Scadenze fiscali Partita IVA: il calendario completo 2026
Gestire una Partita IVA significa anche tenere sotto controllo un calendario di scadenze che si ripete ogni anno, con alcune variazioni tra regime forfettario e ordinario. Saltare una scadenza non significa solo pagare in ritardo: significa pagare di più, con sanzioni e interessi che si accumulano. Conoscere in anticipo tutte le scadenze fiscali per partita IVA del 2026 è il primo passo per non farsi trovare impreparati.
Quali sono le principali scadenze fiscali per la Partita IVA nel 2026?
Per molti le date più importanti dell'anno per chi ha la Partita IVA sono due: giugno e novembre rappresentano i principali appuntamenti per saldo e acconti delle imposte sui redditi, ma durante l'anno possono essere previsti ulteriori adempimenti fiscali e contributivi
30 giugno 2026
- Versamento del saldo delle imposte relative al 2025 (IRPEF in ordinario, imposta sostitutiva in forfettario)
- Versamento della prima rata dell'acconto 2026 (40% dell'acconto totale, se superiore a 257,52 euro)
- Versamento del saldo dei contributi INPS relativi al 2025 (Gestione Separata e artigiani/commercianti)
Per i titolari di Partita IVA soggetti agli ISA e per i forfettari, il Decreto Accise quater ha spostato questa scadenza al 20 luglio 2026, senza maggiorazioni. Chi non rientra nella proroga può comunque versare entro il 30 luglio con una maggiorazione dello 0,40%.
Il saldo e il primo acconto di giugno sono rateizzabili fino a un massimo di 6 rate mensili per le Partite IVA, con scadenza il 16 di ogni mese da giugno a novembre.
30 novembre 2026
- Versamento della seconda rata dell'acconto 2026 (60% dell'acconto totale)
- Presentazione del Modello Redditi PF 2026 (termine ordinario: 2 novembre 2026, slittato per festività)
La seconda rata di novembre non è mai rateizzabile e va versata per intero entro quella data.
Altre scadenze ricorrenti
- 16 maggio, 20 agosto, 16 novembre, 16 febbraio 2027: rate fisse dei contributi INPS per artigiani e commercianti. La data esatta può variare se il 16 cade di sabato o di domenica (slittando al primo giorno lavorativo utile).
- 31 marzo 2026: versamento imposta di bollo sulle fatture elettroniche del 4° trimestre 2025.
- 2 giugno 2026: versamento imposta di bollo sulle fatture elettroniche del 1° trimestre 2026.
- 30 settembre 2026: versamento imposta di bollo sulle fatture elettroniche del 2° trimestre 2026.
- 2 dicembre 2026: versamento imposta di bollo sulle fatture elettroniche del 3° trimestre 2026.
Quali scadenze cambiano in base al regime fiscale
La differenza principale tra forfettario e ordinario riguarda l'IVA e gli adempimenti collegati.
Solo per il regime ordinario:
- Liquidazione e versamento dell'IVA mensile o trimestrale tramite F24
- Presentazione delle LIPE (Liquidazioni Periodiche IVA) trimestrali
- Dichiarazione IVA annuale (entro il 30 aprile)
- Versamento IRAP, se dovuta
Solo per il regime forfettario:
- Versamento dell'imposta sostitutiva al posto dell'IRPEF (codici tributo 1792-1794)
- Nessun versamento IVA periodico, nessuna LIPE, nessuna dichiarazione IVA annuale
Comuni a entrambi i regimi:
- Versamento saldo e acconti tramite modello F24
- Contributi previdenziali INPS o cassa professionale
- Imposta di bollo sulle fatture elettroniche (quando dovuta)
- Presentazione del Modello Redditi PF
Dove controllare le scadenze fiscali aggiornate
Il calendario fiscale ufficiale è pubblicato sul sito dell'Agenzia delle Entrate, dove è possibile filtrare per tipologia di contribuente e tipo di adempimento. Le date possono variare in caso di proroghe disposte con decreto, come avvenuto nel 2026 con la proroga al 20 luglio per forfettari e soggetti ISA. Prima di ogni scadenza è sempre utile verificare che non siano intervenute modifiche.
Cosa succede se si salta una scadenza fiscale
Non versare entro la scadenza non comporta l'annullamento del debito: l'importo resta dovuto, con l'aggiunta di sanzioni e interessi.
Per regolarizzare un versamento tardivo si può ricorrere al ravvedimento operoso, che permette di sanare la propria posizione pagando l'importo dovuto, gli interessi maturati e una sanzione ridotta. La riduzione è tanto maggiore quanto prima si interviene: per questo, in caso di ritardo, conviene regolarizzare il prima possibile. Le percentuali applicate possono cambiare per effetto delle modifiche normative: per i dettagli aggiornati è utile consultare il sito dell'Agenzia delle Entrate o confrontarsi con il proprio commercialista.
Come organizzarsi durante l'anno per non arrivare impreparati
Conoscere le scadenze è necessario, ma non sufficiente: bisogna anche avere la liquidità per farvi fronte quando arrivano.
Alcune pratiche concrete:
- Accantonare una percentuale di ogni incasso destinata agli obblighi fiscali e previdenziali, fin dal primo incasso dell'anno. Non a fine mese, non prima delle scadenze: subito, appena il pagamento arriva sul conto.
- Tenere separata la liquidità fiscale da quella operativa, su un conto dedicato. Mescolare tutto sullo stesso conto rende impossibile capire quanta disponibilità sia realmente libera.
- Segnare le scadenze in calendario con un promemoria almeno 30 giorni prima, per avere il tempo di verificare gli importi con il commercialista e organizzare i pagamenti.
- Confrontarsi regolarmente con il commercialista, almeno una volta a metà anno, per aggiornare le stime di acconto e verificare se la percentuale accantonata è adeguata.
Per approfondire come gestire le finanze dell'attività durante l'anno, puoi leggere il nostro articolo su come gestire le finanze da lavoratore autonomo.
Con Conto Corrente Arancio Business di ING puoi gestire i pagamenti F24 direttamente dall'app, e affiancare al conto Extra Money Arancio Business, il conto deposito non vincolato dedicato alle Partite IVA, per tenere separata la liquidità destinata alle scadenze fiscali, beneficiare delle condizioni economiche previste dal prodotto e trasferirla sul conto corrente collegato quando serve, ad esempio per pagare le tasse.
Domande frequenti sulle scadenze fiscali della Partita IVA (FAQ)
Le scadenze fiscali sono le stesse per tutti i regimi?
Le date principali (30 giugno e 30 novembre) sono le stesse per tutti. Cambiano gli adempimenti: i forfettari non hanno versamenti IVA periodici, LIPE o dichiarazione IVA annuale, mentre chi è in ordinario deve rispettare anche queste scadenze aggiuntive.
Posso pagare le tasse a rate se non ho liquidità sufficiente?
Sì, ma solo in parte. Il saldo e il primo acconto di giugno sono rateizzabili fino a 6 rate mensili per le Partite IVA. Il secondo acconto di novembre generalmente non è rateizzabile: va versato per intero entro quella data. In caso di difficoltà, il ravvedimento operoso permette di regolarizzare i versamenti tardivi limitando l'entità delle sanzioni.
Come faccio a sapere se ho saltato una scadenza fiscale?
Il modo più diretto è controllare il proprio cassetto fiscale sul sito dell'Agenzia delle Entrate, dove sono visibili i versamenti effettuati e le eventuali anomalie. In alternativa, il commercialista può verificare la posizione fiscale e individuare eventuali omissioni. Prima si scopre un mancato versamento, prima si può intervenire con il ravvedimento operoso e limitare i costi.
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