Fido sul conto corrente: cos'è, come funziona e quando usarlo
Può capitare a tutti, prima o poi, di trovarsi con il conto corrente a zero proprio quando arriva una spesa imprevista. Il fido è lo strumento che permette di superare temporaneamente il saldo disponibile, fino a un limite concordato con la banca, senza bloccare i pagamenti e senza dover ricorrere a un prestito formale. Non è uno strumento gratuito, ma usato con consapevolezza può essere una rete di sicurezza utile.
Cos'è il fido sul conto corrente
Il fido bancario, tecnicamente chiamato apertura di credito in conto corrente, è un accordo con cui la banca mette a disposizione del correntista una somma aggiuntiva oltre il saldo disponibile, fino a un limite massimo prestabilito. In pratica, se il saldo è zero e il fido è di 1.000 euro, si può continuare a fare pagamenti fino a 1.000 euro in negativo.
Il fido non è un prestito nel senso tradizionale: non viene erogata una somma in una soluzione unica e non c'è un piano di rimborso a rate. Il saldo negativo viene ripianato man mano che entrano nuovi accrediti sul conto. Gli interessi maturano solo sui giorni e sugli importi effettivamente utilizzati.
La differenza tra fido e scoperto di conto non autorizzato
È una distinzione importante. Il fido è uno sconfinamento autorizzato: la banca ha valutato il profilo del correntista e ha concordato preventivamente un limite entro cui può andare in rosso. Le condizioni (tasso di interesse, eventuali commissioni, ecc.) sono definite nel contratto.
Lo scoperto non autorizzato è invece quando il saldo va in negativo senza che ci sia un fido attivo, o quando si supera il limite del fido concesso. In questo caso la banca può rifiutare i pagamenti oppure concedere uno sconfinamento tollerato, ma applicando condizioni molto meno favorevoli: tassi più alti, commissioni aggiuntive e potenziali segnalazioni
Come funziona il fido sul conto corrente
Una volta attivato il fido, funziona in modo trasparente: il saldo disponibile sul conto include automaticamente la linea di credito concordata. Se il conto ha 500 euro di saldo reale e un fido di 1.000 euro, il saldo disponibile mostrato dall'app è 1.500 euro. Quando si scende sotto zero, cioè quando si inizia a utilizzare il fido, iniziano a maturare gli interessi sulla parte negativa.
Come funziona il rimborso e quando scattano gli interessi
Il rimborso avviene automaticamente, man mano che arrivano accrediti sul conto. Non c'è una scadenza fissa né un piano di rimborso: ogni entrata riduce il saldo negativo. Gli interessi maturano giornalmente sulla somma effettivamente utilizzata e vengono addebitati con cadenza periodica, secondo quanto previsto dal contratto.
Questo meccanismo rende il fido uno strumento flessibile, ma anche uno in cui è facile perdere il controllo se non si monitora il saldo con regolarità. Un saldo leggermente negativo che rimane tale per settimane genera interessi che si accumulano silenziosamente.
Quanto costa il fido sul conto corrente
Il costo del fido si compone di più voci, che variano da banca a banca e dipendono dal contratto sottoscritto:
- Il tasso di interesse sulle somme utilizzate. È la voce principale: si applica sul saldo negativo per ogni giorno in cui il conto è sotto zero. È importante verificarlo prima di attivare il fido, perché può essere significativamente più alto di quello di un prestito personale.
- La commissione di disponibilità dei fondi. Alcune banche applicano una commissione periodica semplicemente per avere il fido attivo, indipendentemente dall'utilizzo. Va considerata nel calcolo del costo reale, anche quando non si usa mai il fido.
- Le commissioni per sconfinamento. In caso di superamento del limite concordato, possono scattare commissioni aggiuntive per ogni operazione che genera lo sconfinamento.
Prima di attivare un fido, è utile chiedere alla banca il TAEG effettivo, che include tutte le voci di costo e permette un confronto più accurato con alternative come un prestito personale.
Quando ha senso usare il fido e quando no
Il fido è uno strumento utile in situazioni specifiche, ma non è adatto a tutti gli usi.
Ha senso usarlo per coprire sfasamenti temporanei di liquidità: lo stipendio arriva il 27 e una bolletta va pagata il 25, oppure arriva una spesa imprevista di piccola entità che verrà ripianata nel giro di pochi giorni. In questi casi il fido evita il blocco dei pagamenti e il costo degli interessi è limitato, perché il saldo negativo dura poco.
Non ha senso usarlo come soluzione strutturale a problemi di liquidità ricorrenti. Se il conto va in rosso ogni mese e rimane negativo per settimane, il costo degli interessi si accumula rapidamente e il fido diventa una fonte di debito costosa. In questi casi è più conveniente valutare un prestito personale, che ha tassi in genere più bassi e un piano di rimborso definito.
Non ha senso nemmeno usarlo per spese discrezionali e non urgenti (es. uno sfizio costoso), quando si potrebbe semplicemente aspettare il prossimo accredito.
Come richiedere il fido sul conto corrente
La richiesta del fido si presenta alla propria banca, in filiale o sempre più spesso online attraverso l'area clienti. La banca valuta il profilo del richiedente e decide se concedere il fido e a quale importo.
Non tutte le banche offrono il fido su tutti i conti. Alcuni istituti lo prevedono solo per determinate tipologie di conto o solo per i clienti che accreditano lo stipendio. Vale la pena verificare le condizioni specifiche del proprio contratto o contattare il servizio clienti prima di farne richiesta.
I clienti ING con Conto Corrente Arancio possono richiedere il fido direttamente dall'app o dal sito, nella sezione Conto Corrente Arancio > Altre azioni > Fido. Per completare la richiesta è necessario aver accreditato lo stipendio o la pensione (con un importo minimo di 500 euro) oppure aver mantenuto un saldo medio superiore a 1.500 euro nei due mesi precedenti. La concessione rimane comunque soggetta alla valutazione del merito creditizio da parte della banca. Per maggiori informazioni puoi consultare la FAQ dedicata.
Domande frequenti sul fido sul conto corrente (FAQ)
Il fido influisce sul merito creditizio?
Avere un fido attivo non influisce negativamente sul merito creditizio, ma il modo in cui lo si usa sì. Un saldo frequentemente in rosso e vicino al limite del fido può essere interpretato dalle banche dati del credito come un segnale di difficoltà finanziaria, rendendo più difficile accedere ad altri finanziamenti.
Posso aumentare il limite del fido già concesso?
Sì, è possibile richiedere un aumento del limite. La banca rivaluta il profilo del richiedente al momento della richiesta: un reddito aumentato, una maggiore stabilità lavorativa o un buon storico di utilizzo del fido esistente sono elementi che supportano la richiesta. L'approvazione non è automatica e dipende dalla valutazione della banca.
Cosa succede al fido se cambio banca?
Il fido è legato al contratto con la banca che lo ha concesso. Se si cambia banca, il fido decade insieme al vecchio conto. Sulla nuova banca si può fare richiesta di un nuovo fido, che verrà valutato in modo indipendente. Se si ha un saldo negativo al momento della chiusura del vecchio conto, questo va ripianato prima di procedere con la chiusura.
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