Prestito per liquidità: quando conviene e come sceglierlo
A volte serve liquidità in tempi rapidi: una spesa imprevista, un'opportunità da cogliere, un momento di difficoltà temporanea. Il prestito per liquidità è lo strumento pensato per queste situazioni, un finanziamento personale che non richiede di giustificare l'utilizzo dei fondi e che si ottiene, nella maggior parte dei casi, in modo semplice e veloce.
Come ogni strumento di credito, però, conviene capire bene come funziona e quando ha senso usarlo.
Cos'è un prestito per liquidità e quando si usa
Il prestito per liquidità è un prestito personale senza vincolo di destinazione: la somma erogata può essere utilizzata liberamente, senza dover dimostrare alla banca per cosa si intende spenderla. È diverso, ad esempio, da un mutuo, vincolato all'acquisto di un immobile, o da un prestito finalizzato, come quello per un'auto o per un elettrodomestico, dove l'erogazione è legata all'acquisto di un bene specifico.
Le situazioni in cui si ricorre tipicamente a un prestito per liquidità sono diverse:
- Spese impreviste di importo significativo: una riparazione urgente, una spesa medica, un guasto alla macchina
- Esigenze familiari temporanee: supporto a un familiare, spese per un trasloco, costi legati a un cambio di lavoro
- Obiettivi personali che richiedono liquidità immediata: un viaggio importante, un corso di formazione, un progetto
- Gestione di un momento di difficoltà finanziaria temporanea: coprire un periodo di reddito ridotto in attesa di una ripresa
Non è invece lo strumento giusto per coprire spese ricorrenti o per risolvere problemi strutturali di liquidità: in quei casi, un prestito aggrava la situazione anziché risolverla.
Come funzionano i prestiti personali per liquidità
Il funzionamento è quello di un classico prestito personale. La banca o la finanziaria eroga una somma, che viene restituita attraverso rate mensili fisse per una durata prestabilita, a seconda dell'istituto e dell'importo.
Il costo del finanziamento è determinato dal tasso di interesse, espresso come TAN (Tasso Annuo Nominale) e come TAEG (Tasso Annuo Effettivo Globale). Il TAEG è il dato più utile per confrontare offerte diverse: include non solo gli interessi, ma anche le spese accessorie e rappresenta il costo reale complessivo del finanziamento.
La richiesta avviene in genere online o in filiale, con documentazione standard: documento di identità, codice fiscale e documentazione del reddito. La valutazione della banca si concentra sulla capacità di rimborso del richiedente: reddito, storico creditizio, eventuali altri impegni finanziari in corso. I tempi di risposta variano: alcune banche forniscono una risposta in poche ore, altre in qualche giorno lavorativo.
Conviene fare un prestito per avere liquidità?
La risposta dipende dalla situazione specifica, ma ci sono alcune considerazioni che aiutano a valutare.
Un prestito per liquidità conviene quando:
- La spesa da sostenere è reale e necessaria, e non si dispone della liquidità per affrontarla nell'immediato.
- Il piano di rimborso è sostenibile rispetto al proprio reddito: la rata non dovrebbe superare il 30-35% del reddito netto mensile, considerando anche eventuali altri impegni
- Il costo del finanziamento (TAEG) è ragionevole e inferiore al costo alternativo, ad esempio, rispetto a un ritardo in un pagamento che genererebbe penali o interessi di mora
Un prestito per liquidità non conviene quando:
- Si tratta di coprire spese voluttuarie che si potrebbe rimandare o ridimensionare.
- Si ha già un debito elevato in corso e la rata aggiuntiva renderebbe la situazione difficile da sostenere.
In ogni caso, prima di firmare è utile calcolare il costo totale del finanziamento (capitale restituito più interessi e spese) per avere chiaro quanto si pagherà complessivamente, non solo la rata mensile.
Come scegliere il prestito per liquidità più adatto
Non tutti i prestiti per liquidità sono uguali, ecco perché prima di scegliere devi prestare attenzione a questi elementi chiave:
- Confrontare il TAEG, non solo il TAN. Il TAN indica il tasso di interesse puro; il TAEG include tutti i costi e rappresenta il confronto corretto tra offerte diverse. Due prestiti con lo stesso TAN possono avere TAEG molto diversi se le spese accessorie variano.
- Valutare la flessibilità del piano di rimborso. Alcuni istituti permettono di modificare la rata, saltare un pagamento in caso di difficoltà temporanea o estinguere anticipatamente senza penali. Sono elementi che aumentano il valore dell'offerta, soprattutto in un contesto di incertezza. Prestito Arancio di ING, ad esempio, permette di saltare una rata fino a 3 volte o ridurla fino a 2 volte nel corso del piano, senza costi aggiuntivi.
- Verificare i costi di estinzione anticipata. Per i prestiti personali, la legge prevede che la penale non possa superare l'1% del capitale restituito in anticipo (o lo 0,5% se mancano meno di 12 mesi alla scadenza). Conoscere questo dato è utile se si prevede di poter rimborsare il prestito prima del termine.
- Considerare semplicità e velocità di accesso. Quando la liquidità serve in tempi rapidi, conta anche quanto è snella la procedura. Con Prestito Arancio la richiesta è interamente online e per chi ha già il Conto Corrente Arancio con accrediti regolari la risposta è immediata, con l'importo disponibile sul conto in 5 minuti.
Domande frequenti sul prestito per liquidità (FAQ)
Posso richiedere un prestito per liquidità se sono protestato?
In genere no. La presenza di un protesto è un segnale di rischio elevato per le banche e le finanziarie, che tendono a rifiutare la richiesta.
Un lavoratore autonomo può ottenere un prestito personale per liquidità?
Sì, ma con qualche difficoltà in più rispetto a un lavoratore dipendente. La banca richiede documentazione del reddito e valuta la continuità e la stabilità degli incassi. Un reddito dimostrabile e regolare nel tempo aumenta le probabilità di ottenere il finanziamento.
Posso estinguere anticipatamente un prestito per liquidità?
Sì. La normativa prevede il diritto all'estinzione anticipata in qualsiasi momento. La penale applicabile non può superare l'1% del capitale residuo (o lo 0,5% se mancano meno di 12 mesi alla scadenza). In caso di estinzione anticipata si ha anche diritto al rimborso della quota di interessi e costi non maturati.
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