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Novembre, tra voto USA e vaccino torna un po’ di ottimismo

I mercati azionari festeggiano le notizie incoraggianti sul fronte dei vaccini, sperando in una ripresa già a inizio 2021. E chiudono un mese da record

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Vaccini in arrivo? Finalmente arriva la notizia tanto attesa: i primi vaccini anti-Covid – sviluppati da Pfizer-BioNTech e Moderna – sono pronti e saranno disponibili in Europa nel giro di qualche settimana, dopo l’approvazione condizionata dell’Ema (si ipotizza una diffusione su larga scala entro la primavera del 2021).

Londra fa di testa sua. Intanto il Regno Unito, nell’ennesima dimostrazione di indipendenza dall’UE (di cui fa ancora formalmente parte fino al 31 dicembre) ha deciso di bruciare le tappe, bypassando i controlli dell’Agenzia del farmaco. È infatti il primo Paese al mondo ad autorizzare – con una procedura di emergenza nazionale – l’impiego del vaccino Pfizer-BioNTech sulla popolazione: la somministrazione delle prime dosi dovrebbe partire entro pochi giorni.

Mercati euforici. Ai mercati, comunque, è bastato percepire un concreto passo avanti sul fronte vaccini per tornare a credere in una solida ripresa già all’inizio dell’anno prossimo: ignorando le tensioni legate al voto USA e i numeri sulla crescita dei contagi, i listini azionari globali hanno chiuso un novembre da record. Negli Stati Uniti, l’indice Dow Jones ha messo a segno la sua migliore performance mensile dal 1987, guadagnando quasi il 12%, mentre l’S&P500 ha registrato il suo miglior novembre di sempre (+11%). Il titolo dell’azienda biotech Moderna è schizzato del 127,6% in un solo mese sul Nasdaq.

Non si tira indietro nemmeno l’Europa. Nonostante l’ultima seduta del mese si sia chiusa con qualche presa di profitto, l’indice Eurostoxx 50 ha archiviato novembre con un rialzo del 15,7%. Il Ftse 100 di Londra ha guadagnato il 12,35% (miglior risultato mensile dal 1998), il Cac 40 di Parigi il 17,50%, il Dax di Francoforte il 12,75%, l’Ibex 35 di Madrid il 22,35%.

E in Italia? Anche il Ftse Mib ha fatto registrare il suo miglior risultato dal 1998, guadagnando in totale il 23,6% e riducendo i cali da inizio anno a -4,65%. Rispetto al punto più basso toccato a marzo, nel pieno della pandemia, l’indice è rimbalzato di quasi il 50%.

Lockdown in versione light e “Natale Covid”. In Italia sono ancora in vigore alcune misure restrittive volte a limitare la circolazione del virus, con il territorio diviso in tre fasce di rischio: gialla, arancione e rossa. Anche le feste di Natale saranno all’insegna della cautela: si vuole evitare un “liberi tutti” che potrebbe aprire la strada a una terza ondata di contagi a febbraio. 

Oltre il Covid: le elezioni USA. Covid a parte, novembre è stato il mese delle elezioni presidenziali USA, che hanno registrato un’affluenza record. Alla fine la vittoria è andata allo sfidante democratico Joe Biden, con 306 grandi elettori e oltre 5 milioni di voti in più rispetto al presidente in carica Donald Trump: sarà quindi Biden a insediarsi alla Casa Bianca a gennaio come 46esimo presidente degli Stati Uniti d’America. Ma il Congresso potrebbe rimanere diviso, con una Camera “dem” e un Senato che, al momento in cui scriviamo, è ancora in bilico (il risultato ufficiale si saprà solo all’inizio del 2021).

La nuova squadra. Biden ha già annunciato i nomi dei principali componenti della sua squadra, che esprimono chiaramente la volontà di dare un taglio netto con il recente passato. Gradita ai mercati soprattutto la scelta dell’ex presidente della Fed, Janet Yellen, come segretario al Tesoro. Tra gli altri, Antony Blinken, ex vice segretario di Stato nell’amministrazione Obama, sarà il nuovo segretario di Stato, Jake Sullivan sarà il capo della sicurezza nazionale e Linda Thomas-Greenfield l’ambasciatrice USA all’Onu, mentre l’ex segretario di Stato John Kerry è stato scelto come inviato speciale per le questioni climatiche.

Recovery Fund al palo. Si fanno attendere gli aiuti europei per contrastare i devastanti risvolti economici dell’emergenza Covid. Il varo del fondo Next Generation EU è infatti legato a doppio filo al finanziamento del bilancio europeo 2021-2027, cui finora manca il via libera a causa del veto imposto da Ungheria e Polonia. I due Stati si oppongono all’intenzione del Consiglio e del Parlamento UE di vincolare l’erogazione dei fondi comunitari al rispetto delle condizioni dello Stato di diritto. 

Btp Futura Bis. Da segnalare a novembre anche il lancio della seconda edizione del Btp “della ripresa”, il nostro Btp Futura. Gli acquisti sono stati sostenuti, ma minori rispetto alla prima edizione, con un totale di 5,7 miliardi contro i 6,13 miliardi di luglio. Insomma, non un flop, ma neppure un grosso successo.

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