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Investimenti illiquidi: che opportunità ti offrono?

Si tratta di investimenti difficili da smobilizzare che, in cambio della minore liquidità, offrono rendimenti più alti. Ma vanno maneggiati con prudenza

Già a sentirli nominare, gli investimenti illiquidi sembrano qualcosa da cui stare alla larga: in linea di massima, infatti, un investimento deve essere facilmente liquidabile, è una caratteristica ritenuta fondamentale. Perché mai dovresti appesantire il tuo portafoglio con strumenti difficili da rivendere? In realtà, non tutta l’illiquidità è così brutta come la si dipinge. E ti spieghiamo il perché.

Prima, però, facciamo una piccola premessa, per capire bene di che cosa stiamo parlando.

Cosa sono gli investimenti illiquidi?

Come suggerisce il nome, si tratta di investimenti difficili da smobilizzare: uscirne è mediamente costoso e richiede un po’ più di tempo. Rientrano in questa categoria gli investimenti alternativi come il private equity, il private debt, il real estate, il venture capital o il distressed debt: attività non quotate in Borsa, che in cambio della minore liquidità offrono rendimenti tendenzialmente più elevati.

Possono rappresentare una scelta interessante, ma in linea di massima poco indicata per un investitore inesperto e/o che non si faccia guidare dalla competenza e dalle conoscenze di un consulente finanziario in gamba e preparato.

Tutti quelli appena citati, infatti, sono investimenti complessi, oltre che illiquidi. Ma, se gestiti nel modo corretto e con la guida di un consulente bravo e serio, possono offrire qualche beneficio al tuo portafoglio. Specialmente in momenti in cui i rendimenti obbligazionari sono estremamente bassi – come ora, anche se con l’inversione di rotta delle banche centrali, pronte a rialzare i tassi di interesse, i suddetti rendimenti dovrebbero progressivamente risalire.

Un’alternativa se i rendimenti dei bond sono bassi

Sì, perché quando i rendimenti dei bond sono molto bassi o addirittura negativi, trovare un’alternativa per portare a casa un rendimento soddisfacente diventa una vera e propria sfida. Il che, però, comporta un aumento dell’esposizione al rischio.

In questo caso, oltre ad azioni e obbligazioni ad alto rendimento, potrebbe aver senso inserire in portafoglio classi di attivo alternative – come le strategie illiquide appunto – tipicamente poco correlate con i principali mercati e quindi utili in un’ottica di diversificazione. A patto, naturalmente, di avere un orizzonte temporale di lungo termine (diciamo 7-10 anni) e dunque di non avere fretta di smobilizzare i propri risparmi. E – scusaci se siamo noiosi, ma è fondamentale ribadirlo – sempre sotto la guida di un consulente esperto.

Perché le strategie illiquide rendono di più?

Il ragionamento, quando si tratta del rapporto tra rischio e rendimento, è sempre lo stesso: più sale il rischio, più aumenta il rendimento. Nel caso degli investimenti illiquidi in particolare, gli investitori vogliono giustamente essere ricompensati per detenere attività che non sono facilmente convertibili in liquidità. Questa remunerazione in più è il premio di illiquidità, noto anche come illiquidity premium.

Il premio di illiquidità è in sostanza uno dei “mattoncini” utili a costruire la performance del tuo portafoglio. Quali sono gli altri? Eccoli.

  • C’è il risk free, che rappresenta il tasso d’interesse di un’attività priva di rischio;
  • poi c’è il term premium, che remunera la rinuncia a usare in altro modo il denaro investito per quel certo periodo di tempo;
  • e abbiamo anche il credit premium, il quale ricompensa il rischio che il denaro non venga restituito;
  • infine, l’equity premium, che va a remunerare l’assunzione di rischio imprenditoriale.

Ma le strategie illiquide sono associate ad altri rischi, oltre a quello di liquidità: per esempio, presentano spesso una leva finanziaria molto elevata, una forte concentrazione su poche società e una minore trasparenza rispetto ai mercati quotati.

Dal punto di vista dell’investitore, comunque, inserire una quota di investimenti illiquidi in un portafoglio ben diversificato – costruito con la guida di un consulente finanziario – può accrescere i rendimenti attesi, ottimizzare il profilo di rischio e ampliare il raggio di azione. Ma ricorda: l’illiquidità richiede di poter far fronte a qualsiasi esigenza senza smobilizzare il capitale investito per molti anni. Tienilo a mente.

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