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Conto cointestato o conti separati? Come scegliere in coppia

Come gestire i soldi in coppia? Vacanze, uscite, abbonamenti; e per molte anche affitto o mutuo, bollette, spesa. Trovare un sistema che funzioni per entrambi è fondamentale per evitare incomprensioni, soprattutto per le coppie che convivono

Per questo, molte coppie si chiedono se sia meglio avere un conto cointestato, mantenere conti separati oppure scegliere una soluzione intermedia: il cosiddetto "metodo dei tre conti": un modello che permette di gestire le spese comuni senza rinunciare alla propria indipendenza finanziaria.

In questo articolo trovi alcuni consigli per gestire i soldi e le spese in coppia (anche quando si convive) e per scegliere se usare un conto cointestato, assieme ad altri conti, oppure da solo.

Parlare di soldi in coppia quando si va a convivere

Affrontare il tema del denaro e della gestione delle spese fin dall'inizio è importante per mettere le cose in chiaro ed evitare incomprensioni.

Ti consigliamo di parlare apertamente con il tuo partner di questi argomenti:

  • Entrate (stipendio, altri lavori, prospettive di guadagno future)
  • Abitudini di spesa
  • Obiettivi a breve, medio e lungo termine sia singoli, sia di coppia.
  • Risparmio e investimenti
  • Budget mensile: quanto volete spendere in ristoranti, in gite fuori porta, in abbonamenti streaming, ecc?

C'è chi preferisce risparmiare per comprare una casa, chi ama viaggiare e preferisce la flessibilità dell’affitto, chi vuole mantenere una quota fissa destinata agli investimenti. Conoscere le priorità reciproche è il primo passo per trovare un equilibrio (e non litigare quando torni a casa con una bicicletta da 5.000 euro).

Coppia: conto cointestato o conti separati? Vantaggi e svantaggi

Non esiste una formula valida per tutti. Ogni coppia ha esigenze e sensibilità differenti.

Un unico conto condiviso

Alcune coppie scelgono di far confluire tutte le entrate in un solo conto cointestato. Questa soluzione semplifica la gestione delle spese quotidiane e offre una visione immediata del budget familiare.

D’altra parte, richiede un elevato livello di fiducia reciproca e comporta una minore autonomia nelle decisioni individuali.

Due conti completamente separati

All'estremo opposto ci sono le coppie che mantengono una netta separazione delle proprie finanze e dividono le spese di volta in volta.

Questa scelta garantisce totale indipendenza ma può diventare meno pratica nella gestione delle spese comuni, soprattutto nel lungo periodo.

Il metodo dei tre conti: cos'è e come funziona

Proprio per conciliare condivisione e autonomia, molte coppie scelgono una terza strada: il metodo dei tre conti.

  • un conto comune per le spese condivise;
  • un conto personale per ciascun partner.

Ogni mese entrambi versano una quota sul conto comune e da quel conto vengono pagate tutte le spese della vita in comune: affitto o mutuo, bollette, spesa alimentare, assicurazioni, eventuali abbonamenti condivisi e altri costi ricorrenti.

I conti personali restano invece destinati alle spese individuali, agli hobby, agli acquisti personali e ai risparmi privati.

Spese di coppia, quanto versare sul conto cointestato?

Una volta scelto il metodo dei tre conti, resta da stabilire quanto debba contribuire ciascuno. Per la maggior parte delle coppie, la scelta ricade su uno di questi sistemi, o su un’opzione intermedia tra i due.

Divisione 50 e 50

La soluzione più semplice consiste nel dividere tutte le spese a metà. Funziona bene quando i redditi sono simili e il peso economico delle spese è sostenibile per entrambi.

Divisione proporzionale al reddito

Quando invece gli stipendi sono molto diversi e uno dei due partner guadagna molto più dell’altro, molte coppie preferiscono una ripartizione proporzionale.

In questo caso ciascuno contribuisce in base alla propria capacità economica, evitando che le spese comuni pesino eccessivamente sul partner che guadagna meno.

Un esempio pratico

Immaginiamo che le spese comuni mensili siano pari a 1.200 euro al mese.

Se uno dei partner contribuisce al 60% e l'altro al 40%, il primo verserà 720 euro e il secondo 480 euro.

In questo modo entrambi partecipano alle spese in maniera più equa rispetto alle proprie entrate.

Le spese da includere nel conto cointestato

Per evitare dubbi e incomprensioni, è utile stabilire fin da subito quali costi verranno gestiti attraverso il conto condiviso.

Potreste includere:

  • affitto o rata del mutuo, spese condominiali (se convivete);
  • bollette di luce, gas, acqua e internet (se convivete);
  • spesa alimentare (se convivete);
  • abbonamenti utilizzati da entrambi;
  • vacanze e progetti comuni.
  • uscite e gite fuori porta
  • ristoranti

Le spese personali, invece, continuano a essere pagate dai rispettivi conti individuali.

Come evitare di litigare per i soldi in coppia

Nella maggior parte dei casi i problemi nascono da una mancanza di chiarezza. Per questo può essere utile dedicare periodicamente qualche minuto a verificare il budget, controllare l'andamento delle spese e confrontarsi sugli obiettivi futuri.

Anche creare un piccolo fondo per gli imprevisti può contribuire a ridurre lo stress finanziario. Una riparazione in casa, una spesa medica o un elettrodomestico da sostituire diventano più facili da gestire quando esiste una riserva dedicata.


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