofferma sulla necessità di sviluppare una cornice normativa a livello di Unione Europea per i rating ESG, che si ponga tre obiettivi principali:

  • imporre la divulgazione delle metodologie e delle fonti di dati utilizzate per fornire i rating ESG;
  • garantire condizioni di parità alle società che operano nel mercato dei rating ESG;
  • preservare l’integrità del mercato stabilendo requisiti specifici per i controlli interni e i processi di governance in modo da evitare conflitti d’interesse.

Un mercato davvero competitivo per i rating ESG

EFAMA ritiene infine che le autorità di supervisione dovrebbero acquisire una buona conoscenza dei meccanismi per la determinazione dei prezzi e delle licenze, al fine di garantire un mercato competitivo per i rating ESG, impedendo che un piccolo numero di fornitori finisca per fissare tariffe eccessivamente elevate per i propri servizi. Parallelamente, l’associazione suggerisce di sviluppare un codice di condotta volontario che fornisca indicazioni preziose per il futuro quadro giuridico.

Insomma, il mercato dei fondi ESG è in rapida ascesa e la regolamentazione del settore sta procedendo a passo spedito, nel tentativo di fornire agli investitori un quadro chiaro in cui muoversi. Ma la strada da percorrere è ancora lunga.

Nell’attesa, come sempre, il consiglio è quello di rivolgersi a un consulente finanziario esperto e preparato che sia in grado di accompagnarti nella scelta della soluzione d’investimento più in linea con le tue specifiche esigenze, sia in termini di valori dal punto di vista ESG sia in riferimento a profilo di rischio, obiettivi e orizzonte temporale.

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