Polizze vita, arriva il fondo di garanzia: ecco come funzionerà
Chi ha una polizza vita sa che si tratta di uno strumento pensato per proteggere il futuro, il proprio o quello dei propri cari. Ma cosa succede se è la compagnia assicurativa a trovarsi in difficoltà? Fino a poco tempo fa, in Italia non esisteva una risposta chiara a questa domanda. Ora sì.
Con l'approvazione dello Statuto da parte di IVASS, l'autorità di vigilanza del settore assicurativo, il Fondo di Garanzia per le polizze vita entra nella fase operativa e si prepara a diventare un punto di riferimento concreto per milioni di assicurati. L'iniziativa, istituita dalla Legge di Bilancio 2024, rappresenta una svolta nella gestione dei rischi sistemici del settore assicurativo vita, dotando il mercato italiano di uno strumento simile a quello già in vigore da tempo per la tutela dei depositi bancari.
Cos'è il Fondo di garanzia per le polizze vita
Il Fondo di garanzia è un consorzio di diritto privato supervisionato da IVASS, istituito per intervenire a beneficio dei titolari di polizze vita sottoscritte con le compagnie aderenti, in caso di liquidazione coatta amministrativa, ovvero quando una compagnia va in dissesto finanziario e non può più onorare i propri impegni con i clienti.
Quando interviene il Fondo di garanzia
Il Fondo interviene quando la compagnia non è più in grado di far fronte agli obblighi verso i contraenti e i beneficiari, in particolare nei casi di liquidazione coatta amministrativa.
Oltre al ristoro diretto, lo strumento potrà operare anche in via preventiva per evitare il dissesto, potendo concedere finanziamenti, prestare garanzie, acquisire attività e passività o rilevare rami d'azienda delle compagnie in difficoltà. Non si tratta quindi solo di un meccanismo di rimborso a posteriori, ma di uno strumento che può intervenire anche per prevenire le crisi prima che diventino irreversibili.
Quanto copre il Fondo di garanzia
La copertura standard è fissata fino a 100.000 euro per ciascun avente diritto, nei limiti previsti dalla disciplina sulle prestazioni protette.
Il limite si applica per singolo assicurato e per singola compagnia. Se un cliente possiede più polizze con la stessa società per un totale superiore a 100.000 euro, il Fondo interverrà solo per i primi 100.000 euro. Al contrario, se il capitale è distribuito su due compagnie diverse, l'intera somma risulterà protetta.
Chi finanzia il Fondo
Il Fondo è finanziato con contributi annuali così ripartiti: almeno l'80% a carico delle imprese di assicurazione aderenti, calcolati in base agli impegni verso gli assicurati e al profilo di rischio; il restante 20% a carico degli intermediari aderenti, proporzionato al volume dei prodotti vita intermediati e ai ricavi generati.
A regime, al decimo anno di attività, il Fondo avrà una dotazione complessiva di 3 miliardi di euro. Ogni anno le compagnie dovranno versare una somma pari allo 0,4 per mille delle rispettive riserve vita. Non sono previsti contributi pubblici: si tratta di un sistema interamente privato, finanziato dagli operatori del settore.
Quali compagnie devono aderire
L'adesione al Fondo è obbligatoria per le imprese assicurative italiane autorizzate a operare nei rami vita, per gli intermediari assicurativi iscritti al RUI che abbiano intermediato almeno 50 milioni di euro di premi annui nei rami vita, e per le succursali di compagnie assicurative extracomunitarie autorizzate in Italia, salvo partecipino a sistemi di garanzia equivalenti nel paese di origine.
L'adesione non è facoltativa: la mancata adesione comporta gravi conseguenze, come la revoca dell'autorizzazione per le imprese o la cancellazione dal RUI per gli intermediari.
Vale però notare un limite importante: le imprese con sede in altri Paesi dell'Unione che operano in Italia in regime di libera prestazione di servizi o di stabilimento non sono obbligate ad aderire al fondo italiano e possono farlo solo su base volontaria. Questo significa che non tutte le polizze vita vendute in Italia godono automaticamente della stessa protezione.
Cosa cambia per chi ha una polizza vita
Per la maggior parte degli assicurati, il Fondo di garanzia introduce una tutela che prima non esisteva. Chi ha sottoscritto una polizza vita con una compagnia italiana nei rami coperti può ora contare su un rimborso fino a 100.000 euro in caso di insolvenza della propria compagnia, una soglia analoga a quella prevista per i depositi bancari dal Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi.
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