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Talento in fuga: per il 70% dei neolaureati, in Italia il talento non è adeguatamente riconosciuto. Lo stipendio decide se andare all’estero o restare (62%)

  • Nell’ambito dell’evento “Giovani, talento e mondo del lavoro. Restare o partire: cosa offre l’Italia?” ING ha presentato i risultati della seconda edizione della ricerca ING People Insights Lab, realizzata con YouGov, sul rapporto tra neolaureati, stage e valorizzazione del talento.
  • Per il 55% dei giovani le opportunità di apprendimento e formazione sono determinanti nella scelta dello stage.
  • Per il 56% la valorizzazione del talento passa da un riconoscimento economico adeguato.
  • Quando si tratta di scegliere tra Italia ed estero, per il 62% il fattore decisivo resta la retribuzione.

 

Le aziende in Italia valorizzano il talento dei giovani? Quali sono i fattori che possono trattenere i neolaureati in Italia? A queste domande risponde la seconda edizione della ricerca sul rapporto tra giovani, talento e mondo del lavoro dell’ING People Insights Lab, realizzata da ING Italia - sede italiana del Gruppo bancario olandese ING, presente con 41 milioni di clienti in più di 100 Paesi e quotato ad Amsterdam, Bruxelles e New York – in collaborazione con YouGov, che ha coinvolto 411 giovani tra i 20 e i 30 anni laureati negli ultimi due anni.

 

Stage diffusi, ma non sempre pagati adeguatamente

Secondo la survey di ING Italia e YouGov, l’esperienza di stage resta cruciale nel percorso di inizio carriera: circa la metà dei rispondenti ha svolto almeno uno stage negli ultimi 3 anni. Poco più della metà di chi ha effettuato almeno uno stage (6 su 10) ha ricevuto un compenso, con una media di 607 euro mensili, leggermente in aumento rispetto all’edizione 2025 della ricerca, in cui la media era di 565 euro. Solo il 14% degli stagisti ha percepito più di 800€ al mese (dato in crescita rispetto al 9% del 2025).

Nella scelta dello stage emergono con chiarezza tre fattori prioritari: le opportunità di apprendimento e formazione (55%), la possibilità di assunzione (48%) e l’ammontare del rimborso spese (47%). Circa la metà dei giovani neolaureati ha rifiutato almeno uno stage e, tra chi lo ha fatto, la ragione principale (36%) è rappresentata da un rimborso spese troppo basso.

 

Per i neolaureati l’Italia non valorizza il talento

L’indagine mette in luce una percezione diffusa: il 70% dei giovani ritiene che il talento non sia adeguatamente riconosciuto in Italia. In particolare, le aziende non sembrano in grado di garantire i tre principali fattori che secondo i neolaureati valorizzano il talento, ovvero: un riconoscimento economico adeguato (56%), le opportunità di crescita professionale (53%), work-life balance, flessibilità e smart working (48%).

Quest’ultimo è un fattore particolarmente rilevante per chi ha già avuto esperienza di stage (53%), mentre le opportunità di crescita sono più importanti per le donne (63%), un dato che riflette le persistenti difficoltà nel raggiungere pari opportunità di carriera e accesso a ruoli di maggiore responsabilità.

 

Restare in Italia? Decide lo stipendio

Se nella scelta dello stage il compenso è solo uno dei fattori da considerare, ma non il principale, quando si tratta di decidere se restare in Italia o andare all’estero diventa decisivo: il 62% indica lo stipendio come elemento principale per restare in Italia. Seguono a distanza la possibilità di assunzione (40%) e le opportunità di apprendimento e formazione (35%). Chi ha già svolto uno stage attribuisce particolare importanza anche alla flessibilità dell’orario di lavoro (32%) e allo smart working (27%).

 

Stage: occasione di apprendimento, ma prospettive incerte

Lo stage si conferma un’esperienza utile soprattutto sul piano formativo: la metà dei giovani (50%) che lo hanno svolto dichiara di aver acquisito competenze relazionali e di lavoro in team, la stessa percentuale riconosce anche di aver ottenuto competenze tecniche.

Nonostante ciò, emerge un quadro critico sul fronte delle prospettive: circa il 38% dei neolaureati tra i 20 e i 30 anni non ha alcun tipo di aspettativa o ha aspettative basse sulla possibilità di ottenere un’offerta di lavoro, un dato che evidenzia una diffusa sfiducia verso la reale capacità dello stage di tradursi in opportunità concrete. Solo 1 su 4 ritiene probabile che uno stage in Italia possa trasformarsi in un lavoro stabile, confermando un clima di incertezza che rischia di indebolire la motivazione e la fiducia dei giovani nel proprio percorso professionale. Questo ottimismo è particolarmente sentito da chi ha una laurea tecnico scientifica (36%) e da chi ha svolto uno stage retribuito (37%).

 

Perché si rifiuta uno stage

Circa la metà dei giovani neolaureati ha rifiutato almeno uno stage. Quali sono le ragioni del rifiuto? Il tema economico resta centrale tra le motivazioni: il 36% tra chi ha rifiutato, lo ha fatto a causa di un rimborso spese considerato troppo basso o assente, mentre il 27% per aver ricevuto un’offerta più interessante, segnale di un mercato in cui le opportunità si moltiplicano e il confronto tra proposte è sempre più rilevante.

In questo contesto emerge quindi una crescente competitività tra le aziende, chiamate a strutturare offerte di stage sempre più attrattive e complete per intercettare i candidati migliori.

 

La risposta di ING

I dati della ricerca sono stati presentati nell’ambito dell’evento “Giovani, talento e mondo del lavoro. Restare o partire: cosa offre l’Italia?”, organizzato nella sede milanese di ING Italia, a cui hanno preso parte Costanza Ramorino, Head of HR ING Italia; Marianna Poletti, Employer Branding Consultant & Content Creator; Fabiana Manager, Career Coach & Content Creator; Tomaso Greco, Editore e Attivista. All’evento hanno partecipato anche giovani neolaureati e neolaureate che, dopo la presentazione dei dati, si sono cimentati in un hackathon tech in cui hanno potuto mettere in pratica le proprie competenze per ideare soluzioni innovative e inclusive, con un’attenzione particolare all’accessibilità per le persone con disabilità. I giovani partecipanti hanno avuto inoltre l’opportunità di interagire con il management della banca, di conoscere le opportunità aperte e l’offerta ING Italia per supportare l’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro, inclusi gli stage e International Talent Programme (ITP).

Per ING Italia i giovani professionisti rappresentano una fonte di innovazione a sostegno della crescita del nostro business nel Paese”, ha dichiarato Costanza Ramorino, Head of HR di ING Italia. “Il nostro obiettivo è attrarre, far crescere e trattenere i migliori talenti e per questo investiamo in stage retribuiti adeguatamente, percorsi strutturati e opportunità di sviluppo reali. Vogliamo costruire un’organizzazione sempre più inclusiva e capace di valorizzare il talento, perché è dalle persone e dalla loro energia che passa la nostra ambizione di diventare una banca universale capace di servire fasce di clienti sempre più diversificate e ampie.”

In linea con i tre principali fattori che, secondo la ricerca, valorizzano il talento, ING dimostra il proprio impegno attraverso iniziative concrete: sul fronte del riconoscimento economico, la banca nel 2025 ha innalzato il rimborso spese degli stage a 1.500 euro netti al mese, affiancato da un pacchetto di welfare che include buoni pasto da 7 euro per ogni giorno lavorato (anche in smart working) e l’accesso a programmi di wellbeing. Per quanto riguarda flessibilità e work-life balance, ING adotta un modello di smart working che prevede 4 giorni al mese in presenza in ufficio, con ulteriore flessibilità nei mesi di luglio e agosto o per chi ha particolari esigenze personali o di salute. Mentre, in termini di opportunità di crescita, promuove percorsi strutturati per neolaureati come l’International Talent Programme e altre iniziative dedicate allo sviluppo professionale. Un impegno riconosciuto anche attraverso l’ottenimento quest’anno, per il 13° anno consecutivo, della certificazione Top Employer.

 

Per approfondire le opportunità di stage attive, è possibile visitare il profilo LinkedIn ufficiale di ING Italia e il sito: https://careers.ing.com/it/.