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Riforma tassi benchmark

Mutuo Arancio

Hai un contratto a tasso variabile o a tasso rinegoziabile che usa il tasso LIBOR come tasso sostitutivo nella clausola di fallback? 

Ci sono novità!

Dal 1° gennaio 2022 i tassi LIBOR non saranno più pubblicati e ING provvederà a sostituire – con le modalità che saranno in seguito comunicate - nelle clausole di fallback dei contratti di mutuo interessati l’equivalente tasso €STR, basato sull’omonimo tasso calcolato e pubblicato dalla BCE.

Il tuo mutuo a tasso variabile o a tasso rinegoziabile continuerà ad avere come indice di riferimento il tasso EURIBOR o BCE così come previsto dal tuo contratto.

Se il cambiamento riguarda anche il tuo mutuo, sarai prontamente informato su tutte le novità.

Che cos’è la clausola fallback? Una previsione contrattuale che consente la sostituzione del tasso di riferimento non più disponibile con un nuovo tasso o stabilisce i criteri per individuare un tasso alternativo.

Scopri i dettagli nel documento.

Il contesto  
Negli ultimi anni, diverse banche centrali, autorità di regolamentazione e autorità dei mercati finanziari di tutto il mondo hanno intrapreso un ampio processo di riforma e revisione degli indici di riferimento.

Cosa sono i tassi di riferimento del mercato monetario?

Per indice di riferimento si intende un parametro “in riferimento al quale viene determinato l’importo da corrispondere per uno strumento finanziario o per un contratto finanziario, o il valore di uno strumento finanziario, oppure un indice usato per misurare la performance di un fondo di investimento allo scopo di monitorare il rendimento di tale indice ovvero di definire l’allocazione delle attività di un portafoglio o di calcolare le commissioni legate alla performance” (art. 1, Regolamento UE 2016/1011).

In particolare, gli Interbank Offered Rates (IBORs) sono i tassi di interesse di riferimento ai quali le banche si scambiano fondi nel mercato monetario non garantito a breve termine e sono ampiamente utilizzati per determinare i tassi di interesse e gli obblighi di pagamento per una varietà di prodotti quali il credito al consumo, i mutui, le obbligazioni a tasso variabile, i prestiti alle imprese, ecc. Gli IBORs più utilizzati a livello mondiale sono l’EURIBOR (Euro interbank offered rate) e il LIBOR (London interbank offered rate).

Dopo la crisi finanziaria del 2007, tuttavia, la fiducia nell’affidabilità e nella solidità dei tassi di riferimento interbancari esistenti è stata minata.
I timori che gli IBORs possano rappresentare una fonte di rischio sistemico per la stabilità finanziaria globale hanno indotto nel 2013 il G20 ad affidare al Financial Stability Board (FSB) il compito di revisionare e riformare i principali tassi di riferimento. Nel luglio 2013, l’International Organization of Securities Commissions (IOSCO) ha pubblicato i principi che devono essere alla base del calcolo degli indici di riferimento al fine del loro impiego nei mercati finanziari. A ciò hanno fatto seguito nel 2014 le proposte del FSB sull’attuazione dei principi IOSCO da parte degli amministratori degli indici di riferimento. La raccomandazione del FSB era di rafforzare gli IBORs legandoli ad un maggior numero di transazioni, ove possibile, e individuare tassi alternativi quasi privi di rischio (“Risk Free Rates”). I Risk Free Rates sono tassi con scadenza a un giorno robusti, legati a mercati sottostanti attivi e liquidi e, nel corso degli anni, sono stati scelti da organismi di regolamentazione e da associazioni di settore per sostituire gli IBORs in caso di loro cessazione.

EU Benchmark Regulation (BMR)
Il regolamento UE 2016/1011 sui tassi benchmark (BMR), entrato in vigore il 1° gennaio 2018, ha raccolto le indicazioni della IOSCO e ha definito il quadro normativo che regola tutti i benchmark finanziari a livello europeo, adeguando ai principi internazionali gli indici di mercato e la metodologia con cui vengono calcolati. Detto regolamento mira a rafforzare la fiducia dei partecipanti al mercato dei capitali negli indici usati come indici riferimento nell’Unione. Il Regolamento proibisce agli utilizzatori sottoposti alla supervisione europea di fare uso di un tasso benchmark, a meno che l’amministratore dell’indice non abbia ricevuto l’approvazione da un regolatore nazionale appartenete ad uno degli Stati Membri dell’Unione Europea, e a meno che il tasso di riferimento ed il suo amministratore non siano iscritti nel registro dei tassi benchmark tenuto presso l’Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati (European Securities and Markets Authority, ESMA). Il regolamento BMR stabilisce inoltre che i contratti e gli accordi tra prenditori e  prestatori contengano delle clausole di fallback, ossia clausole che stabiliscano quale benchmark regolerà il contratto nel caso in cui l’indice di riferimento stabilito inizialmente non sia più disponibile.

Emendamento della BMR
Il 22 gennaio 2021 la Commissione Europea e il Consiglio dell’Unione Europea hanno modificato la BMR. L’emendamento della BMR, entrato in vigore il 13 febbraio 2021, autorizza la Commissione Europea a designare, attraverso atti delegati, un sostituto per i tassi benchmark critici e per altri benchmark rilevanti (qualora la loro cessazione possa porre un significativo rischio per l’integrità dei mercati finanziari dell’UE o qualora i tassi di riferimento non siano più rappresentativi del mercato sottostante o dell’economia reale). La sostituzione operata attraverso la legge (“Sostituzione legale di un indice di riferimento”) impatterà tutti i contratti o gli strumenti finanziari regolati da una delle leggi degli Stati Membri dell’UE e indicizzati a un tasso di interesse benchmark, che non siano provvisti di un’adeguata clausola di fallback. La sostituzione legale di un indice di riferimento verrà stabilita dalla Commissione Europea sulla base delle raccomandazioni formulate dai gruppi di lavoro (per es. Alternative Reference Rates Committee per il LIBOR del dollaro USA, Working Group on Sterling Risk-Free Reference Rates per il LIBOR della sterlina) e a seguito di consultazioni pubbliche.

EURIBOR 
L’EURIBOR è un tasso benchmark di mercato non garantito, calcolato da un gruppo di banche selezionate e amministrato dall’Europe Money Market Institute (EMMI) che lo pubblica per diverse scadenze (una settimana, uno, tre, sei e dodici mesi).
Al fine di allinearsi alle previsioni del Regolamento BMR, l’EMMI ha sviluppato una nuova metodologia di calcolo (così detta “Metodologia Ibrida”), secondo la quale l’EURIBOR è calcolato sulla base delle transazioni realmente avvenute qualora dette transazioni siano disponibili e pertanto può continuare ad essere usato come benchmark nel rispetto della regolamentazione UE.

LIBOR
Il LIBOR, London Interbank Offered Rate, è attualmente calcolato a Londra dall’ICE Benchmark Administrator per 7 diverse scadenze, da un giorno a 12 mesi, e per 5 diverse divise (sterlina britannica, euro, dollaro americano, franco svizzero e yen giapponese) ed è soggetto alla regolamentazione delle autorità di vigilanza britanniche.
La Financial Conduct Authority (FCA) ha comunicato che la pubblicazione del LIBOR sarà garantita fino al 31 dicembre 2021 e di conseguenza le istituzioni finanziarie sono tenute ad aggiornare i contratti esistenti al fine di sostituire il LIBOR con un tasso di riferimento alternativo prima di tale data.

Clausole di Fallback
Le clausole di fallback sono previsioni contrattuali che attenuano il rischio di cessazione improvvisa del contratto in caso di indisponibilità permanente, modifica significativa, o dichiarazione di non rappresentatività da parte di un’autorità competente su uno o più tassi di riferimento. I contratti dotati di tali clausole:

  • consentono la sostituzione del tasso di riferimento non più disponibile con un nuovo tasso, quando possibile; oppure
  • stabiliscono criteri certi per individuare un tasso alternativo.

Al fine di minimizzare il rischio che il tasso LIBOR o altri tassi di riferimento possano essere dismessi, nonostante i partecipanti al mercato continuino ad avere delle esposizioni indicizzate a quei tassi, le istituzioni finanziarie e i clienti sono incoraggiati a utilizzare clausole di fallback che indichino un tasso di riferimento alternativo quale sostituto.
A livello europeo, al fine di mitigare il rischio associato alla cessazione della pubblicazione del LIBOR, il Working Group on Euro Risk Free Rates (Gruppo di Lavoro sui Tassi Euro Free Risk) ha pubblicato le proprie raccomandazioni sull’utilizzo di tassi EURIBOR di fallback basati sul tasso €STR e per l’individuazione degli eventi che dovrebbero far scattare l’utilizzo delle clausole di fallback (per approfondire, clicca qui).

Il tasso €STR 
L’€STR (Euro short-term rate) (“€STR”), calcolato e pubblicato dalla BCE a partire dal 2 ottobre 2019, è considerato il tasso free risk per l’Eurozona e riflette il costo in euro di finanziamento non garantito delle banche nell'area dell’Euro overnight. Il Working Group on Euro Risk Free Rates, nelle proprie raccomandazioni, ha individuato le metodologie da applicare per calcolare i tassi equivalenti al tasso EURIBOR alle diverse scadenze (1 settimana, 1 mese, 3 mesi, 6 mesi, 12 mesi) partendo dal valore del tasso €STR. 

L’impatto per i nostri Clienti
La cessazione della pubblicazione dei tassi LIBOR produce i suoi effetti sia sui contratti in essere che sui nuovi contratti, in particolare sui mutui ING a tasso variabile e a tasso rinegoziabile che utilizzano il tasso LIBOR come tasso sostitutivo nella clausola di fallback. Non appena i valori dei tassi a scadenza del tasso €STR saranno resi disponibili e pubblicati quotidianamente, ING provvederà a sostituire il tasso LIBOR presente nelle clausole di fallback dei contratti di mutuo proposti alla propria clientela al dettaglio con l’equivalente tasso €STR con stessa scadenza. La clientela esistente verrà informata, secondo le modalità che verranno in seguito definite, sull’aggiornamento della clausola di fallback presente nei loro contratti.

Per maggiori informazioni ti invitiamo a consultare:
Banca d’Italia al seguente link
Eur-Lex al seguente link
 

Il contenuto di questa pagina riflette l’interpretazione corrente della riforma degli indici di riferimento da parte di ING BANK NV, Milan Branch, suscettibile dunque di subire eventuali cambiamenti/aggiornamenti. Le informazioni riportate non intendono peraltro essere esaustive, non possono sostituire l’approfondita valutazione che un professionista indipendente può fornire riguardo ai potenziali impatti della riforma su uno specifico cliente e non costituiscono un consiglio o una raccomandazione. ING BANK NV, Milan Branch fornirà opportuni aggiornamenti su eventuali sviluppi della riforma degli indici di riferimento.