Soldi, App e benessere: il digitale aiuta a stare meglio 7 italiani su 10 e migliora la gestione finanziaria per 6 su 10
La ricerca “Soldi, digitale e benessere” di ING People Insights Lab con YouGov, realizzata in occasione dei 25 anni di Digital Banking di ING in Italia, mostra che il 70% degli italiani vede un impatto positivo del digitale sulla vita quotidiana e il 59% sulla gestione del denaro, soprattutto grazie al monitoraggio in tempo reale di saldo e spese.
- Il digitale è strutturale nel rapporto con il denaro: 9 su 10 hanno un conto e 6 su 10 vedono un impatto positivo sulla gestione finanziaria (soprattutto i più giovani). Il digital banking abilita controllo, semplicità e consapevolezza.
- Per 6 su 10 controllare il conto dà tranquillità; per una minoranza, soprattutto tra i Millennials, può generare ansia e timore di imprevisti.
- Il digitale rafforza autonomia e consapevolezza: il 62% si sente più consapevole rispetto al passato e circa 1 su 3 più libero e in controllo.
- Per molti la banca ideale è digitale (controllo, velocità, semplicità), ma serve fiducia e supporto umano. L’IA incuriosisce: 4 su 10 la userebbero per investire, ma oltre metà è cauta, segno che la fiducia non si automatizza sempre.
Uno swipe sullo smartphone e un’occhiata al saldo raccontano quanto il digitale sia entrato nella quotidianità. La nuova ricerca ING People Insights Lab, realizzata da ING Italia con YouGov per i 25 anni di Digital Banking di ING in Italia, evidenzia che il 70% degli italiani riconosce un impatto positivo del digitale sulla vita quotidiana e il 59% sulla gestione del denaro, grazie soprattutto al monitoraggio in tempo reale.
Su un campione rappresentativo di 1039 italiani over 18, emerge una gestione più informata ma emotivamente complessa: 1 italiano su 2 si sente stressato quando si parla di soldi (soprattutto donne e Millennials). Per 6 su 10 controllare il conto genera tranquillità, mentre per altri può aumentare ansia e timore di imprevisti. Al tempo stesso il digitale rafforza autonomia e consapevolezza: il 62% si sente più consapevole rispetto al passato e circa 1 su 3 si sente più libero e in controllo, ma resta centrale il bisogno di fiducia e di equilibrio tra tecnologia e relazione umana.
Il “lato Zen” del Digital Banking: 8 italiani su 10 guardano il conto corrente ogni settimana e l’operatività digitale conquista anche le fasce più mature
Il conto corrente è quasi universale (9 su 10) e oltre 1 italiano su 2 opera online. La filiale pesa sempre meno: 3 Millennials su 5 fanno tutto online e 1 Gen Z su 2 non va mai in filiale; anche tra i Boomer cresce l’operatività digitale (47% fa tutto online). Controllare il conto è un rito: 8 italiani su 10 lo fanno almeno una volta a settimana (spesso via app). Per il 58% è rassicurante, ma il 15% si stressa e il 41% ammette di aver evitato almeno una volta il controllo per paura di ciò che avrebbe trovato.
Restano differenze generazionali: i Millennials vivono il controllo con più ansia, la Gen Z è più a suo agio nel digitale (pur non immune alle emozioni) e i Boomer restano più legati alla relazione, pur usando sempre più l’online. Il digitale semplifica, ma non “anestetizza”.
Soldi tra stress e competenza: se 1 italiano su 2 si sente sotto pressione nel gestire le finanze, cresce la consapevolezza
Nonostante il controllo sia più semplice, la gestione del denaro resta una sfida: 1 italiano su 2 si sente sotto pressione (tra donne e Millennials circa 6 su 10). Crescono però le competenze percepite: il 57% si sente competente e il 62% più consapevole rispetto al passato. Nelle scelte finanziarie gli italiani vogliono restare protagonisti, ma cercano anche confronto e rassicurazioni (Boomer più orientati al consulente, giovani a reti di fiducia).
La banca ideale? Per 2 su 3 è digitale, ma un “digitale umano”
Per 2 italiani su 3 la banca ideale è digitale: veloce, semplice, immediata. Ma “digitale” non significa “da soli”: oltre metà degli italiani (e 2 su 3 tra i più maturi) considera essenziale poter contare su un consulente reale quando serve. La Gen Z privilegia fluidità e semplicità, i Millennials chiedono strumenti per pianificare meglio, la Gen X cerca equilibrio, i Boomer restano più cauti e relazionali.
Il digitale convince quasi tutti: italiani fan di controllo, velocità, semplicità e più protagonisti
Tra i principali vantaggi del digitale: controllo di saldo e spese in tempo reale (79%) e pagamenti facili e veloci (77%, 84% tra i Boomer), con più consapevolezza delle uscite. Per il 36% degli uomini e il 41% degli utilizzatori di banca digitale il beneficio è anche una maggiore autonomia decisionale. Restano aree di miglioramento: sicurezza dei dati (14%), trasparenza e rapidità nella risoluzione dei problemi; la Gen Z chiede un’esperienza più fluida e i Millennials strumenti per pianificare il budget.
E l’Intelligenza Artificiale? Affascina, ma non convince del tutto: il 38% proverebbe un chatbot per investire, ma 1 su 2 resta scettico. I più fiduciosi sono uomini e attuali utilizzatori di banca digitale (46%), i più cauti donne e Boomer (30%): quando si parla di patrimonio, la fiducia non sempre si automatizza.
C’è anche il tema social: la Gen Z passa in media 3 ore al giorno sui social e 1 giovane su 3 confronta la propria situazione economica con ciò che vede online, con possibili effetti su ansia, stress e soddisfazione personale (per oltre 1 su 4 diventa una fonte di stress). I social influenzano anche gli acquisti (soprattutto tra i più giovani, 1 su 10); l’impatto negativo dell’elevata esposizione online sulle spese è riconosciuto soprattutto da Millennials (25%) e uomini (20%). Tra i Boomer, invece, l’online non influirebbe sulle spese per 2 su 3. Il digitale rende il denaro più visibile e gestibile, ma non più semplice sul piano emotivo: il benessere finanziario resta una questione di equilibrio tra strumenti digitali e componente umana.
Andrea Diamanti, CEO di ING Italia ha commentato così i risultati della ricerca: “Il digital banking è diventato una leva concreta di benessere, autonomia e consapevolezza per gli italiani: 6 su 10 riconoscono l’impatto positivo sulla gestione del denaro e il 62% si definisce più consapevole nella gestione del proprio patrimonio. Per ING questo risultato ha un significato speciale: da 25 anni siamo pionieri nel digital banking in Italia e lavoriamo per rendere la banca sempre più semplice, accessibile e vicina alle persone. Allo stesso tempo la tecnologia da sola non basta: le evidenze emerse ci dicono che persone chiedono anche fiducia, trasparenza e supporto quando serve. Per questo continuiamo a credere in un modello ‘digitale umano’, in cui la tecnologia semplifica l’esperienza bancaria, ma la relazione resta essenziale nei momenti a maggiore valore aggiunto, come ad esempio la consulenza finanziaria. Guardando al futuro, vogliamo continuare a essere protagonisti di questa trasformazione, secondo la logica ‘digital always, human when you need it’.