Ho fatto un bonifico e mi hanno truffato: come recuperare i soldi
Hai fatto un bonifico e solo dopo hai capito che dall’altra parte c’era un truffatore. In questa situazione il tempo pesa molto: il denaro può arrivare sul conto del destinatario in pochi secondi, e ogni ora che passa riduce la possibilità di trovarlo ancora lì. Questa guida spiega cosa fare subito, in quali casi la banca è tenuta a rimborsare e come funziona il richiamo del bonifico.
Truffa del bonifico: come funziona?
Secondo la Banca d’Italia, nei pagamenti online si può cadere vittima di una truffa in tre modi. Il truffatore può disporre lui stesso il pagamento dopo essersi procurato le tue credenziali, può modificare un ordine di pagamento legittimo intercettandolo con un malware, oppure può manipolarti fino a farti disporre il pagamento a suo favore.
L’ultimo caso è quello in cui sei tu a fare il bonifico, convinto da una storia falsa. In questa situazione sei tu stesso a superare i controlli di sicurezza della banca, ed è la differenza che pesa di più su quello che puoi ottenere dopo. Un bonifico che non hai disposto tu e un bonifico che hai disposto tu, anche se ingannato, hanno regole di rimborso molto diverse, come vedremo più avanti.
Cosa fare subito dopo una truffa con bonifico
- Contatta la banca dal numero ufficiale o dall’app e racconta cosa è successo. Chiedi di avviare subito il richiamo del bonifico e, se qualcuno ha operato sul tuo conto senza che tu lo disponessi, di bloccare gli accessi.
- Se non sei stato tu a disporre l’operazione, disconoscila per iscritto e chiedi il rimborso, indicando data, ora, importo e IBAN del destinatario.
- Cambia le credenziali dell’home banking, soprattutto se hai cliccato su un link, scansionato un QR code o installato qualcosa su richiesta di un estraneo.
- Conserva tutte le prove: ricevuta del bonifico, messaggi, email, screenshot di annunci e profili, numeri di telefono usati.
- Presenta denuncia a un ufficio di polizia o dei Carabinieri. Per le truffe online il portale Commissariato di PS online (commissariatodips.it) permette di inviare una segnalazione.
Il primo punto va fatto il prima possibile, anche prima di aver raccolto tutti i documenti: la richiesta di richiamo funziona solo se il denaro è ancora sul conto di arrivo.
Si possono recuperare i soldi di un bonifico ordinario?
Dipende da quanto tempo è passato. Finché la banca non ha eseguito l’ordine, un bonifico ordinario si può in genere revocare. Se invece è già stato eseguito, lo strumento disponibile è il richiamo: la tua banca chiede alla banca del beneficiario di restituire la somma.
Il richiamo non dà nessuna garanzia. La restituzione richiede in genere il consenso del beneficiario e riguarda solo il denaro ancora presente sul suo conto. Un truffatore che ha già svuotato il conto, o che non risponde, rende il recupero molto difficile. Conviene chiedere alla banca conferma scritta che la richiesta è partita e quale risposta è arrivata dall’altra banca.
Con il bonifico istantaneo le cose si complicano. Il denaro arriva in meno di dieci secondi e l’ordine è irrevocabile fin dal momento in cui lo disponi. La Banca d’Italia avverte che, in caso di IBAN sbagliato o di truffa, recuperare l’importo è molto difficile se non impossibile, perché il destinatario ne dispone subito.
Quando la banca è tenuta a rimborsare
Per capire se hai diritto al rimborso, la domanda di partenza è se hai autorizzato tu l’operazione.
Se il bonifico non l’hai disposto tu, ad esempio perché qualcuno ha usato le tue credenziali, si tratta di un’operazione non autorizzata. Il D.lgs. 11/2010 prevede che la banca rimborsi l’importo entro la fine della giornata operativa successiva a quella in cui viene a conoscenza dell’operazione, ripristinando il conto come se l’addebito non fosse mai avvenuto. La banca può sospendere il rimborso solo se sospetta una frode da parte del cliente, e deve segnalarlo alla Banca d’Italia. Può invece rifiutarlo, o riaddebitarlo dopo un’istruttoria, se dimostra che hai agito con dolo o colpa grave, per esempio consegnando le credenziali a un estraneo. L’operazione va contestata il prima possibile e comunque entro 13 mesi dall’addebito.
Se invece il bonifico l’hai disposto tu, magari perché ingannato da un finto operatore della banca o da un venditore inesistente, l’operazione risulta autorizzata. In questo caso la banca di regola non è tenuta a rimborsarti, e la Banca d’Italia chiarisce che il ricorso all’Arbitro Bancario Finanziario è escluso per i pagamenti fatti con il tuo consenso. Restano il richiamo e la denuncia. Se hai dubbi su come inquadrare il tuo caso, descrivi i fatti con precisione nel disconoscimento e nel reclamo, indicando come è stato eseguito il bonifico.
Un’eccezione riguarda la verifica del beneficiario. Dal 9 ottobre 2025 le banche devono controllare che il nome inserito corrisponda all’IBAN. Se la banca non ha fornito questa verifica nelle modalità previste dalla legge, la Banca d’Italia precisa che risponde dell’esecuzione di un bonifico a un beneficiario sbagliato e deve rimborsarti subito.
Se la banca rifiuta il rimborso o non risponde, puoi presentare un reclamo scritto: per i servizi di pagamento la banca deve rispondere entro 15 giorni lavorativi. In caso di risposta tardiva o insoddisfacente puoi inviare un esposto alla Banca d’Italia e presentare ricorso all’Arbitro Bancario Finanziario, che costa 20 euro, restituiti in caso di esito favorevole, e non richiede un avvocato.
Le truffe con bonifico più diffuse
La più frequente è quella del finto operatore della banca. Ricevi un SMS o una telefonata da un numero che sembra quello della tua banca, ti dicono che il conto è sotto attacco e ti chiedono di spostare i soldi su un conto “sicuro”. La Polizia di Stato ha diffuso avvisi proprio su questo schema, che usa lo spoofing per falsificare il numero chiamante. La banca non ti chiede mai i dati di accesso al conto, né per telefono né via email, e non ti chiede di spostare soldi per metterli al sicuro.
Un altro schema è quello del venditore o dell’annuncio falso: paghi con bonifico un prodotto che non arriverà mai. Il bonifico istantaneo è particolarmente comodo per chi vuole incassare e sparire.
Vi sono poi truffe che sfruttano l’ingegneria sociale: un parente che dice di essere in difficoltà e chiede soldi, una vincita da riscuotere, un rimborso, una multa da pagare o il blocco della carta. In tutti i casi compare quasi sempre un elemento di urgenza, pensato per farti agire d’impulso.
Per aziende e professionisti esistono varianti specifiche, come la truffa del capo, con una finta email del dirigente che chiede un pagamento urgente, e la truffa della fattura, in cui un finto fornitore comunica nuove coordinate bancarie.
Come prevenire le truffe con bonifico
Quando qualcuno ti chiede di fare un bonifico con urgenza, fermati e verifica. Richiama la banca, il familiare o l’azienda su un numero che conosci già, mai su quello da cui sei stato contattato.
Controlla sempre l’esito della verifica del beneficiario: se nome e IBAN non coincidono, non procedere. Il controllo aiuta con gli errori ma non sempre con le frodi, quindi non basta da solo.
Imposta un limite agli importi che puoi trasferire tramite bonifico: se qualcuno riuscisse a entrare nel tuo conto, l’importo che potrebbe sottrarre sarebbe limitato. Con Conto Corrente Arancio di ING il limite giornaliero è preimpostato a 2.000 euro e puoi modificarlo dall’app, in Altre azioni > Limiti bonifici. Vale per tutti i bonifici SEPA, anche istantanei.
Per capire meglio come funziona il bonifico istantaneo e a cosa fare attenzione prima di usarlo, puoi leggere la nostra guida al bonifico.
Domande frequenti sulle truffe con bonifico (FAQ)
Entro quanto tempo bisogna segnalare la truffa alla banca?
Subito, appena te ne accorgi: il richiamo ha possibilità di successo solo se il denaro è ancora sul conto del beneficiario. Per disconoscere un’operazione non autorizzata il limite è di 13 mesi dall’addebito, ma va fatto il prima possibile.
Serve la denuncia per recuperare i soldi?
No, non è obbligatoria per chiedere il rimborso alla banca, ma è utile per le indagini e la banca può chiederla in un secondo momento. Per la truffa la querela va in genere presentata entro tre mesi da quando si scopre il fatto.
Si può annullare un bonifico istantaneo?
No, dopo l’invio è irrevocabile. Puoi però chiedere subito alla banca di tentare il richiamo, che riesce solo se il beneficiario acconsente a restituire la somma. Un bonifico ordinario non ancora eseguito dalla banca si può invece in genere revocare.
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