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I soldi non fanno la felicità? La risposta della scienza

“I soldi non fanno la felicità”. Probabilmente hai sentito questa frase centinaia di volte. È uno dei luoghi comuni più diffusi quando si parla di denaro. Eppure, negli ultimi anni, psicologi ed economisti hanno cercato di capire se sia davvero così, arrivando a conclusioni sorprendenti.

La risposta breve è che sì, per la maggior parte delle persone i soldi contribuiscono alla felicità. Ma non nel modo che potresti immaginare, e non all'infinito.

Il rapporto tra soldi e felicità è infatti molto più sfaccettato: dipende dal reddito, dalla sicurezza economica, dal modo in cui spendiamo il denaro e da ciò che per noi significa vivere bene.

In sintesi

I soldi possono contribuire alla felicità perché riducono lo stress economico, aumentano la sicurezza e offrono più libertà di scelta. Non garantiscono però automaticamente il benessere: contano anche il modo in cui vengono usati, le relazioni, la salute e il senso di realizzazione personale.

Perché i soldi possono renderci più felici

Partiamo da un dato semplice: quando le risorse economiche sono limitate, il denaro ha un impattoenorme sulla qualitàdellavita.

Avere entrate sufficienti per pagare l'affitto, fare la spesa senza preoccupazioni, affrontare un imprevisto o concedersi qualche esperienza piacevole riduce una delle principali fonti di stress quotidiano: l'incertezza economica.

Diversi studi hanno evidenziato che le difficoltà finanziarie sono associate a livelli più elevati di ansia, problemi di salute mentale e minore soddisfazione personale. Al contrario, una maggiore sicurezza economica tende a migliorare il benessere psicologico perché aumenta la sensazione di controllo sul proprio futuro.

In altre parole, il denaro non compra la felicità direttamente, ma spesso può comprare qualcosa che alla felicità assomiglia molto: tranquillità.

Esiste una soglia oltre la quale i soldi contano meno?

Per anni si è pensato che esistesse una soglia di reddito oltre la quale guadagnare di più non aumentasse la felicità. Questa idea nasce da uno studio pubblicato nel 2010 dagli economisti Daniel Kahneman e Angus Deaton, secondo cui il benessere emotivo tendeva a stabilizzarsi oltre i 75.000 dollari l'anno.

Una cifra che, però, va contestualizzata. Lo studio si riferiva agli Stati Uniti di quegli anni e fotografava una realtà economica molto diversa da quella attuale. Inoltre, il costo della vita, il sistema di welfare e le abitudini di consumo cambiano molto da Paese a Paese, rendendo difficile individuare una soglia valida per tutti.

Le ricerche successive hanno infatti mostrato un quadro più complesso. Diversi studi, tra cui le analisi di Matthew Killingsworth e un successivo lavoro con Daniel Kahneman e Barbara Mellers, suggeriscono che, per molte persone, il benessere possa continuare a crescere anche oltre quella soglia, pur con differenze importanti tra individui e livelli di soddisfazione di partenza. Oggi gli studiosi tendono a concordare su un punto: non esiste una cifra magica oltre la quale i soldi smettono improvvisamente di contare. Il rapporto tra denaro e felicità dipende anche dalle condizioni personali, dai bisogni individuali e dal modo in cui il denaro viene utilizzato.

Quanti soldi guadagnare per essere felici?

C'è però un aspetto interessante che spesso sfugge quando si parla di questi studi. La maggior parte delle persone non si trova nella condizione di chiedersi se guadagnare 75.000 o 100.000 euro l'anno la renderà più felice. Molto più spesso la sfida è arrivare a fine mese senza preoccupazioni, costruire un fondo di emergenza, affrontare una spesa imprevista o concedersi qualche esperienza in più senza sensi di colpa.

Ed è proprio in questa fascia che il denaro sembra avere l'impatto maggiore sul benessere. Quando il reddito permette di soddisfare i bisogni essenziali e di sentirsi più protetti dagli imprevisti, diminuiscono molte delle fonti di stress che incidono sulla qualità della vita.

Per questo, più che il lusso o l'accumulo di ricchezza in sé, a fare la differenza è spesso la sicurezza finanziaria: sapere di avere margine di manovra e maggiore controllo sul proprio futuro. Al contrario, spendere continuamente per impressionare gli altri o inseguire standard di vita sempre più elevati può avere l'effetto opposto.

Quindi, i soldi fanno la felicità?

La risposta più corretta è: in parte sì.

I soldi non garantiscono automaticamente una vita felice e non possono sostituire relazioni significative, salute, affetti o senso di realizzazione personale. Tuttavia, negare il loro ruolo sarebbe altrettanto sbagliato.

Per la maggior parte delle persone, una maggiore sicurezza economica significa meno stress, più opportunità e più libertà di scegliere come vivere. Fattori che contribuiscono alla felicità.

Forse il famoso proverbio andrebbe aggiornato.

I soldi non fanno la felicità da soli, ma possono creare molte delle condizioni che la rendono più facile da raggiungere.

E alla fine, più che accumulare ricchezza, la vera sfida potrebbe essere imparare a usare il denaro come uno strumento al servizio della vita che desideriamo vivere.

FAQ

Quanti soldi servono per essere felici?

Non esiste una cifra valida per tutti. Il rapporto tra reddito e felicità dipende dal costo della vita, dalla situazione personale, dai bisogni individuali e dal modo in cui il denaro viene utilizzato.

Perché la sicurezza economica rende più felici?

Perché riduce l’incertezza, aiuta ad affrontare gli imprevisti e aumenta la percezione di controllo sul proprio futuro.

Come usare i soldi per aumentare il benessere?

Le ricerche suggeriscono che possono generare più benessere le spese dedicate a esperienze, tempo libero, relazioni, obiettivi personali e aiuto verso gli altri.

 


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