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Garante del mutuo: chi può farlo, cosa rischia e come proteggersi

Qualcuno ti ha chiesto di fare da garante per il suo mutuo. O forse sei tu ad aver bisogno di un garante per ottenere il finanziamento che la banca da solo non ti concederebbe. In entrambi i casi, è importante capire bene di cosa si tratta: fare da garante non è una formalità, ma un impegno concreto con conseguenze reali sul proprio patrimonio.

Cos'è il garante del mutuo e a cosa serve

Il garante è una figura che la banca può richiedere quando il richiedente del mutuo non ha, da solo, un profilo creditizio sufficientemente solido: reddito troppo basso, contratto di lavoro a termine, storia creditizia assente o con qualche ombra. In questi casi, la presenza di un garante offre alla banca una garanzia aggiuntiva: se il debitore principale non paga, la banca può rivalersi sul garante.

Differenza tra garante, fideiussore e cointestatario

I termini vengono spesso usati in modo intercambiabile, ma non sono sinonimi.

Il fideiussore è la figura giuridica precisa: chi firma una fideiussione si impegna a rispondere personalmente del debito altrui, con tutto il proprio patrimonio, in caso di insolvenza del debitore principale. Il garante, nel linguaggio comune, è spesso proprio il fideiussore.

Il cointestatario è invece una figura diversa: è comproprietario del mutuo, co-debitore a tutti gli effetti. Non è una garanzia aggiuntiva, ma una parte attiva del contratto, con gli stessi diritti e obblighi del debitore principale, inclusa la comproprietà dell'immobile, salvo accordi diversi.

Chi può fare da garante per un mutuo

Non esiste un elenco tassativo di chi può fare da garante: la banca valuta caso per caso il profilo del potenziale garante, con criteri simili a quelli usati per valutare il richiedente principale.

In linea generale, un buon garante deve avere:

  • Reddito stabile e dimostrabile: da lavoro dipendente, autonomo o da pensione. La banca vuole la certezza che, in caso di necessità, il garante abbia effettivamente le risorse per onorare il debito.
  • Buona storia creditizia: niente segnalazioni negative in CRIF, niente debiti in sofferenza, niente finanziamenti in arretrato.
  • Capacità patrimoniale: il garante ideale ha un patrimonio (immobiliare o finanziario) che offre una garanzia reale oltre a quella del reddito.
  • Età compatibile con la durata del mutuo: alcune banche pongono limiti di età massima al momento della scadenza del mutuo, sia per il debitore che per il garante.

Cosa rischia il garante di un mutuo

Il rischio principale è chiaro: se il debitore smette di pagare, la banca si rivale sul garante. Non dopo aver esaurito tutte le vie contro il debitore principale, ma - nel caso della fideiussione solidale, la forma più comune - direttamente e immediatamente, a sua scelta.

In pratica questo significa che la banca può chiedere al garante di saldare le rate arretrate, e in caso di mancato pagamento può procedere al pignoramento dei beni del garante: conto corrente, stipendio o pensione nei limiti previsti dalla legge, immobili di proprietà.

Il garante viene anche segnalato nelle banche dati del credito se il debitore principale è in mora. Questo può rendere più difficile per il garante ottenere finanziamenti in proprio nel periodo in cui la garanzia è attiva e il debitore è inadempiente.

Infine, la presenza di una fideiussione attiva incide sulla capacità di credito del garante: le banche la considerano un impegno potenziale nel valutare eventuali richieste di finanziamento.

Come tutelarsi prima di accettare di fare da garante

Accettare di fare da garante è una decisione che va ponderata con la dovuta attenzione. Alcune accortezze concrete:

  • Valutare la solidità finanziaria del debitore. Prima di firmare, è utile capire davvero la situazione economica di chi chiede la garanzia: reddito stabile, storico di pagamenti affidabile, capacità di sostenere la rata nel tempo. Non si tratta di diffidenza, ma di prudenza.
  • Leggere attentamente il contratto di fideiussione. I termini contano: una fideiussione solidale espone il garante al pagamento immediato in caso di insolvenza; una fideiussione con beneficio di escussione prevede invece che la banca si rivolga prima al debitore principale. Quest'ultima forma è più tutelante per il garante, ma meno comune.
  • Farsi assistere da un professionista. Prima di firmare, un consulente legale o finanziario può aiutare a comprendere l'entità dell'impegno e a valutare se ci sono alternative meno rischiose.
  • Verificare la presenza di clausole limite. Alcune fideiussioni prevedono un importo massimo garantito o una durata limitata: elementi che riducono l'esposizione del garante e che vale la pena negoziare prima di firmare.

Quando e come si può togliere il garante da un mutuo

Rimuovere il garante da un mutuo non è un'operazione automatica: richiede il consenso della banca, che valuterà se il debitore principale è nel frattempo diventato sufficientemente solido da sostenere il mutuo da solo.

I presupposti tipici per fare questa richiesta sono:

  • Miglioramento del profilo creditizio del debitore: un contratto di lavoro diventato a tempo indeterminato, un aumento del reddito, un patrimonio cresciuto nel tempo.
  • Rimborso regolare delle rate per un periodo significativo: dimostrare alla banca che il mutuo viene onorato puntualmente da anni è il modo più efficace per sostenere la richiesta.
  • Riduzione del debito residuo: un capitale residuo più basso rispetto al valore dell'immobile rafforza la posizione del debitore.

La banca non è obbligata ad accettare: può rifiutare o condizionare la rimozione alla sostituzione del garante con un'altra garanzia. In caso di accordo, la modifica viene formalizzata con un atto notarile di modifica del contratto di mutuo.

 

Domande frequenti sul garante del mutuo (FAQ)

Sono garante di un prestito non pagato: cosa posso fare?

Il primo passo è cercare di risolvere la situazione con il debitore principale, prima che la banca si rivalga sul garante. Se la banca ha già avviato le procedure, è consigliabile rivolgersi a un legale per valutare le opzioni disponibili, tra cui il diritto di rivalsa sul debitore principale dopo aver pagato al suo posto.

Il garante viene segnalato in CRIF se il debitore non paga?

Sì. In caso di insolvenza del debitore, anche il garante può essere segnalato nelle banche dati del credito, con impatto sulla propria capacità di ottenere finanziamenti.

Il garante diventa proprietario della casa?

No. La garanzia è un impegno finanziario, non un diritto sull'immobile. Il garante non acquisisce alcuna quota di proprietà sulla casa oggetto del mutuo, nemmeno se interviene a pagare le rate al posto del debitore. In quel caso, matura un diritto di rivalsa sul debitore, ma non sulla casa.

Il garante può vendere casa propria mentre è sotto garanzia?

Sì, non esistono divieti legali. Tuttavia, se la vendita riduce significativamente il patrimonio del garante, la banca potrebbe richiedere garanzie sostitutive o aggiuntive, in base alle condizioni del contratto di fideiussione. È sempre utile verificare cosa prevede il contratto prima di procedere.

Un pensionato può fare da garante?

Sì, a patto che la pensione sia di importo sufficiente e che l'età non superi i limiti posti dalla banca in relazione alla durata residua del mutuo. Non è una soluzione sempre percorribile, ma in molti casi è accettata.

Chi ha già un finanziamento in corso può fare da garante?

Dipende. La banca valuta il rapporto tra il reddito del potenziale garante e i suoi impegni finanziari già in essere. Se il finanziamento in corso pesa in modo significativo sul reddito disponibile, la banca potrebbe ritenere il profilo insufficiente. Non è un divieto assoluto, ma un elemento che incide sulla valutazione.

Chi ha già un mutuo intestato a proprio nome può fare da garante?

Anche qui dipende dalla situazione complessiva. Un mutuo in essere riduce la capacità di garanzia residua, ma non la azzera necessariamente. La banca calcola il peso complessivo degli impegni finanziari sul reddito del potenziale garante.

 

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