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Fondo pensione: conviene davvero? Come funziona e quanto versare

Quanto prenderò di pensione? Chi non se lo è domandato almeno una volta. La risposta può variare, e anche di molto. Ma le stime dell’INPS ci danno già un’indicazione chiara: versando regolarmente i contributi, il valore della tua pensione si aggirerà intorno al 50-70% del tuo ultimo stipendio se andrai in pensione tra il 2050 e il 2070. Tradotto: per mantenere più equilibrio e serenità anche in futuro, può essere utile iniziare a programmare per tempo questo momento, in modo da poterti godere la pensione alla grande.

Come farlo? Con un fondo pensione. In questo articolo trovi risposte concrete, e spiegazioni semplici per capire come funziona e perché aprirne uno può essere un’ottima idea.

Quanto sarà la tua pensione (e perché sarà più bassa)

Per capire perché la pensione sarà più bassa dello stipendio, è importante comprendere come funziona il calcolo della pensione, che avviene con il sistema contributivo.

Il sistema contributivo spiegato semplice

Dal 1996 la pensione si calcola con il sistema contributivo. Cosa significa? Lavorando, ogni mese tu (e il tuo datore di lavoro, se sei dipendente) versate dei contributi, corrispondenti a circa il 25-35% della tua RAL (retribuzione annua lorda). La somma di questi contributi si chiama montante contributivo, che cresce anno dopo anno e viene rivalutato in base all’andamento del PIL italiano. Quando andrai in pensione, questo montante verrà trasformato in una rendita usando dei coefficienti stabiliti per legge, che dipendono soprattutto dalla tua età.

In pratica:

  • Nel sistema contributivo non c’è un legame diretto con l’ultimo stipendio.
  • Conta soprattutto quanto versi durante tutta la vita lavorativa.
  • Contributi più alti e carriere più continue portano, in genere, a una pensione più alta.
  • Anche l’età di uscita conta: più tardi vai in pensione, più aumenta l’importo.
  • Se versi poco o in modo discontinuo, la pensione sarà più bassa.

La pensione pubblica non basta più?

Il tasso di sostituzione è la percentuale che esprime il rapporto tra pensione e ultimo stipendio. E sì, sta scendendo.

I motivi principali:

  • I contributi che versi oggi servono a pagare le pensioni attuali, non la tua pensione futura. L’Italia è un Paese che ha tanti pensionati e pochi lavoratori. Così, il sistema fa più fatica a sostenersi.
  • Carriere lavorative meno lineari.
  • Stipendi che crescono meno rispetto al passato.
  • Maggiore aspettativa di vita (la pensione deve durare più anni).

Per questo, potrebbe essere una buona idea integrare il tuo assegno futuro con quello di un fondo pensione.

Cos’è un fondo pensione e come funziona

Un fondo pensione è uno strumento di previdenza complementare che ti permette di costruire una seconda pensione, da affiancare a quella pubblica. 

Funziona così:

  • Versi contributi (anche piccoli e regolari).
  • I tuoi soldi vengono investiti con l’obiettivo di farli crescere di valore nel lungo periodo.
  • A fine carriera puoi ottenere una rendita (ricevere i soldi un po’ alla volta, come con la pensione pubblica), oppure un capitale (ricevere una grande somma tutta assieme).

Quanto rende un fondo pensione

Il rendimento medio dei fondi pensione tra il 2016 e il 2026 è stato di circa il 2,75% (fonte). Ipotizziamo che questo possa essere il rendimento medio per 30 anni. In questo caso, se versi 100 euro al mese nel fondo pensione:

  • Versi in totale: 100 × 12 × 30 = 36.000€
  • Ogni anno il capitale cresce in media del 2,75%.
  • Dopo trent’anni potresti avere circa: 55.000 – 56.000€.

Ricorda che questo è solo un esempio basato sulla media dei rendimenti passati. Il tuo fondo pensione potrebbe rendere di più o di meno in base all’andamento dei mercati, alla composizione, ai costi, e al profilo di rischio che scegli.

Vantaggi del fondo pensione

Ma il fondo pensione non è un investimento come gli altri. Ha dei vantaggi speciali.

TFR e contributo datoriale nel fondo pensione

Uno dei grandi vantaggi del fondo pensione è il contributo del datore di lavoro. Se sei dipendente, aderisci a un fondo pensione e versi anche il TFR, spesso l’azienda è obbligata ad aggiungere un contributo extra di tasca propria al tuo fondo. È, a tutti gli effetti, denaro in più che non avresti senza il fondo pensione.

I vantaggi fiscali del fondo pensione

Un altro dei punti più forti del fondo pensione è che risparmi sulle tasse

I contributi che versi nel fondo pensione sono deducibili fino a 5.300€ all’anno.
In pratica funzionano così:

  • l’importo versato viene sottratto dal tuo reddito imponibile
  • su quella parte non paghi l’IRPEF.

Esempio semplice: se versi 2.000€ e hai un’aliquota del 35%, puoi risparmiare circa 700€ di tasse. Ricordati di dichiarare i contributi al fondo pensione nel 730!

Cosa cambia per i fondi pensione dal 2026: le novità

Dal 1° luglio 2026 sono scattate alcune novità importanti per i fondi pensione. Vediamo le principali.

  • Per i nuovi assunti nel settore privato entra in vigore l’adesione automatica alla previdenza complementare: hai 60 giorni dall’assunzione per scegliere cosa fare del tuo TFR, cioè se destinarlo a un fondo pensione oppure lasciarlo in azienda.
  • Se non fai una scelta entro questo termine, scatta automaticamente l’iscrizione al fondo previsto dal contratto collettivo, o quello più diffuso in azienda, con il versamento di TFR + contributo del datore di lavoro + contributo minimo del lavoratore.
  • Ci sono alcune eccezioni: chi ha già aderito in passato continua con la previdenza complementare, mentre chi non è alla prima assunzione e non ha mai aderito può lasciare il TFR in azienda.
  • Anche i contratti a termine oltre i 60 giorni rientrano nel meccanismo.
  • Il limite annuo di deducibilità dei contributi sale da 5.164,57€ a 5.300€, quindi potrai sottrarre dal reddito imponibile una quota leggermente più alta di versamenti al fondo pensione.

Quanto è tassato il fondo pensione

Inoltre, la pensione del fondo è tassata meno di quella “normale” e anche meno del tuo stipendio! La tassazione del fondo pensione varia tra il 15% e il 9%, in base agli anni di permanenza. Più a lungo resti nel fondo, meno tasse pagherai, raggiungendo l’aliquota del 9% dopo 35 anni di permanenza. Questa tassazione può variare se richiedi i soldi prima di andare effettivamente in pensione, ma in questo articolo non ci addentreremo in lungaggini fiscali.

FAQ - Domande e risposte sul fondo pensione

Il fondo pensione conviene?

Non c’è una risposta univoca, perché la pensione deve adattarsi alla tua situazione personale. Nel complesso, il fondo pensione ha numerosi vantaggi che lo rendono una valida soluzione per il tuo futuro. In particolare, per la deduzione fiscale, la tassazione, e se hai accesso al contributo del datore di lavoro.

Posso ritirare i soldi dal fondo pensione prima della pensione?

Sì, ma solo in casi specifici: spese mediche gravi (fino al 75%), acquisto o ristrutturazione della prima casa dopo 8 anni (fino al 75%) o esigenze personali (fino al 30%).

Quanto versare al fondo pensione ogni mese?

Non esiste una cifra fissa. Anche 50–100€ al mese possono bastare, se investiti con costanza nel tempo. L’importante è iniziare presto, perché il tempo è uno dei migliori alleati negli investimenti.

Fondo pensione o altri investimenti (PAC): cosa conviene?

Il fondo pensione è pensato per la pensione e offre vantaggi fiscali e contributo aziendale. Altri investimenti, compreso il piando di accumulo del capitale (PAC) sono più flessibili ma senza questi benefici.

Conviene mettere il TFR nel fondo pensione?

Spesso sì. Nel fondo pensione il TFR viene investito e può rendere di più nel lungo periodo. Inoltre, se sei dipendente puoi aggiungere il contributo del datore di lavoro.

Quanto devo versare per avere 500€ al mese di pensione integrativa dopo 35 anni?

Ipotizziamo che il tuo fondo pensione renda il 2,75% annuo e che tu voglia ottenere una pensione integrativa di 500€ al mese, cioè 6.000€ all’anno.

Partiamo dall’obiettivo finale.

Per ottenere una rendita, il capitale accumulato viene trasformato in pensione con dei coefficienti legati all’età. In media, serve un capitale pari a circa 25–30 volte la rendita annua.

Quindi:

  • 6.000€ × 25 = 150.000€
  • 6.000€ × 30 = 180.000€

Servono quindi circa 150.000–180.000€.

Ora vediamo come arrivarci in 35 anni.

Con un rendimento medio del 2,75% annuo:

  • versando circa 150€ al mese puoi arrivare intorno a 140.000–150.000€
  • versando circa 200€ al mese puoi arrivare intorno a 170.000–180.000€

Servono: 150–200€ al mese.

Questa è una base teorica. Nella pratica:

  • il contributo del datore di lavoro può aumentare il capitale;
  • il TFR può accelerare la crescita;
  • puoi incrementare i versamenti nel tempo.

 

Fondo pensione: una scelta che può fare al caso tuo

Ora che ne sai di più sui fondi pensione, hai a disposizione gli strumenti per capire se questa soluzione può fare al caso tuo. È uno strumento da valutare in base alla tua età, al tipo di lavoro, alla continuità dei tuoi redditi, ai vantaggi fiscali e alla possibilità di usare TFR e contributo del datore di lavoro. L’importante è pensarci e prendere una decisione.


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