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Concerti, occhio ai token! Perché ti fanno spendere di più

Non si salvano più nemmeno i festival di provincia. Comprare una birra, una maglia, un panino con carta o contanti è ormai insolito. Al loro posto sono molto diffusi i token: gettoni di plastica dal prezzo considerevole e impossibili da usare fuori dalla sede dei concerti dove vengono venduti. In questo articolo conosciamo meglio queste valute della musica live e vediamo in che modo ti spingono a spendere di più.

Cosa sono i token

I token sono una sorta di valuta parallela usata durante concerti e festival. Li compri in cassa (o online), li scambi con cibo, bevande o merchandising e… fine. Non hanno valore fuori dall’evento e, nella maggior parte dei casi, non sono rimborsabili.
Secondo le inchieste di Il Post, Today e Altroconsumo, chi organizza i concerti e i festival li introduce per velocizzare le code, semplificare i pagamenti e i resti e migliorare la sicurezza. Il problema è quello che succede dopo che li hai in tasca.

Perché i token fanno spendere di più

Il primo trucco è la conversione a pacchetti fissi. Spesso puoi comprare token solo a tranche da 5 o 10 euro. Anche se vuoi comprare solo una bottiglietta d’acqua, spesso devi convertire più denaro di quanto ne spenderai davvero.

Il secondo è il valore distorto: un token raramente equivale a un euro. Spesso ne vale due, a volte anche di più. Così spendere quattro token sembra poco, ma in realtà stai lasciando al bancone otto euro quasi senza accorgertene.

Infine, c’è il colpo di grazia: i resti inutilizzabili. I prezzi sono spesso studiati per lasciarti con token (o mezzi token) avanzati. Peccato che non possano essere restituiti né usati altrove. E spesso la cosa meno costosa costa comunque più di quello che ti è rimasto. Risultato: soldi spesi e mai davvero consumati.

Una pratica sempre più contestata

Per queste ragioni il sistema dei token è criticato. Altroconsumo lo definisce una pratica scorretta quando i gettoni non sono rimborsabili, perché limita la libertà di scelta del consumatore. Anche online, dai forum come Reddit alle inchieste giornalistiche, la frustrazione è evidente: la percezione è che il token non semplifichi davvero le transazioni per il pubblico. Soprattutto nell’era dei pagamenti contactless anche da telefono.

Token ai concerti: le alternative

In ambienti come i festival o i grandi concerti, usare i contanti può essere scomodo e creare lungaggini nei pagamenti. Per questo, oltre ai pagamenti contactless con carte bancarie fisiche o virtuali, si sta diffondendo anche un altro sistema per sostituire i token. I braccialetti cashless consentono di caricare un importo da usare nella sede del concerto finché necessario. La grande differenza rispetto ai token è la possibilità di ricevere indietro il credito inutilizzato, oltre a dover usare molta meno plastica.


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