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Quanti conti correnti si possono avere? Conviene averne più di uno?

Aprire un secondo conto corrente, o anche un terzo, è più comune di quanto si pensi. C'è chi lo fa per tenere separate le spese personali da quelle professionali, chi per avere un conto dedicato ai risparmi e chi semplicemente per approfittare di un'offerta più vantaggiosa senza chiudere il vecchio conto. Ma quanti conti conviene davvero avere, e come si gestiscono senza perdere il controllo?

Quanti conti correnti si possono avere in Italia

In Italia non esiste alcun limite legale al numero di conti correnti che una persona può aprire. Si può avere un conto presso una sola banca o distribuirli su più istituti diversi, in qualsiasi combinazione.

L'unico vincolo pratico è che ogni conto deve essere aperto rispettando i requisiti dell'istituto scelto: maggiore età, documento di identità, codice fiscale e, in alcuni casi, requisiti reddituali per accedere a condizioni specifiche. Non ci sono però soglie massime stabilite per legge.

Tutti i conti correnti intestati a una persona fisica vengono comunicati all'Anagrafe dei Conti, la banca dati dell'Agenzia delle Entrate che registra i rapporti finanziari dei contribuenti italiani.

Perché qualcuno sceglie di avere più conti correnti

Le ragioni per cui si decide di aprire un secondo o un terzo conto sono spesso molto pratiche.

La più comune è la separazione tra spese personali e professionali. Chi ha una Partita IVA o gestisce un'attività, anche piccola, trova utile avere un conto dedicato all'attività e uno per le spese private. Mescolare tutto su un unico conto rende difficile capire quanto si sta effettivamente spendendo in ciascun ambito e complica la gestione contabile.

C'è poi chi usa un secondo conto come conto di servizio per gli acquisti online, collegandoci una carta con un plafond limitato. In caso di furto dei dati della carta, il danno è circoscritto a quel conto, senza toccare il saldo principale.

Altri aprono un secondo conto per sfruttare condizioni più vantaggiose su operazioni specifiche: un conto senza commissioni sui prelievi all'estero per i viaggi, un conto con un cashback interessante sugli acquisti, o semplicemente un'offerta promozionale conveniente.

C'è infine chi distribuisce i propri soldi su più conti per restare entro la soglia di garanzia del Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi, che copre fino a 100.000 euro per depositante per banca. Chi detiene patrimoni significativi può trovare conveniente diversificare tra più istituti per moltiplicare la copertura garantita.

Quanti conti correnti conviene avere davvero

Non esiste una risposta universale, ma una struttura semplice che funziona per molte persone prevede due o tre conti con funzioni distinte.

Un conto corrente principale su cui arrivano stipendio o entrate e da cui escono le spese ricorrenti: affitto o mutuo, bollette, domiciliazioni, spese quotidiane. È il conto che si usa ogni giorno e che deve essere sempre facilmente accessibile.

Un conto di risparmio o conto deposito dove confluisce la quota mensile messa da parte, separata dalla liquidità operativa. Tenerla su un conto diverso riduce la tentazione di spenderla e rende visibile il progresso verso i propri obiettivi. Conto Arancio di ING è pensato esattamente per questo: si affianca al Conto Corrente Arancio, si gestisce dalla stessa app e permette di tenere separati i risparmi dalla liquidità quotidiana.

Un eventuale conto secondario per esigenze specifiche: acquisti online, spese professionali, viaggi. Ha senso solo se ha una funzione precisa e non aggiunge complessità inutile alla gestione quotidiana.

Oltre questo schema, il rischio è che la moltiplicazione dei conti diventi controproducente: più conti significano più estratti conto da controllare, più scadenze da tenere a mente e, spesso, più costi.

I costi da tenere sotto controllo con più conti

Ogni conto corrente può avere un canone mensile, costi per le carte associate, spese per le operazioni e l'imposta di bollo annuale. Con un solo conto questi costi sono facili da tenere sotto controllo; con più conti si moltiplicano e possono erodere in modo silenzioso il vantaggio che si pensava di ottenere aprendoli.

Prima di aprire un secondo conto, vale la pena fare un calcolo semplice: il beneficio atteso supera i costi fissi aggiuntivi? Se la risposta non è chiaramente sì, probabilmente non conviene.

L'imposta di bollo merita un'attenzione specifica. Si applica a ogni conto con una giacenza media annua superiore a 5.000 euro, per un importo fisso di 34,20 euro all'anno per conto. Chi distribuisce i propri risparmi su più conti può trovarsi a pagare l'imposta più volte, mentre concentrandoli su uno solo potrebbe pagarne una sola.

Come organizzare più conti correnti in modo efficiente

Avere più conti funziona solo se si ha un sistema chiaro per gestirli.

Il punto di partenza è assegnare a ogni conto una funzione precisa e rispettarla. Le entrate arrivano sul conto principale, da cui poi si distribuiscono le quote verso gli altri conti secondo un piano definito. Le spese correnti escono dal conto operativo, i risparmi restano sul conto deposito, le spese specifiche vanno sul conto dedicato.

Il modo più efficace per gestire più conti senza pensarci ogni mese è automatizzare i trasferimenti. Un bonifico ricorrente che parte il giorno dell'accredito dello stipendio elimina la necessità di ricordarselo e rende il sistema autogestito.

La maggior parte delle app bancarie permette di impostare bonifici ricorrenti in pochi passaggi. Una volta configurati, funzionano in autonomia e richiedono solo una verifica periodica per assicurarsi che le cifre siano ancora in linea con la propria situazione.

Domande frequenti su quanti conti correnti avere (FAQ)

Avere più conti correnti influisce sull'ISEE?

Sì. Tutti i conti correnti intestati a un componente del nucleo familiare concorrono al calcolo dell'ISEE, che considera la giacenza media annua di ciascun conto. Distribuire i propri risparmi su più conti non riduce l'ISEE: la somma complessiva rimane la stessa.

Posso avere conti correnti in banche diverse?

Sì, senza alcuna limitazione. Anzi, avere conti presso banche diverse è la soluzione più comune per chi vuole sfruttare offerte specifiche di istituti diversi o vuole distribuire il patrimonio per restare entro i limiti di garanzia del FITD su ciascun istituto.

Avere più conti correnti complica la dichiarazione dei redditi?

In generale no, perché i conti correnti ordinari non generano redditi tassabili da dichiarare. Se invece si hanno conti deposito che maturano interessi, questi sono già tassati alla fonte dalla banca con una ritenuta del 26%, quindi non richiedono ulteriori adempimenti in dichiarazione. L'unica complessità può riguardare la compilazione dell'ISEE, per cui bisogna raccogliere i dati di giacenza di tutti i conti.

 

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Il presente articolo è stato redatto per conto di ING Bank N.V. – Milan Branch dal content team di Pro Web Digital Consulting (Cerved Group). L’articolo ha una finalità esclusivamente informativa e non va quindi inteso in alcun modo come consiglio finanziario, economico o di altra natura. Le informazioni contenute sono fornite unicamente a scopo divulgativo e non rappresentano un invito o una raccomandazione a promuovere acquisti, sollecitare operazioni di investimento, o intraprendere decisioni economiche di qualsiasi tipo. Nessuna decisione, di investimento o di altro tipo, deve essere presa unicamente sulla base dei contenuti qui riportati


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