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Perché la Generazione Z è più colpita dall’inflazione?

I ragazzi under 30 non sanno cosa sia e cosa significhi una fiammata inflazionistica. Ma anche dai contesti difficili possono nascere opportunità interessanti.

L’inflazione è dolorosa per le tasche di tutti. Ma, curiosamente, sembra accanirsi in modo particolare sui giovani della Generazione Z, quelli nati cioè tra la fine degli anni Novanta e i primi anni Dieci del Duemila. Lo rileva una recente analisi di Bloomberg secondo cui, proprio mentre si laureano, vanno a vivere da soli, entrano nel mondo del lavoro, questi ragazzi vengono accolti (e travolti) dal più forte aumento dei prezzi degli ultimi 40 anni.

Non esattamente un modo piacevole per fare il proprio ingresso nell’età adulta.

Il motivo di questo “accanimento” anagrafico dell’inflazione è presto detto: spesso le generazioni più giovani non dispongono ancora di un “cuscinetto” sufficiente a far quadrare i conti con l’aumento dei prezzi. Inoltre, per chi non ha vissuto le crisi passate, il contesto economico attuale può essere a dir poco disorientante.

Inflazione, io non ti conosco

Di fatto, la Generazione Z non sa cosa sia e quali implicazioni abbia una fiammata inflazionistica, non avendo mai sperimentato un prolungato periodo di aumenti dei prezzi e dei tassi di interesse. E oggi, invece, si ritrova con un indice dei prezzi al consumo addirittura superiore al 5% in Italia e all’8,5% negli Stati Uniti, ben lontano dallo “zero virgola” cui negli ultimi 10 anni circa ci eravamo abituati un po’ tutti.

Non stiamo dicendo che per le altre fasce d’età sia un bel momento. Ma prova a pensarci. Nella fase della vita in cui si trovano i membri della Generazione Z ci sono tipicamente parecchie spese – il mutuo per la prima casa o il matrimonio, tanto per citarne alcune – mentre i risparmi accumulati sono ancora scarsi e anche lo stipendio è tendenzialmente più basso (proprio perché l’ingresso nel mondo del lavoro è piuttosto recente). Se i prezzi di beni e servizi iniziano a salire, le cose si fanno rapidamente parecchio complicate.

Negli States poi, circa il 34% degli adulti tra i 18 e i 29 anni è indebitato con il college che ha frequentato, come rileva la Education Data Initiative. E i salari, ahinoi, non crescono al passo con l’inflazione.

Il recente crollo del mercato azionario è la ciliegina sulla torta. E se è vero, come ti abbiamo ripetuto innumerevoli volte, che sul lungo termine le Borse tendono a recuperare le perdite – anche quelle più consistenti – è innegabile che vedere i propri pochi, sudati risparmi contrarsi giorno dopo giorno non è facile per nessuno.

Cos’è l’inflazione e cosa implica?

Brevissimo ripasso, giusto per non perdere il filo. L’inflazione consiste nell’aumento generalizzato dei prezzi di beni e servizi nell’arco di un certo periodo di tempo. La sua conseguenza più immediata consiste nella diminuzione del potere d’acquisto del denaro. Il motivo è semplice: se i prezzi salgono, con la stessa quantità di denaro riusciamo a comperare meno beni.

Come proteggersi dall’inflazione?

Ciò detto, cosa puoi fare per proteggere il tuo portafoglio? Il consiglio resta sempre lo stesso: niente panico. Anche se il 2022 non è iniziato nel migliore dei modi, con i prezzi in aumento e i mercati in calo, stringi i denti. Ne varrà la pena? Certo. Lo abbiamo detto e ripetuto tante volte: storicamente, i mercati azionari recuperano le perdite dopo i periodi di calo e, sul lungo termine, tendono a salire.

Ciò significa che, in realtà, potrebbe essere un buon momento per investire in indici ampi come l’S&P 500, proprio adesso che i prezzi sono più bassi. Anche perché lasciare i soldi parcheggiati sul conto corrente, in un momento di prezzi in aumento, è più rischioso che mai: significa lasciarli esposti ai morsi dell’inflazione, in grado di mangiarsene una bella fetta anche in poco tempo.

Primo passo: ridurre le spese

Parallelamente, vista l’aria che tira, meglio tagliare le spese superflue: hai pensato di dare un’occhiata ai servizi in abbonamento che paghi (e che magari non usi, perché non ti ricordi nemmeno più di averli)? Un’altra idea per ridurre gli sprechi potrebbe essere quella di sperimentare le meraviglie offerte dal mondo della sharing economy, come suggerisce Eric Walters, fondatore di Summit Hill Wealth Management, nell'articolo pubblicato da Bloomberg. Pensa al car sharing, ma anche a soluzioni come Airbnb per il turismo, per esempio.

Infine, può essere utile sapere quali sono i prodotti e i servizi più colpiti dall’inflazione: i prezzi del gas e dei biglietti aerei sono in aumento, mentre quelli per l’iscrizione a corsi sportivi o eventi e cinema restano tutto sommato stabili, ci dice sempre Bloomberg.

Iniziare a investire: come?

Insomma, qualcosa si può fare per adattare la propria vita a un contesto di prezzi in aumento, nell’attesa che l’inflazione rallenti la sua corsa. Quanto ai soldi che riesci eventualmente ad accantonare mese dopo mese, potrebbe essere una buona idea investirli sui mercati a prezzi d’occasione, magari con la modalità del PAC. Anche perché, in un contesto di tassi di interesse ancora bassi e inflazione elevata, il mercato azionario potrebbe essere l’unico ancora in grado di remunerare il capitale. A patto, ovviamente, di mettere in conto un po’ di volatilità. E di confrontarti con un consulente finanziario esperto prima di prendere qualunque decisione, anche per mettere meglio a fuoco il contesto.

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