Il lavoro che cambia: arriva la guida “Itinerari del benessere organizzativo”
Promossa da ING Italia, la guida nasce dal confronto e dalla collaborazione fra un ampio network di organizzazioni: Alastair Shooting Star Fund, Dynamo Camp, Marsh Jointly, Fondazione Progetto Itaca ETS e Valore D.
Disponibile gratuitamente sul sito di ING Italia e dei partner, offre dati, strumenti pratici e domande per aiutare persone, manager, team e organizzazioni a trasformare l’ascolto in azioni concrete.
Il benessere organizzativo è definito, in linea con i principi promossi dall’Organizzazione Internazionale del Lavoro, come la capacità di un’organizzazione di promuovere mantenere il benessere fisico, psicologico e sociale delle persone. Oggi significa guardare alla qualità complessiva dell’esperienza di lavoro e alle condizioni che permettono alle persone di contribuire, crescere e collaborare nel tempo, a vantaggio anche degli impatti sul business.
È questo legame tra qualità dell’esperienza lavorativa e qualità della performance a emergere anche dai dati: le aziende che adottano strategie di Corporate Wellbeing registrano fino al 20% di produttività in più, mentre le evidenze sperimentali associano a un maggiore benessere un incremento medio della produttività di circa il 10% (Marsh Jointly e The European House – Ambrosetti, 2024; De Neve, Krekel e Ward, 2019).
Allo stesso tempo, le evidenze richiamano l’attenzione sulla qualità dell’esperienza di lavoro: 12 miliardi di giornate lavorative vengono perse ogni anno nel mondo per depressione e ansia, con un costo stimato di 1.000 miliardi di dollari in termini di produttività (WHO, Mental health at work, 2026). In Italia, il 36% delle oltre 11.000 persone coinvolte nella ricerca LONG-boarding di Valore D indica la stanchezza come stato d’animo prevalente negli ultimi sei mesi di lavoro.
È in questo contesto che ING Italia, insieme ad Alastair Shooting Star Fund, Dynamo Camp, Marsh Jointly, Fondazione Progetto Itaca ETS e Valore D presenta “Gli itinerari del benessere organizzativo”, una guida pratica, gratuita e scaricabile dal sito di ING Italia, che propone un approccio concreto alla qualità del lavoro, con l’obiettivo di promuovere e diffondere il più possibile buone pratiche di benessere organizzativo tra realtà diverse, facendo leva sul network delle organizzazioni coinvolte.
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La Guida parte da un assunto semplice: il benessere organizzativo non coincide con la somma di benefit economici e non può essere affidato soltanto alla capacità delle singole persone di adattarsi. Dipende anche dalla qualità del contesto in cui si lavora, un mix che unisce molteplici elementi come priorità, carichi di lavoro, processi, relazioni, leadership, opportunità di sviluppo, inclusione e uso della tecnologia.
La Guida affronta il tema partendo da due profonde trasformazioni che attraversano oggi tutte le organizzazioni.
Da un lato, la presenza di quattro generazioni negli stessi contesti di lavoro invita a considerare bisogni diversi nelle varie fasi della vita professionale e personale, attraverso modalità di lavoro, opportunità di apprendimento, percorsi di sviluppo e soluzioni di welfare più flessibili e differenziate.
Dall’altro, l’intelligenza artificiale sta modificando attività, competenze e modalità di collaborazione: il 25% dei lavoratori dichiara di essere preoccupato per il suo impatto sul proprio lavoro, mentre il 35% si sente pronto a collaborare con l’AI (BEF Index dell’Osservatorio BenEssere Felicità, Ipsos-Doxa, 2026). La tecnologia può semplificare le attività e sostenere l’apprendimento, accompagnarne l’adozione attraverso competenze, consapevolezza e modalità di utilizzo sostenibili diventa quindi parte integrante della qualità del lavoro.
La Guida propone un percorso modulare, che osserva il benessere organizzativo da 4 prospettive - persona, manager, team e organizzazione - e 7 dimensioni interconnesse: dalla salute psicologica e fisica alla qualità del lavoro, dalle relazioni all’inclusione, fino allo sviluppo, al benessere digitale e alle diverse fasi di vita. A guidare la riflessione attraverso questi percorsi è un metodo comune in 5 passaggi - comprendere, osservare, orientarsi, agire e verificare - affiancato da domande e bussole operative per supportare azioni concrete e verificabili.
Competenze diverse, un lavoro condiviso
La pubblicazione è il risultato di un lavoro condiviso tra organizzazioni con esperienze e prospettive complementari, che hanno messo a disposizione competenze, evidenze e punti di vista maturati nei rispettivi ambiti.
- ING: banca europea di origine olandese con presenza globale in più di 100 Paesi, 41 milioni di clienti e 60.000 dipendenti. Da 13 riconosciuta in Italia come Top Employer, ha promosso lo sviluppo della guida e portato l’esperienza nel creare le condizioni ottimali affinché ogni persona possa dare il meglio di sé nel suo contributo alla crescita del business;
- Alastair Shooting Star Fund: sostiene l’accesso di adolescenti e giovani adulti a programmi dedicati alla salute mentale, alle dipendenze e alle difficoltà comportamentali. Ha portato alla Guida una prospettiva centrata sulla prevenzione, sulla riduzione dello stigma e sul supporto alle persone e alle famiglie più vulnerabili.
- Dynamo Camp: offre programmi di Terapia Ricreativa a minori con patologie gravi o croniche, disturbi del neurosviluppo o disabilità. Ha partecipato alla Guida con un approccio basato sulla valorizzazione delle capacità, sulla partecipazione e sulla costruzione della fiducia in sé.
- Fondazione Progetto Itaca: promuove informazione, prevenzione e supporto nell’ambito della salute mentale, affiancando persone e famiglie. Ha contribuito con la propria esperienza nel riconoscere i segnali di difficoltà, orientare verso la cura e contrastare stigma e pregiudizi.
- Marsh Jointly: realtà che progetta soluzioni integrate di corporate wellbeing, welfare e supporto alla persona e alla famiglia, con un approccio consulenziale e basato sui dati. Ha contribuito con le sue competenze su ascolto organizzativo, work-life integration, accessibilità dei servizi e trasformazione dei bisogni in interventi concreti.
- Valore D: associazione di imprese specializzata in parità di genere, inclusione e sostenibilità dei percorsi professionali. Ha portato alla Guida evidenze e competenze su longevità lavorativa, fasi di vita, appartenenza e contrasto alle discriminazioni.
«Le evidenze mostrano che il lavoro sta cambiando e, con esso, cambia il modo in cui guardiamo alla qualità dell’esperienza lavorativa.» dichiara Costanza Ramorino, Head of HR, ING Italia “Come ING abbiamo promosso questo percorso mettendo in rete competenze ed esperienze, nella convinzione che il benessere organizzativo rappresenti una responsabilità condivisa e una leva per la qualità del lavoro e la sostenibilità dei risultati.» Continua Ramorino: «”Gli itinerari del benessere organizzativo” è il risultato di un lavoro comune, una risorsa dedicata a persone, manager, team, professionisti HR e organizzazioni e il suo valore sarà legato alla capacità di utilizzarlo nei diversi contesti per stimolare un nuovo tipo di conversazione attorno alla dimensione lavorativa, definire azioni coerenti e verificarne gli effetti, in coerenza con le numerose attività interne che stiamo sviluppando per le persone e a supporto dell’’esperienza lavorativa.»
La Guida potrà essere consultata integralmente oppure utilizzata in modo modulare ed è disponibile gratuitamente per il download sul sito di ING Italia e di Progetto Itaca.
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A completarla, 10 indicazioni operative traducono alcuni dei suoi principi in esempi concreti applicabili alla quotidianità del lavoro.
Dalla guida alla pratica: 10 indicazioni per il benessere organizzativo
La guida “Itinerari del benessere organizzativo” può essere consultata integralmente oppure utilizzata in modo modulare, partendo dai temi più rilevanti per persone, manager, team e organizzazioni.
Queste indicazioni, che non hanno la pretesa di essere esaustive, ne traducono i contenuti in esempi operativi utili per migliorare la qualità del lavoro quotidiano.
1. Chiarire le priorità. Distinguere ciò che viene prima e ciò che può essere riprogrammato, delegato o non più necessario.
2. Allineare obiettivi e risorse. Verificare la coerenza tra obiettivi, priorità, tempi, risorse e competenze, individuando tempestivamente eventuali ostacoli.
3. Proteggere concentrazione e recupero. Ridurre interruzioni e pianificare riunioni in modo efficace, favorire momenti di concentrazione, rispettare tempi di pausa e di recupero, individuali e di team.
4. Concordare regole digitali chiare. Definire insieme quali canali usare, come riconoscere le priorità, quali tempi di risposta sono attesi e preservare i momenti di disconnessione.
5. Rendere normale chiedere supporto. Creare un contesto in cui si possano segnalare difficoltà, condividere dubbi o portare punti di vista diversi e individuare insieme le risorse utili ad affrontarli.
6. Ascoltare i fatti, senza interpretare le persone. Nei confronti, partire da situazioni osservabili e concentrarsi su lavoro, priorità, risorse e supporti, rispettando la sfera personale.
7. Favorire partecipazione e accessibilità. Verificare che modalità di lavoro, strumenti e opportunità permettano a tutte le persone di contribuire, individuando eventuali barriere e possibili azioni per ridurle.
8. Investire in competenze applicabili. Collegare gli obiettivi di sviluppo alle esigenze lavorative e creare occasioni per mettere in pratica quanto appreso, ricevere feedback e mettere le conoscenze a fattor comune.
9. Considerare fasi di vita e bisogni diversi. Evitare approcci uniformi e offrire flessibilità, soluzioni e canali dedicati, coerenti con bisogni e fasi di vita differenti.
10. Trasformare l’ascolto in azione. A partire dall’osservazione, definire un passo concreto, responsabilità chiare, un risultato osservabile e un momento in cui verificare l’effetto, decidendo cosa mantenere, adattare o interrompere.