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Truffa del POS pirata? Cosa c’è di vero e come difenderti

Sui mezzi, quando sei in coda per entrare al museo, in un bar affollato. Con la diffusione dei pagamenti contactless, si fa strada anche la paura di diventare vittime dei cosiddetti pirati del POS. Qualcuno ti si avvicina, intercetta la carta, il telefono o lo smartwatch nella tasca, e preleva denaro senza che tu te ne accorga.
Ma quanto è comune questa truffa? Come difendersi? Facciamo chiarezza.

Cos’è la truffa del POS pirata

Con “POS pirata” si indica un terminale di pagamento contactless usato in modo fraudolento, magari nascosto in una borsa o in uno zaino, per tentare di effettuare pagamenti avvicinandosi alle vittime senza che queste se ne accorgano.

Pos pirata a Sorrento e a Roma

Il tema è tornato alla ribalta nell’estate 2025 dopo un caso a Sorrento. I carabinieri hanno arrestato una donna trovata con un POS portatile nella borsa. Secondo le indagini, lo avrebbe usato per sottrarre denaro a turisti. La stessa persona è protagonista di un altro caso simile avvenuto a Roma nella primavera del 2025: seguendo un turista, la donna avrebbe portato a termine un furto complessivo di circa 9.000 euro. Insomma, anche i pickpockets possono essere contactless.

Come funziona la truffa del Pos contacless

Il meccanismo sfrutta la tecnologia RFID (identificazione a radiofrequenza) nel caso delle carte fisiche, oppure l’NFC (Near Field Communication), nel caso delle carte virtuali dei dispositivi elettronici. Per importi piccoli (di solito sotto i 50 euro) la carta fisica non richiede il PIN, e questo apre teoricamente una finestra di rischio.

In pratica, però, le cose sono meno semplici di quanto sembri:

  • il POS deve trovarsi a pochissimi centimetri dalla carta (1–4 cm);
  • la presenza di altre carte, monete o oggetti crea spesso interferenze;
  • la transazione dura pochi secondi e non sempre va a buon fine;
  • ogni POS è registrato e tracciabile, quindi rischioso per chi lo usa in modo illecito.

Come difendersi dai furti con il Pos contacless

In ogni caso difendersi dalla truffa del Pos contactless è semplice, e nella maggior parte dei casi basta qualche accorgimento pratico.

  • Usa un portafoglio schermato anti‑RFID/NFC. Questo blocca fisicamente qualsiasi tentativo di lettura indesiderata della carta. Se non vuoi cambiare l’intero portafoglio, esistono delle bustine dove puoi inserire una singola carta per proteggere solo quella.
  • Usa l’autenticazione biometrica
    Anziché usare la carta fisica, meglio usare lo smartphone, impostando l’autenticazione biometrica per ciascun pagamento.
  • Controlla l’app della banca e attiva le notifiche istantanee
    Le notifiche in tempo reale ti permettono di accorgerti subito di un movimento sospetto e segnalarlo immediatamente alla banca, riducendo al minimo i danni.
  • Tieni carte e dispositivi in tasche interne
    Più è difficile avvicinarsi, meno possibilità ci sono che una transazione vada a buon fine.
  • Imposta i limiti delle tue carte
    Con ING puoi facilmente impostare i limiti di spesa delle tue carte. Così,in caso di problemi, eviti che grosse cifre possano esserti sottratte.

Attenzione

C’è un ultimo punto fondamentale da chiarire. Quando paghi con il telefono, i dati trasmessi al POS non sono quelli della carta fisica, ma un token crittografato: anche se qualcuno intercettasse la comunicazione, non potrebbe riutilizzare quei dati. Inoltre, il PIN della carta non viene mai trasmesso; quindi, non può essere rubato o intercettato.

In sintesi

La truffa del POS pirata esiste, ma non è un’emergenza diffusa. I casi documentati sono pochi e richiedono condizioni molto specifiche. E basta poco per evitare problemi.


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VoceArancio è un periodico registrato al Tribunale di Milano, n.315 del 20/05/2008. Proprietario ed editore: ING Bank N.V. Milan Branch - V.le F. Testi, 250. Direttore responsabile: Elisa Pavan.