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Freelance: 6 consigli finanziari per chi è alle prime armi

Aprire la Partita IVA e ricevere i primi pagamenti è una soddisfazione enorme. Poi arriva la prima scadenza fiscale, o il mese in cui un cliente paga in ritardo, e ci si rende conto che lavorare in proprio richiede anche una certa disciplina finanziaria, che nessuno ti insegna davvero.

Non si tratta di diventare esperti di finanza, ma solo di costruire abitudini semplici che, nel tempo, fanno una differenza enorme. Questi sei consigli sono pensati per chi ha da poco aperto la Partita IVA, o ci sta seriamente pensando, e vuole iniziare con il piede giusto.

Distingui sempre fatturato e guadagno reale

Il fatturato è la cifra che emetti in fattura. Il tuo guadagno reale è quello che rimane dopo aver sottratto tasse, contributi, spese professionali e, se applicabile, IVA da versare. Confondere i due è uno degli errori più comuni, e può portare a fare spese che in realtà non ci si può permettere.

Prendere l'abitudine di calcolare subito il netto stimato ogni volta che incassi una fattura ti aiuta a prendere decisioni più consapevoli su quanto spendere, quanto accantonare e quanto investire nella tua attività.

Tieni separati il conto personale e quello professionale

Mescolare entrate e uscite personali con quelle professionali è una scorciatoia che si paga cara: rende difficile capire quanto guadagna davvero la tua attività, complica la gestione delle spese deducibili e trasforma il rapporto con il commercialista in un lavoro di archeologia contabile.

Avere un conto dedicato all'attività ti permette di avere sempre una fotografia chiara della tua situazione professionale. Sai esattamente cosa entra, cosa esce e cosa resta. Se stai cercando una soluzione pensata per chi lavora in autonomia, Arancio Business è il conto ING dedicato a liberi professionisti e piccole imprese.

La separazione tra finanze personali e professionali è anche un buon esercizio mentale: ti aiuta a trattare la tua attività come un'impresa, non come un'estensione del portafoglio.

Accantona ogni mese per tasse e contributi

Le tasse non arrivano ogni mese, ma si accumulano ogni giorno. Per questo uno dei gesti più utili che puoi fare fin da subito è accantonare una quota fissa ogni volta che incassi una fattura, destinandola esclusivamente alle scadenze fiscali.

Una buona regola empirica, da affinare con il tuo commercialista in base al regime fiscale e al livello di reddito, è mettere da parte tra il 30% e il 40% di ogni incasso. La percentuale tiene conto sia dei contributi INPS (circa il 26% sul reddito imponibile per chi è iscritto alla Gestione Separata) sia delle imposte IRPEF. Chi è in regime forfettario ha un carico fiscale diverso e in genere più basso, ma il principio resta lo stesso: non spendere tutto quello che entra.

Tenere questi soldi separati, ad esempio su un conto deposito come Extra Money Arancio Business di ING, ha un doppio vantaggio: eviti di trovarti senza liquidità a giugno o novembre, e nel frattempo quei soldi possono anche fruttare qualcosa.

Pianifica i periodi con meno incassi

La stagionalità è una realtà con cui quasi tutti i freelance devono fare i conti. Agosto rallenta quasi sempre, gennaio può essere incerto, e ci sono settori in cui certi mesi sono strutturalmente più leggeri di altri.

La soluzione non è lavorare di più nei mesi buoni, ma usare quei mesi per costruire un cuscinetto finanziario. Accantonare una piccola parte degli incassi nelle fasi di picco ti permette di attraversare i momenti di magra senza stress e senza dover prendere decisioni affrettate, come accettare un cliente che non ti convince solo perché hai bisogno di liquidità.

Puoi approfondire come costruire questa stabilità nell'articolo dedicato a come gestire le finanze da lavoratore autonomo, dove trovi anche indicazioni sulle scadenze fiscali da segnare in calendario.

Monitora entrate e uscite con regolarità

Non basta sapere in astratto quante fatture hai emesso. Bisogna sapere quante ne sono state pagate, quando, e quali spese hai sostenuto nel frattempo. Senza questo quadro, la gestione finanziaria diventa reattiva e ti porta a correre ai ripari solo quando c'è un problema.

Bastano pochi minuti a settimana per tenere sotto controllo il flusso di cassa: registrare i pagamenti ricevuti, segnare le fatture ancora aperte, annotare le uscite. Che tu usi un foglio Excel, un'app o un software dedicato, l'importante è farlo con continuità. Nell'articolo sui cinque strumenti digitali per freelance trovi alcune soluzioni pratiche per automatizzare e semplificare questo lavoro.

Monitorare le uscite è altrettanto importante. Le spese professionali tendono ad accumularsi - abbonamenti, attrezzatura, formazione, spostamenti - e spesso si spende più di quanto si pensi. Averle sotto controllo aiuta anche a capire quali sono davvero necessarie e quali si possono tagliare.

Prenditi il tempo giusto per le scelte finanziarie importanti

Aprire un conto, scegliere un regime fiscale, valutare se conviene fare un investimento o comprare un'attrezzatura nuova: queste decisioni meritano attenzione, non risposte improvvisate. Eppure, quando si è alle prime armi è facile cadere nella fretta o addirittura nell'inerzia, rimandando continuamente decisioni importanti per paura di sbagliare.

Un buon commercialista è un alleato prezioso, soprattutto all'inizio. Non limitarti a consegnargli le carte a fine anno: incontralo (anche brevemente) a inizio attività per capire quale regime fiscale conviene, e almeno una volta a metà anno per verificare la situazione.

FAQ

È normale avere difficoltà finanziarie nel primo anno?

Sì, è molto comune. Il primo anno da freelance è spesso quello in cui si sottostima il carico fiscale, si fatica a costruire una clientela stabile e si impara a gestire l'irregolarità degli incassi. Non è un segnale di fallimento, ma di normale apprendistato.

Quanto dovrei accantonare ogni mese?

Dipende dal regime fiscale e dal livello di reddito, ma come punto di partenza ragionevole puoi considerare tra il 30% e il 40% di ogni incasso. Il tuo commercialista può aiutarti a calcolare una percentuale più precisa in base alla tua situazione.

Serve davvero un conto dedicato?

Non è obbligatorio per legge (salvo casi specifici), ma è molto consigliato. Tenere separati i flussi personali e professionali semplifica enormemente la contabilità e ti dà una visione chiara di come sta andando la tua attività.

Quando la Partita IVA diventa sostenibile?

Non esiste una soglia uguale per tutti: dipende dal settore, dalle spese fisse, dallo stile di vita e dagli obiettivi. In generale, si parla di sostenibilità quando le entrate coprono con regolarità tasse, contributi e spese professionali, con un margine che consente anche di affrontare i mesi meno produttivi senza andare in affanno.

 

Messaggio con finalità esclusivamente divulgativa

Il presente articolo è stato redatto per conto di ING Bank N.V. – Milan Branch dal content team di Pro Web Digital Consulting (Cerved Group). L’articolo ha una finalità esclusivamente informativa e non va quindi inteso in alcun modo come consiglio finanziario, economico o di altra natura. Le informazioni contenute sono fornite unicamente a scopo divulgativo e non rappresentano un invito o una raccomandazione a promuovere acquisti, sollecitare operazioni di investimento, o intraprendere decisioni economiche di qualsiasi tipo. Nessuna decisione, di investimento o di altro tipo, deve essere presa unicamente sulla base dei contenuti qui riportati


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